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Perché si accendono i falò nella notte di san Giovanni
I falò della notte fra il 23 e il 24 giugno si accendono per dare forza al sole nel momento in cui comincia a calare, e per purificare: il fuoco e il fumo dovevano tenere lontani malocchio, malattie e streghe. È un rito più antico del santo.
Il fuoco fa due lavori insieme: chiama e caccia.
Il fuoco che rinforza il sole
La notte è legata al solstizio d'estate, e la festa cristiana si è innestata su una precedente festa pagana di ritualità celtica.
Nella versione più antica lo scopo era dare più forza al sole proprio quando le giornate cominciano ad accorciarsi: le fiamme erano lette come un rinforzo simbolico dell'astro. I contadini accendevano grandi falò in cima alle colline per propiziarsi la sua benevolenza, e in molte aree rurali il 23 giugno si dava fuoco alle stoppie secche.
Il gesto ha un secondo verso, speculare: scacciare le tenebre e celebrare la luce.
Il fuoco che purifica
L'altra funzione è difensiva, e altrettanto antica.
I falò erano considerati uno scudo contro le influenze malefiche, le streghe e le malattie, e il fumo doveva tenere lontani spiriti maligni e streghe. Nelle campagne servivano anche a scacciare il malocchio, spesso accompagnati da danze.
Al fuoco si consegnava il vecchio: si bruciavano le erbe vecchie, e si gettavano cose vecchie o marce perché il rito facesse il suo lavoro di pulizia.
Nemmeno la cenere si buttava. A fuoco spento veniva usata per preservarsi dai mali, e in alcune tradizioni si metteva sui capelli.
Saltare il fuoco
È il gesto più noto della notte.
Saltare il fuoco portava fortuna, e in molte tradizioni si saltavano le braci come augurio. Ma il salto aveva anche un valore sociale: saltando il falò per tre volte si sancivano rapporti di comare e compare, e la vicinanza attorno al fuoco era pensata come un legame duraturo per tutta la vita.
Attorno ad altre pire, invece, si danza e si canta.
Come si accendevano
Nelle campagne italiane la sera della vigilia i fuochi si accendevano su colline e piazze.
Attorno alle fiamme ci si ritrovava e si cantava: il falò era un momento importante per la comunità e l'occasione per celebrare l'arrivo dell'estate. Spesso, oltre alla pira, si incendiavano ruote di fascine fatte precipitare lungo i pendii.
In Langhe e Roero i falò del 23 giugno illuminavano i bricchi delle colline e radunavano tutta la comunità: lì erano parte di un vero rito di passaggio, insieme a pratiche divinatorie e lavacri di purificazione, e alla raccolta di erbe benefiche come iperico, agnocasto e lavanda.
Il falò di Torino
La città ha fatto del suo fuoco un oracolo.
Il Falò di San Giovanni si accende ogni anno la sera del 23 giugno, alla vigilia della natività del Battista, in Piazza Castello, davanti a Palazzo Madama — in alcuni anni, per problemi logistici, in Piazza San Carlo.
Il momento decisivo è la caduta della pira. Se cade verso Porta Nuova, i dodici mesi successivi saranno di buon auspicio per la città; se cade nella direzione opposta, l'anno sarà nefasto.
Le altre acque e gli altri fuochi
Alla stessa notte appartengono i riti dell'acqua.
La rugiada fra il 23 e il 24 giugno avrebbe proprietà benefiche: un tempo, all'alba, ci si lavava il viso o si camminava scalzi sull'erba bagnata per salute e fortuna. Le erbe raccolte quella notte si mettevano in un bacile colmo d'acqua lasciato fuori fino al mattino.
In mezza Europa il cielo della notte fra il 23 e il 24 si illumina di falò. Ad Alicante le Hogueras de San Juan si celebrano dal 19 al 24 giugno e derivano proprio dalla tradizione dei fuochi della vigilia: già prima del 1928 si bruciavano vecchi mobili, e oggi i fuochi si accendono spesso sulle spiagge.
In alcuni luoghi, infine, i falò sono stati sostituiti dai fuochi d'artificio.
Domande frequenti
Perché si accendono i falò per san Giovanni?
Per dare forza al sole nel momento in cui inizia a calare, dopo il solstizio, e per purificare: il fuoco era considerato uno scudo contro streghe, malattie e influenze malefiche.
Che cosa si bruciava?
Le erbe vecchie dell'anno, le stoppie secche, e in generale cose vecchie o marce, per la funzione purificatrice del rito. Ad Alicante si bruciavano i mobili vecchi.
Perché si salta il fuoco?
Perché porta fortuna. E perché saltandolo tre volte si sancivano i rapporti di comare e compare: la vicinanza attorno al fuoco creava un legame per la vita.
Che cosa si fa a Torino?
Il falò si accende in Piazza Castello la sera del 23 giugno, e si guarda da che parte cade: verso Porta Nuova è buon auspicio per l'anno della città, nella direzione opposta no.