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Sagre ed Enogastronomia

Sagra del Peperone di Senise 2027 - la gara della 'nserta

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 9 al 11 agosto 2026
Dove nel cuore del centro storico, Senise

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: assasenise.com, letta il 21/09/2026.

«U Strittul ru Zafaran», la sagra del Peperone di Senise IGP, si tiene a Senise, in provincia di Potenza, a metà agosto, in concomitanza con la festa di San Rocco. Per tre giornate i vicoli del centro storico si riempiono delle «serte», le collane di peperoni appese ai balconi, e l'ultima sera il percorso enogastronomico lungo corso Vittorio Emanuele si chiude con la gara della ‘nserta, in cui una giuria di esperti valuta la miglior serta realizzata in un tempo stabilito e al vincitore va l'Ago d'oro. La manifestazione è nata nel 2003 ed è organizzata dall'associazione ASSA in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Peperone di Senise IGP.

Il vicolo del peperone

A Senise la festa del peperone non si chiama festa del peperone. Si chiama «U Strittul ru Zafaran», che nel dialetto senisese vuol dire «il vicolo del peperone».

«U strittul» è il vicolo, e descrive la conformazione urbanistica del centro storico: piccole strade contornate da palazzi storici, comuni e nobiliari. «Zafaran» è il peperone, chiamato così ricordando la preziosa polvere dello zafferano, per il colore. Metterle insieme significa dichiarare la doppia finalità dell'evento, che è promuovere il Peperone di Senise IGP e insieme il centro storico del paese.

A organizzarla è l'ASSA, l'Associazione Sviluppo Storico Ambientale, che lavora per lo sviluppo storico e ambientale del territorio, insieme al Consorzio di Tutela del Peperone di Senise IGP, al Museo Etnografico del Senisese, all'Avis di Senise, alla Pro Loco e alla Parrocchia, con il patrocinio del Comune di Senise e della Regione Basilicata.

Tre giorni fra i vicoli del borgo

La manifestazione dura tre giornate, a metà agosto, in concomitanza con la festa di San Rocco. Ognuna ha il suo tema.

La prima è dedicata alla scoperta del patrimonio culturale del territorio: apre il Museo Etnografico del Senisese, si fanno visite guidate nel centro storico e laboratori tradizionali, e spettacoli artistici itineranti animano le vie del borgo fino a tarda sera. Poi vengono i giochi popolari per i bambini, le esibizioni folkloristiche e i Giochi popolari a Rioni, che riempiono la piazza.

L'ultima giornata è la Sagra del Peperone di Senise IGP vera e propria, con il percorso enogastronomico lungo corso Vittorio Emanuele. Lungo il percorso si degusta ogni tipo di pietanza preparata con il peperone, in ogni sua veste e in ogni suo colore; ci sono le degustazioni e le dimostrazioni di cucina, il mercatino di prodotti tipici, gli artisti di strada e la musica nelle piazze del borgo antico, fra musica popolare, jazz e cantautorato. A chiusura c'è la Crusk Night, la notte dedicata al crusco, che si sgancia dal centro storico e interessa la parte alta del paese.

Intanto i vicoli si dipingono di rosso, adornati dalle serte appese ai balconi e alle ringhiere.

La gara delle collane e l'Ago d'oro

A metà serata si tiene la gara della ‘nserta, che è il gesto attorno a cui gira tutto il resto: si tratta di realizzare la tipica collana di peperoni IGP. Chi la fa meglio vince l'Ago d'oro.

Farne una non è semplice. Si fanno passare ago e filo attraverso i peduncoli degli ortaggi maturi, che vanno bucati senza romperli, e in questa fase ci vuole tanta abilità manuale: è una vera e propria arte. Le collane finite sono lunghe fra i 150 e i 200 centimetri.

Nata nel 2003

L'ASSA la definisce «una manifestazione nata nel 2003 per cercare di valorizzare e promuovere contemporaneamente due tesori del comune di Senise: il centro storico e il peperone IGP».

