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Il Tartufo tra i Sapori d'Autunno a Capizzi 2026 - Il tubero trovato per caso dove avevano scavato i maiali
La Sagra del tartufo dei Nebrodi, intitolata «Il Tartufo tra i sapori d'autunno», si tiene a Capizzi, in provincia di Messina, nel mese di ottobre e dura tre giorni. Nel borgo si allestiscono la mostra-mercato dei prodotti tipici autunnali e un percorso di degustazione, mentre nei boschi si organizzano escursioni alla ricerca del tartufo nero e del bianchetto. Il tartufo dei Nebrodi, della varietà nero uncinato, è una scoperta recente: fu trovato per caso dove avevano scavato i maiali, e prima nessuno in paese ne aveva mai trovati.
Il tubero trovato dove avevano scavato i maiali
Tutto ha avuto inizio per caso, ma quello strano affare trovato lì dove aveva scavato un suino era proprio lui, il tartufo siciliano.
Giuseppe Russo, detto Peppino, racconta il ritrovamento: «Cinque o sei anni fa eravamo fra i boschi di Capizzi a cercar funghi e, come spesso capita, siamo passati da una zona scavata dai maiali. Il caso ha voluto che gli occhi cadessero su una strana pietra scura che affiorava proprio dal punto scavato. Abbiamo raccolto quello che abbiamo capito essere un tartufo e ci siamo subito chiesti se fosse commestibile.»
«Nessuno fra gli abitanti del paese e delle zone limitrofe ne aveva mai trovati e non avevamo alcuna idea circa la bontà.»
Quel primo tartufo fu fatto analizzare, con l'aiuto del professore Giovanni Di Bella, e venne fuori che si trattava di un ottimo esemplare. «Tramite alcuni amici umbri ho avuto il primo cane da tartufo, e da allora questa passione non mi ha più abbandonato.»
Come si cerca, e perché il cane non basta
Nel bosco si va in coppia, e la coppia è cane e padrone. I cani di Peppino si chiamano Macchia e Briciola. Il cane non nasce per questa attività, e solo un buon insegnamento e un padrone che ha a cuore gli animali e la natura riesce a far emergere questi tuberi pregiati dal sottosuolo.
La cerca è lenta e ripetitiva: più e più volte si passa dallo stesso punto per cercare di capire se, effettivamente, il cane ha fiutato qualcosa, perché alle volte i tuberi sono così nascosti che è quasi impossibile capire dove sono. Serve scavare e tenere gli occhi aperti, seguire l'istinto del cane e insieme correggerne gli errori: alla base c'è uno strettissimo rapporto fra l'animale e il suo padrone.
Quando il cane sente, odora e scava con la zampa; l'uomo si avvicina e con una zappetta aiuta delicatamente il cane. Poi il tartufo finisce in saccoccia e il cane si accontenta di una fettina di salame.
Pochi, ma buoni
Non ce ne sono tanti di tartufi sui Nebrodi, ma quelli che si trovano sono buoni.
Durante una passeggiata fra querce e roverelle se ne trovano due tipi: l'uncinato, nero, e l'excavatum, bianco. Il tartufo è del resto un fungo ipogeo che cresce sottoterra nel territorio del Parco dei Nebrodi, e in Sicilia non è un caso isolato: se ne raccolgono nei boschi dei Nebrodi, delle Madonie e degli Iblei, ma anche nel catanese, alle pendici dell'Etna.
Le specie censite sull'isola sono diverse. Fra le più diffuse ci sono il Tuber aestivum, il tartufo nero estivo comunemente chiamato Scorzone, il Tuber brumale, ovvero il tartufo nero invernale, e quello ordinario, il Tuber mesentericum; tra i tartufi bianchi spicca il Tuber borchii, noto volgarmente con il nome di Bianchetto. Il tartufo dei Nebrodi che dà il nome alla sagra è della varietà nero uncinato.
Due ricette, spiegate per intero
La ricetta più semplice e insieme saporita per gustare il tartufo è quella dell'uovo fritto, e si prepara il giorno prima: bisogna avere l'accortezza di mettere il tartufo per ventiquattro ore all'interno di un barattolo insieme a una o due uova da friggere l'indomani.
Il secondo sono le linguine al tartufo: basterà sciogliere nell'olio extravergine d'oliva un'acciuga per ogni piatto e poi soffriggere per qualche istante il tartufo tagliato a fettine sottilissime.
Tre giorni di sagra
La manifestazione dura tre giorni e non è solo gastronomica: propone un ricco programma con la mostra-mercato, escursioni, visite guidate, laboratori, degustazioni, spettacoli, convegni e mostre dedicate al tartufo.
Nel programma si trovano laboratori del gusto, show cooking, convegni, degustazioni, mostre, visite guidate del centro storico, escursioni e spettacoli folkloristici, musicali e di intrattenimento. Le escursioni sono di due tipi: nei boschi alla ricerca del tartufo nero e del bianchetto e lungo gli antichi sentieri dei carbonai.
Accanto ci sono un convegno intitolato «Il Tartufo dei Nebrodi: prospettive per il territorio», la presentazione del libro «Il Cammino dei Briganti in Sicilia», la mostra micologica, concorsi gastronomici e di pasticceria organizzati con Ristoworld Italy e l'Istituto Alberghiero di Enna, e gare di tiro con l'arco medievale. Le esposizioni — abiti storici, mostre fotografiche e lavori artigianali — si tengono all'interno dei locali dell'ex Collegio di Maria e dell'attigua sconsacrata Chiesa di Sant'Antonio Abate, mentre durante tutte le giornate sono presenti lungo il percorso gruppi folkloristici siciliani.
Cosa si compra, e cosa si mangia
La mostra mercato sui prodotti tipici autunnali è mirata a far conoscere maggiormente aziende e prodotti del territorio. In vetrina e per il palato dei visitatori ci sono i prodotti preparati dagli espositori: formaggi e provole, salumi, carni bovine e di suino nero, legumi e primi piatti della tradizione locale, funghi, frutta secca, dolci di mandorla tipici.
Negli stand si trovano salumi tipici della zona realizzati con l'unica carne facile da trovare in loco, il suino nero, che più brado non si può. A farla da protagonista sarà, ancora una volta, il tartufo dei Nebrodi, il prezioso tubero dal profumo e dall'aroma penetrante e persistente.
Capizzi è tappa di arrivo e di transito di alcuni cammini turistici della Sicilia, in particolare di quelli di San Giacomo e dei Briganti.
Come arrivare alla festa
Il Tartufo tra i Sapori d'Autunno a Capizzi si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Caronia, a 38 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Sant'Agata di Militello, e il tragitto è di 49 chilometri per 53 minuti di guida.
Nei paesi vicini
Altri appuntamenti in provincia di Messina.
- Madonna del Rosario a Capri Leone — ottobre
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- Passeggiata dei Giganti a Messina — agosto