Le feste della Calabria
Le feste della Calabria sono più di 80, distribuite fra i paesi dell'interno e le città della costa, da Reggio a Tropea a Vibo Valentia. Processioni che scendono al mare, presepi viventi, riti che accompagnano il calendario contadino: qui li trovi uno per uno, raccontati per come si svolgono sul posto.
Festività Nazionali
Presepe Vivente a Badolato - Un centinaio di cittadini nei vicoli del rione u destru
Presepe Vivente a Bagaladi - Fino a 200 figuranti nelle case dei nonni riaperte
Presepe Vivente a Lamezia Terme - Nicastro - Il presepe vissuto e non vivente al Mulino delle Fate
Presepe Vivente a Lamezia Terme - Il rione San Teodoro com'era negli anni 1920/30
Presepe Vivente a Melicucco - La zeppolata dei Re Magi con la ricetta centenaria del paese
Presepe Vivente a Miglierina - Canne e sacchi per coprire tutto ciò che è moderno
Presepe Vivente a Morano Calabro - Nella stalla c'è una famiglia vera, col suo neonato
Presepe Vivente a Panettieri - Trecento anime, 140 figuranti e 400 torce
Carnevali Storici
Feste Patronali
Festa della Pita ad Alessandria del Carretto - Il matrimonio fra il tronco e la cima e la scalata del fusto unto di grasso
Festa della Madonna del Carmelo a San Pietro a Maida - La Madonna che fermò il terremoto e la fiaccolata dall'eremo
Festa di Maria SS Mamma Nostra a Bivongi - Due feste e una Novena in nove colloqui
Festa Patronale di San Nicola a Candidoni - Processione del Santo e benedizione di mais e grano
Festa di San Vittorio Martire a Roccella Ionica con la processione della statua
Fuochi di Sant'Antonio Abate in Calabria - I falò del 17 gennaio e la benedizione degli animali
L'Affruntata a Vibo Valentia - Il velo nero che cade, e l'anno in cui non cadde
Festa della Madonna della Consolazione a Reggio Calabria - La Vara da dodici quintali e la volata finale dei portatori
Madonna del Pilerio a Cosenza - Il bubbone della peste comparso sulla guancia dell'icona, ancora visibile
Maria SS. del Carmelo a Caria - Processione con la statua portata a spalla e spettacolo pirotecnico
San Bartolomeo Apostolo a Giffone e la processione nelle viuzze del centro
San Dionigi a Crotone - La statua del santo decollato e la benedizione dei trattori
San Giorgio a Reggio Calabria - La statua di tiglio da trecento chili sulle spalle dei portatori
San Girolamo a Cittanova - I giganti Mata e Grifone e il ciuccio pirotecnico
San Giuseppe a Molochio - I Virgineji e il piatto di pasta e ceci sulle scale della chiesa
San Leoluca a Vibo Valentia - La statua d'argento del 1744, rubata e mai ritrovata
San Leonardo di Limoges ad Ardore - Le catene lasciate al sepolcro da chi tornava libero
San Michele Arcangelo a Cinquefrondi e la statua lignea di Vincenzo Scrivo
San Nicola di Bari a Marina di Gioiosa Jonica e la benedizione del mare
San Nicola vescovo a Bagnara Calabra - Gli affreschi fra il XVI e il XVIII secolo
Festa di San Nicola a Camini con la processione di 20 chilometri
San Nicola vescovo a Delianuova - Il patrono dell'antica Pedavoli e la pietra verde di Cotripa
San Nicola vescovo a Galatro e la posbìa benedetta
San Nicola vescovo a Melicucco - La posbìa, il mais cucinato e portato a benedire
San Nicola vescovo a Palmi e il cero votivo del sindaco
San Paolo Apostolo a Reggio Calabria e il miracolo della colonna
San Teodoro a Rizziconi - La Chiesa Madre del X secolo e il patrono dei soldati
San Vitaliano a Catanzaro e il busto argenteo delle reliquie
Festa di Sant'Ippolito a Gioia Tauro con i 13 colpi di cannone
Santa Marina vergine a Polistena - Le 24 statue dei santi precedono la patrona
Santi Cosma e Damiano a Riace - Il più grande raduno religioso dei Rom e Sinti
Santo Stefano di Nicea a Reggio Calabria - Il primo vescovo e la colonna del miracolo
U 'mmitu e San Giuseppe a Orsomarso - Un cucchiaio per pietanza e la mano baciata ai Santi
La Varia a Palmi - L'Animella eletta dal voto popolare in cima ai sedici metri del carro
I Vattienti a Nocera Terinese - I tredici pezzi di vetro del cardo e il vino sulle ferite
Folklore e Rievocazioni
2150 anni lungo la via Popilia a Cosenza - Il Lapis Pollae e la cerimonia del Fuoco brettio
