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Sagre ed Enogastronomia

Sagra della Patata a Celico con le patate 'mpacchiuse con la cipolla rossa di Tropea 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
4° domenica di settembre — quest'anno 4 settembre 2026
Dove Celico (CS), Lagarò Lupinacci, Decollatura

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: prolocotole.com, letta il 20/09/2026.

La Sagra della Patata si tiene a Celico, in provincia di Cosenza, in Calabria, ad agosto, ed è dedicata alla patata della Sila IGP, coltivata nei 14 comuni dell'altopiano silano. Negli stand si mangiano le patate 'mpacchiuse con cipolla rossa di Tropea, gli gnocchi preparati al momento e gli spiedini di patata, accanto alle carni alla brace e al panino con salsiccia e caciocavallo. La sagra è organizzata dall'associazione Gente di Lagarò con il sostegno del Comune di Celico, del GAL Sila e del Consorzio di Tutela della Patata della Sila IGP.

Il prodotto simbolo della Sila

La patata è un alimento «povero», semplice e molto saporito, di cui non si può fare a meno in cucina: è versatile, e ogni preparazione a base di patate è squisita, delicata e importante. È il prodotto simbolo della gastronomia locale, molto apprezzato da tutti.

Ha anche una carta d'identità botanica precisa. La patata della Sila IGP è un tubero a buccia gialla o rossa e a pasta bianca oppure gialla, e la sua caratteristica principale è quella di possedere una percentuale di amido superiore rispetto alla media: questo rende il tubero molto più nutriente e saporito rispetto al resto delle patate italiane.

E poi c'è un primato geografico. È l'unico prodotto di alta montagna a essere coltivato nel centro del Mediterraneo: la coltivazione a quote molto elevate e lo sbalzo termico hanno portato la buccia della patata a essere molto più protettiva e con maggiore resistenza agli attacchi batterici.

Notti fresche a oltre 1300 metri

Il sapore, qui, si spiega con il clima e con il suolo. Sull'altopiano della Sila, a oltre 1300 metri di quota, le escursioni termiche — con giornate calde e notti fresche durante la stagione estiva — incidono sulla sostanza secca e sulla struttura del tubero.

Il resto lo fanno la terra e l'acqua. Le patate crescono in un suolo fertile ricco di minerali, irrigato con acqua sorgiva in abbondanza, in un contesto dove l'aria è tra le più pulite d'Europa.

Il risultato si riconosce in cottura, ed è il motivo per cui la patata silana ha viaggiato: è tra gli alimenti che meglio rappresentano la cucina calabrese, ma la sua diffusione ha da tempo superato i confini, ed entra nei piatti di molte altre cucine regionali, riconoscibile per la compattezza, la consistenza in cottura e la versatilità che la rende adatta a tante ricette.

Dalla statistica del 1811 al marchio IGP

I primi riferimenti alla coltivazione della patata della Sila si trovano nella statistica del regno di Napoli del 1811.

Da allora è diventata molto più di una coltura: la sua coltivazione rappresenta una grande risorsa per le comunità locali, le quali sono riuscite a svilupparsi e a crescere grazie al commercio del prodotto. Così la coltivazione è diventata l'attività centrale per l'economia silana, con pratiche agricole tradizionali insieme a metodi moderni a basso impatto ambientale.

Il passaggio decisivo, però, è recente. La vicenda dimostra come, da un prodotto destinato all'autoconsumo, sia stato possibile passare a una realtà organizzata in grado di sostenere il mercato nazionale: la svolta è arrivata con la nascita del Consorzio e, nel 2010, con il riconoscimento IGP.

Quattordici comuni sull'altopiano

L'area di produzione è delimitata, e sta quasi tutta in provincia di Cosenza. La patata della Sila si produce nei quattordici comuni dell'altopiano silano.

Eccoli: sono zone di produzione i comuni di Acri, Aprigliano, Bocchigliero, Celico, Colosimi, Longobucco, Serra Pedace, Parenti, Pedace, Rogliano, San Giovanni in Fiore, Spezzano della Sila e Spezzano Piccolo, in provincia di Cosenza, e il comune di Taverna in provincia di Catanzaro. Celico, che alla patata dedica la sua sagra, è uno di questi.

'Mpacchiuse, spiedini e bistecche di podolica

In cucina il tubero regge qualunque forma gli si dia. Le patate silane si prestano bene a numerose ricette: i fritti, gli gnocchi, patate 'mpacchiuse, pasta e patate ara Tijeddra e tante altre ottime ricette.

Alla sagra, però, c'è un piatto che tutti cercano. Le patate 'mpacchiuse con cipolla rossa di Tropea restano tra i piatti più richiesti, ma accanto compaiono gnocchi preparati al momento, spiedini di patata e numerose altre varianti che testimoniano la versatilità del prodotto.

Accanto alla patata arriva il resto della montagna: non mancano le carni alla brace, come le bistecche di podolica calabrese, e l'intramontabile panino con salsiccia e caciocavallo. Gli stand propongono formaggi, salumi, conserve e dolci tipici, prodotti che raccontano la varietà di un territorio agricolo molto vivace.

Gastronomia e socialità rendono la sagra un evento che richiama ogni anno migliaia di persone, grazie all'organizzazione curata dall'associazione Gente di Lagarò con il sostegno del Comune di Celico, del GAL Sila e del Consorzio di Tutela della Patata della Sila IGP.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Celico per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bosco, a 7,9 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Piano Monello, e il tragitto è di 17 chilometri per 17 minuti di guida.

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