In quel primo anno, nelle serate dedicate al Santo patrono, San Rocco, dal 16 al 18 agosto, si partì con la riapertura del chiostro del vecchio convento di San Francesco, chiuso da un po' di anni, con l'apertura straordinaria dell'Antiquarium «Rocco Anzilotta».

Dalle Antille alla valle del Sinni

Il peperone arriva a Senise fra il Cinquecento e il Seicento, introdotto dagli spagnoli dopo la colonizzazione delle Antille. Una leggenda ne attribuisce l'importazione agli Aragonesi, che l'avrebbero portato dalle isole caraibiche sotto il loro dominio.

Quello che accadde dopo è documentato. I contadini locali se ne appropriarono, selezionando nel tempo la varietà che ancora oggi viene coltivata; da coltura di autoconsumo divenne una coltura sempre più specializzata, capace di garantire un reddito costante durante tutto l'anno alle famiglie che se ne occupavano. La valle del Sinni, ai piedi del Pollino, gli offriva l'ambiente ideale, per le condizioni climatiche e per l'abbondante riserva d'acqua.

Nel luglio del 1996 arrivò il marchio IGP. Fu allora che questi peperoni, fra i primi prodotti lucani a riceverlo, vennero sottoposti all'attenzione del grande pubblico e si meritarono l'appellativo di «oro rosso lucano». Sono frequenti i tentativi di contrabbandare per peperoni di Senise altre varietà, di pregio non uguale.

Lo schiocco che dice quando sono pronti

Il peperone si pianta fra febbraio e marzo e si raccoglie a partire dalla prima decade di agosto, proseguendo a settembre: il mese della festa non è casuale, coincide con il periodo in cui i peperoni diventano ben maturi. Una volta colti possono essere venduti freschi o avviati all'essiccazione.

L'essiccazione ha i suoi tempi. Per i primi due o tre giorni le bacche fresche riposano su reti o teli di stoffa, in locali ben areati e asciutti, al riparo dalla luce. Poi vengono insertate ed esposte all'azione degli elementi climatici, e così perdono la parte acquosa e concentrano tutto il gusto nella buccia. Il momento in cui sono pronti si riconosce dal suono: se urtandosi delicatamente gli uni contro gli altri producono una sorta di schiocco attutito, i peperoni «suonano», e possono essere venduti in serte oppure asciugati ancora in forno e macinati finemente per ottenerne una polvere del tutto simile alla paprika.

La polpa è sottile. Le forme sono tre — tronca, appuntita o a uncino — e il colore è verde, oppure rosso porpora quando è maturo.

Cruschi, strascinati e baccalà

Passati in olio bollente e salati, i peperoni diventano «cruschi», che in dialetto vuol dire croccanti: croccanti come una patatina. Così accompagnano i formaggi e le verdure fresche, le fave o le insalate, e da soli con un filo di olio extravergine fanno un antipasto.

Il resto è cucina di casa. Gli strascinati, la pasta preparata a mano, si condiscono con il peperone e una spolverata di ricotta salata. Con il baccalà l'accostamento è d'obbligo. Poi ci sono i cruschi fritti con l'uovo e la salsiccia, quelli abbinati alle patate lesse e alle verdure saltate in padella, quelli uniti a salumi e formaggi.

C'è infine quello che del peperone resta quando è ridotto in polvere: serve a insaporire molti salumi lucani, a cui dà gusto, colore e una buona stagionatura, e funziona da antiossidante e da colorante naturale. E c'è la «composta», in cui il peperone si mescola alla melanzana, che si porta in tavola come contorno di arrosti e grigliate.

Grazie al basso contenuto d'acqua, i peperoni di Senise si possono mangiare freschi o conservare a lungo.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Sagra del Peperone a Senise richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Montegiordano, a 44 chilometri da Senise, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Noepoli restano 4,2 chilometri, che in 4 minuti portano a destinazione.

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