Battaglia di Maida - I quadri e la Cena della Battaglia
Corteo Storico Normanno Svevo a San Marco Argentano - La Giostra dei sette rioni sotto la torre di Drogone
Festa Medievale e Palio dei Rioni Trischenei a Taverna - Disfida tra sbandieratori e giochi medievali
Festa Medievale a San Giorgio Morgeto - La baronia dei Caracciolo rievocata fino al castello
Festa del Ritorno a Carfizzi - I germanesi che tornano al paese arbëresh
Filocastrum Fest a Limbadi - Rievocazione medievale con corteo storico e falconeria
Le giornate murattiane a Pizzo e la fucilazione nel castello
Le notti dei Normanni a Chiaravalle Centrale - Rievocazione storica con cibi medievali e corteo
Palio del Principato di Squillace - Il corteo aragonese e la giostra sotto il castello normanno
Palio di Diana a Vibo Valentia e i cortei di figuranti
Palio del Principe di Bisignano e la consegna del Drappo del Palio
Palio di Ribusa a Stilo e la bandiera imperiale donata da Carlo V
Rievocazione della Donazione del 1101 a Mormanno e la consegna delle chiavi
I Tri da Cruci a Tropea e il camiuzzu i focu
Sagre ed Enogastronomia
Peperoncino Festival a Diamante - Nato per ripicca
Sagra del Caciocavallo a Ciminà - Il formaggio a due testine e il bastone che sta dritto nel latte
Sagra della Castagna a Cotronei - I Giganti che sfilano dallo stadio alla piazza
Sagra della Castagna a Sant'Agata di Esaro - Il tronchetto di castagna e il gelato arrivato dopo
Sagra della Cipolla Rossa a Ricadi - Il cammello di fuoco che balla fra la gente
Sagra della Salsiccia a Gallico Superiore - Quattro sere di brace davanti al campo sportivo
Sagra della 'Nduja a Spilinga - Il Camejuzzu i focu che brucia in mezzo ai fuochi
Sagra del Pane di Grano a Bagnara Calabra - Il cruschello che chiamano cranza e i forni a caduta
Sagra della Patata a Celico con le patate 'mpacchiuse con la cipolla rossa di Tropea
Sagra Dei Piselli E Delle Fave a Montegiordano - Il pisello verdone raccolto a mano che rischia di sparire
Sagra da Sujaca a Caria - Il fagiolo tipico del villaggio cariese
Tropea Cipolla Party a Tropea con la cipolla scultorea di un metro e mezzo
I presepi viventi in Calabria
In Calabria il Natale si racconta con otto presepi viventi, e la cosa che li tiene insieme non è una scenografia: è quanta parte del paese ci sta dentro. A Panettieri, borgo della Sila Piccola di appena trecento anime, i figuranti sono centoquaranta — più di un abitante su tre. A Miglierina sono centoquattordici, e i volontari che li sostengono centoventuno: più di uno a testa. Si visitano fra il 24 dicembre e il 6 gennaio, e quasi tutti si camminano di sera.
Panettieri: trecento abitanti, quattrocento torce
È il più grande della regione, e i numeri lo mettono «fra i principali allestimenti di tutto il sud Italia». Il percorso ha oltre trentacinque postazioni con gli artigiani al lavoro nei mestieri antichi, più di cento balle di paglia e quattrocento torce ad accendere la strada. E c'è una scena che altrove non si trova: una Sinagoga, dove la Natività viene raccontata anche secondo la tradizione ebraica. Dura sei giorni, fra dicembre e l'Epifania.
Le case dei nonni, riaperte
A Bagaladi, in provincia di Reggio Calabria, il presepe si fa dentro abitazioni chiuse da anni, e gli organizzatori lo dicono con parole loro: «Abbiamo riaperto porte chiuse da anni e ridato vita a case cariche di memoria. Tra le mura dove hanno vissuto i nostri nonni nasce il presepe vivente». I figuranti arrivano a duecento, e il percorso finisce in piazza San Teodoro, dove la sera i Re Magi entrano a cavallo e si balla «U ballu du camiddhu», il ballo del cammello.
A Morano Calabro, sul Pollino, il paese non ha bisogno di essere trasformato: le case scendono lungo il colle su cui è arroccato, e «rappresenta da solo un vero e proprio presepe naturale». Lì fare un presepe vivente vuol dire aggiungere le persone a una scenografia che c'è già. La prima scena va in scena il 24 a mezzanotte, il quartiere alto diventa Betlemme illuminata da una grande stella cometa a monte, e nella grotta una famiglia vera veglia il proprio neonato nella mangiatoia.
