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San Martino · Storia e origini

Perché san Martino è detto protettore dei cornuti: una diceria senza documenti

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In molte zone del Centro e del Sud san Martino è detto protettore dei cornuti, ma nella sua vita non c'è nessun episodio che lo giustifichi: è folklore, non biografia. Le spiegazioni proposte partono quasi tutte dalle fiere del bestiame.

Nessuna di esse ha un documento dietro.

Che cosa dice davvero la biografia

Martino di Tours fu soldato romano e poi vescovo, nato in Pannonia intorno al 316 e morto a Candes l'8 novembre 397. Entrò nell'esercito da giovanissimo seguendo il padre e a trentotto anni lo lasciò, fondando il monastero di Ligugé.

È patrono di soldati e viaggiatori, e patrono di città come Sesto Fiorentino.

Nessun episodio della sua vita ha a che fare con i mariti traditi. L'associazione è una tradizione folklorica, cresciuta attorno alla data e non alla persona.

Le spiegazioni che circolano

Chi ha provato a spiegare l'accostamento è partito quasi sempre dal calendario agricolo.

Le fiere del bestiame. Attorno all'11 novembre si teneva il più grande mercato stagionale dell'anno, e gli animali comprati e venduti erano in buona parte cornuti: mucche, tori, capre, montoni. La parola stessa aiuta: «fiera» viene dalle feriae romane, i giorni di sospensione del lavoro in onore degli dèi.

Gli allevatori lontani da casa. Una versione popolare aggiunge che, durante le fiere, gli uomini lasciavano sole le mogli per giorni.

Il vino. Un'altra collega tutto ai fiumi di vino che accompagnavano quei mercati, e ai comportamenti sconvenienti che ne seguivano.

I giorni di festa pagana. Un'ipotesi parla dei dodici giorni di feste che cadevano in quel periodo, durante i quali gli adulteri sarebbero stati frequenti.

Le cifre della data. La spiegazione più semplice, e la più tarda, guarda al numero: 11/11, quattro segni verticali letti come le corna fatte con le mani.

I longobardi. Lo studioso G. Pansa propose una lettura diversa: l'essere «cornuto» verrebbe dall'aspetto dei guerrieri longobardi, che portavano pelli di caprone ed elmi adornati di corni — e che avevano in san Martino il proprio santo nazionale.

Marte e Venere. Una ricostruzione risale invece alla mitologia: Vulcano, marito di Venere, scoprì il tradimento di lei con Marte e imprigionò i due amanti in una rete di ferro per mostrarli agli dèi. Da quell'episodio deriverebbe l'espressione «cornuto e mazziato».

Da dove viene la parola

«Cornuto» nel senso di tradito è ricondotto al francese antico: nel XIII secolo è attestato cornart, che significava insieme «tradito» e «imbecille». È lo stesso ambito del francese cocu.

Le feste che esistono davvero

Se la spiegazione è incerta, le celebrazioni sono concrete, e stanno soprattutto fra Lazio, Campania e Abruzzo.

In quelle regioni gruppi di giovani percorrono le strade portando corna di cervo, e il senso dichiarato del gesto è rovesciato rispetto allo scherzo: serve a prevenire di essere traditi.

In Abruzzo la festa di san Martino è conosciuta anche con il nome di «festa dei cornuti».

Domande frequenti

San Martino è davvero il protettore dei cornuti?

È una tradizione popolare diffusa nel Centro e nel Sud, ma non ha fondamento nella biografia del santo: nessun episodio della sua vita ha a che fare con i mariti traditi.

Perché allora si dice?

Le spiegazioni proposte sono molte e nessuna documentata: le fiere del bestiame cornuto dell'11 novembre, gli allevatori lontani da casa, il vino, i giorni di festa pagana, e persino la forma della data 11/11.

Dove si festeggia?

Fra Lazio, Campania e Abruzzo: la Processione dei Cornuti a San Valentino in Abruzzo Citeriore il 10 novembre, la festa di Roccagorga l'11, la sfilata con corna di cervo a Ruviano.

Da dove viene la parola «cornuto»?

Dal francese antico: nel XIII secolo è attestato cornart, con il doppio significato di «tradito» e «imbecille».

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