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Chi era san Martino: la vita, le oche e la Quaresima che porta il suo nome
L'11 novembre si festeggia san Martino di Tours, il soldato romano che divise il mantello con un povero e divenne vescovo. La data non è quella della morte, avvenuta l'8 novembre 397, ma quella del funerale. Nella tradizione contadina è anche il capodanno dei campi.
Sono tre feste sovrapposte: una religiosa, una agricola, una popolare.
Chi era Martino
Nacque a Sabaria, in Pannonia — l'odierna Ungheria — nel IV secolo, figlio di un ufficiale romano, e come il padre servì nell'esercito imperiale.
Il gesto che lo ha reso celebre avvenne durante un turno di guardia, in un inverno rigido: incontrò un mendicante nudo e tremante di freddo e, mosso da compassione, tagliò il proprio mantello per coprirlo.
La notte stessa, racconta la tradizione, Gesù gli apparve in sogno vestito con quella metà di mantello. Dopo quell'esperienza Martino lasciò la vita militare, si convertì e divenne vescovo di Tours.
Perché l'11 e non l'8 novembre
Martino morì l'8 novembre del 397, a Candes, una parrocchia che aveva fondato e dove si era recato per pacificare il clero locale.
La festa cade tre giorni dopo perché ricorda il giorno del funerale, celebrato l'11 novembre a Tours: ai funerali parteciparono migliaia di persone.
Il capodanno contadino
Nella tradizione rurale l'11 novembre segnava la fine dell'anno agricolo, e prese il nome di capodanno contadino.
Era la data in cui si tiravano le somme e si ricominciava:
- si rinnovavano i contratti agrari e si chiudevano i conti dell'annata;
- si faceva il punto su bestiame e botti;
- si completava la semina del grano autunnale;
- i braccianti cercavano un nuovo posto nelle fiere di reclutamento.
Ed era il momento della prima spillatura del vino novello, con il proverbio che accompagna la giornata: «a san Martino ogni mosto diventa vino».
La Quaresima di san Martino
Alla festa seguiva un tempo di penitenza che oggi si è perso quasi ovunque.
Dal 12 novembre cominciava un periodo di digiuno che arrivava fino all'Epifania: cinquantasei giorni di calendario, dei quali quaranta di digiuno effettivo.
Prese il nome di Quadragesima Sancti Martini, la Quaresima di san Martino. Nella diocesi di Tours il vescovo Perpetuus aveva ordinato il digiuno tre giorni alla settimana; nel VI secolo i concili locali lo estesero quasi a ogni giorno.
Una festa europea
La ricorrenza nacque in Francia e da lì si diffuse in Inghilterra, Germania, Scandinavia ed Europa orientale, arrivando fino alle Americhe. In area anglosassone si chiama Martinmas.
Ovunque coincide con la fine della stagione del raccolto e con la macellazione degli animali ingrassati durante l'estate.
Le oche di san Martino
A quella data è legata anche la tradizione gastronomica dell'oca, che ha una spiegazione doppia.
La leggenda racconta che Martino, per sfuggire alla nomina a vescovo, si nascose in un recinto di oche, e che gli animali lo tradirono con il loro starnazzare.
La ragione pratica è che a novembre le oche sono pronte per la macellazione: la leggenda spiega un'usanza che il calendario agricolo aveva già fissato.
Domande frequenti
Che cosa si festeggia l'11 novembre?
San Martino di Tours, vescovo del IV secolo, ricordato per aver diviso il mantello con un povero. È anche la fine dell'anno agricolo e la festa del vino novello.
Perché la festa è l'11 novembre se morì l'8?
Perché la ricorrenza ricorda il giorno del funerale, celebrato a Tours l'11 novembre 397 davanti a migliaia di persone.
Che cos'è la Quaresima di san Martino?
Il periodo di digiuno che cominciava il 12 novembre e arrivava all'Epifania: cinquantasei giorni, con quaranta giorni di digiuno effettivo, chiamati Quadragesima Sancti Martini.
Perché a san Martino si mangia l'oca?
Perché a novembre le oche sono pronte per la macellazione. La leggenda aggiunge che Martino, nascosto in un recinto di oche per sfuggire alla nomina a vescovo, fu tradito dal loro starnazzare.