Canne e sacchi per coprire il presente
A Miglierina c'è una pratica che nessun altro dichiara, e la racconta lo scenografo Pasquale Caligiuri: «L'allestimento esterno con canne e sacchi atti a coprire le parti moderne del paese è una pratica ormai consolidata da anni». Il presepe non occupa un cortile, occupa il paese — «non si limita in un singolo edificio, ma è pervasivo e diffuso in ogni angolo» — e ogni segno del presente viene nascosto perché chi cammina si trovi davvero dentro l'altro tempo. Lo organizza la Parrocchia di Santa Lucia, e il parroco don Pasquale Di Cello ne è anche il regista.
«Vissuto», non «vivente»
A Lamezia Terme, nel quartiere di Nicastro, il presepe si tiene all'Antico Mulino delle Fate, alle spalle del Castello Normanno-Svevo, nella valle del torrente Canne. E chi lo fa ha scelto un'altra parola per definirlo: il presepe è «vissuto» e non «vivente», perché «molti dei quadri rappresentati sono realmente vissuti da persone che conoscono, tramandano e svolgono» quelle attività. Non attori che fingono un mestiere: chi quel mestiere lo fa.
Nello stesso comune, ma nel rione San Teodoro, c'è il presepe che ha fatto una scelta simile in un'altra direzione: al posto dei personaggi della Natività mette gli artigiani che animavano quel quartiere negli anni Venti e Trenta — il venditore di carbone, il lattoniere, il cestaio, il falegname, il barbiere, il calzolaio, il sarto, il formaggiaio, il fabbro, il vasaio, e i pecorai con gli animali. L'intento dichiarato è «vedere il Rione così come doveva essere negli anni 1920/30». È nato fra il dicembre 2001 e il gennaio 2002.
Il più longevo, e le zeppole dell'Epifania
Il presepe più longevo della regione è quello di Melicucco, in provincia di Reggio Calabria, curato dal Gruppo GEM 1987. Va dal 24 dicembre al 6 gennaio, e il giorno dell'Epifania ha una chiusura che è una ricetta: arrivano i Re Magi a cavallo, e dietro di loro la zeppolata, con le zeppole fatte al momento dalle donne che portano avanti la ricetta centenaria melicucchese.
A Badolato, borgo catanzarese fra «I Borghi più belli d'Italia», il presepe si visita in un modo che vale la pena sapere prima di andare: non si entra liberamente. Si va a gruppi di quaranta o cinquanta persone, accompagnati dalle guide, per una passeggiata di circa quarantacinque minuti; i gruppi si formano sul posto. Un centinaio di cittadini fra attori, comparse, guide e squadra tecnica mette in scena la nascita e i mestieri nei vicoli del rione «u destru», con partenza da piazza Santa Barbara.
Quando conviene andare
Le date sono poche e non coincidono, quindi vanno guardate una per una: Badolato fa solo il 26 dicembre, Bagaladi il 29 dicembre e il 6 gennaio, Lamezia Nicastro il 26 e il 6, Miglierina tre date. Chi ha più margine trova aperti più a lungo Melicucco (dal 24 al 6), Morano Calabro (dal 25 al 6), Lamezia San Teodoro (dal 26 al 6) e Panettieri, che tiene sei giorni. Il 6 gennaio è il giorno con più cose: i Magi a cavallo arrivano a Bagaladi, a Melicucco e a Morano, e a Melicucco si distribuiscono le zeppole.
Domande frequenti
Qual è il presepe vivente più grande della Calabria?
Quello di Panettieri, in provincia di Cosenza: oltre trentacinque postazioni, centoquaranta figuranti in un paese di trecento abitanti, quattrocento torce e una Sinagoga dove la Natività si racconta anche secondo la tradizione ebraica.
E il più antico?
Quello di Melicucco, in provincia di Reggio Calabria, curato dal Gruppo GEM 1987: è il più longevo della regione.
Che differenza c'è fra presepe «vivente» e «vissuto»?
È una distinzione che si fa a Lamezia Terme, al Mulino delle Fate: in un presepe vivente i figuranti interpretano un mestiere, in quello «vissuto» i mestieri li fanno le persone che li praticano davvero e li tramandano.
Si entra liberamente nei presepi calabresi?
Dipende. A Badolato no: si entra a gruppi di quaranta o cinquanta persone con una guida, per un percorso di circa quarantacinque minuti, e i gruppi si formano sul posto. Negli altri il percorso si cammina liberamente.