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San Valentino · Tradizioni

Le tradizioni di San Valentino in Italia: riti, simboli e usanze

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

San Valentino si celebra il 14 febbraio ed è il patrono di Terni e degli innamorati. Alla vigilia, nella basilica di San Valentino a Terni, le coppie che si sposeranno entro l'anno pronunciano davanti all'urna del santo la promessa dei fidanzati; a Monselice i bambini ricevono la chiavetta protettiva contro l'epilessia, il mal de San Valentin; a Vico del Gargano strade e balconi si coprono di arance e alloro. Il cuore, la rosa e il biglietto firmato «Dal tuo Valentino» vengono dalle leggende sul santo.

La promessa davanti all'urna

Nella basilica di Terni il rito si chiama festa della promessa dei fidanzati: si rinnova la promessa d'amore dei fidanzati nella basilica di San Valentino, uno dei momenti più significativi delle celebrazioni religiose in onore di san Valentino patrono di Terni e degli innamorati.

Si tiene la vigilia, il 13 febbraio, nella solenne celebrazione, e la promessa la pronunciano le coppie di fidanzati davanti all'urna del Santo dell'amore. Non è una formula sola, ma cinque impegni distinti: promessa di fidanzamento, promessa di sostenersi nei propositi di amore, promessa di aiutarsi a imparare il vero amore, promessa di avviare un progetto di vita in comune, promessa di camminare insieme. La pronunciano i fidanzati che diranno il loro «sì» entro l'anno.

La pergamena, la rosa bianca e il cuore da scrivere

Le coppie pronunciano coralmente la promessa d'amore davanti all'urna di san Valentino e, prima della benedizione, recitano la preghiera al Santo protettore dei fidanzati.

Alle coppie di futuri sposi viene poi consegnata la pergamena, che insieme alla rosa bianca e al cuore su cui scrivere un pensiero d'amore, ricevuto all'accoglienza, resta come ricordo di questa giornata loro dedicata. A Terni arrivano da lontano — coppie da varie città dell'Umbria, da Napoli, da Roma, da Benevento, dalla Calabria, alcune accompagnate dai figli — e chi non può esserci segue in diretta: i fidanzati di tutta Italia e oltre possono partecipare virtualmente attraverso i canali della diocesi e il canale della Basilica di San Valentino.

E c'è un'altra usanza, più silenziosa, che dura da decenni: negli ultimi quarant'anni ha preso piede la moda, tra gli innamorati, di far recapitare le proprie lettere alla basilica di San Valentino della città di Terni. Ne sono arrivate migliaia, provenienti dai quattro continenti; in un campione studiato, le 763 lettere arrivate dal Giappone recano a volte l'immagine della persona amata e sul dorso, scritta a mano, una preghiera.

La chiavetta che non era un lucchetto

In Italia, in diversi comuni sono in uso le cosiddette «chiavi di San Valentino», che vengono date agli innamorati come simbolo romantico e invito a sbloccare il cuore del donatore: in origine, esse venivano date ai bambini per scongiurare l'epilessia, chiamata la «malattia di San Valentino».

A Monselice, il 14 febbraio i bambini salgono in processione al santuario di San Giorgio lungo la via delle cieséte, baciano la teca che conserva le reliquie del santo, ricevono la benedizione e ritirano la chiavetta protettiva contro l'epilessia, conosciuta in Veneto come mal de San Valentin. Quella chiavetta è entrata di recente nel commercio romantico legato al santo quasi fosse un lucchetto dell'amore, ma rappresenta con ogni probabilità il ricordo della chiave che veniva inserita tra i denti degli epilettici per impedire che durante una crisi si tranciassero la lingua.

Le arance appese ai balconi

A Vico del Gargano la festa di San Valentino è collegata alle arance: il 14 febbraio di ogni anno strade, balconi, finestre e portoni della cittadina pugliese si colorano di profumate decorazioni fatte di arance e alloro per rendere omaggio al santo che protegge gli agrumeti dalle intemperie.

Portate in processione col santo per abbellirne la statua, le arance vengono poi utilizzate dagli innamorati come fossero filtri d'amore.

Da dove vengono davvero cuore, rosa e biglietto

I simboli di San Valentino — cosiddetti, in inglese, valentines — usati oggi includono il simbolo del cuore, il cioccolato, le colombe e la figura di Cupido, e nei biglietti tornano cuori stilizzati, la colomba, l'immagine di Cupido con arco e frecce.

La rosa viene da una leggenda del santo giardiniere: si racconta che San Valentino, cultore di giardinaggio, donava rose del suo giardino alle coppie di innamorati, dopo che un primo fiore offerto a due giovani aveva prodotto un'unione tanto felice che molte altre coppie andarono a chiedere la sua benedizione. Il biglietto viene invece da una scena di carcere: il vescovo compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo carceriere, al quale scrisse, secondo la tradizione, un biglietto firmato «Dal tuo Valentino», da cui anche l'usanza dei biglietti e messaggi fra innamorati. L'iconografia lo rappresenta spesso come vescovo o sacerdote, con la palma del martirio o la scure del supplizio.

La tradizione dei biglietti amorosi cominciò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali, come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori o gioielli, e il lungo cammino di San Valentino ha conosciuto la sua declinazione commerciale soprattutto negli ultimi anni, in cui gli oggetti, gli oggetti a forma di cuore, i regali costosi hanno fatto perdere di vista la purezza e la semplicità dei sentimenti.

Come lo festeggiano altrove

Fuori d'Italia le usanze si separano parecchio, e in qualche caso ribaltano chi regala a chi. In qualche paese il 14 febbraio le donne preparano del cioccolato fatto in casa per poi regalarlo agli uomini, con due tipi ben distinti: i giri-choko si regalano ad amici e colleghi, mentre l'honmei-choko sono per la persona amata. Il conto si pareggia un mese dopo: il White Day, il 14 marzo, gli uomini restituiscono il favore, facendo regali alle donne di colore bianco e il triplo più costosi, secondo il concetto di «sanbuntoryō», una triplice restituzione.

Altrove cambia il simbolo: in Germania si usa il maialino come simbolo di fortuna e buon auspicio, e non è strano vedere coppie scambiarsi peluche o biscotti a forma di maialino. In America Latina il giorno di San Valentino è noto come «Día del Amor y la Amistad», e in alcuni luoghi si organizza una specie di Babbo Natale segreto, dove ci si scambia regali in totale anonimato. In Corea del Sud ogni 14 del mese è un'occasione per celebrare l'amore, con regali e tradizioni diverse ogni volta. E in alcuni luoghi del continente africano le donne appuntano il nome della persona amata sulla propria manica, usanza chiamata «wearing your heart on your sleeve».

C'è poi la benedizione nuziale collettiva, cioè la celebrazione di nozze cristiane di massa nella data del 14 febbraio, diffusa in particolare in Centroamerica e in Estremo Oriente.

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