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Che cos'era il «fuoco di sant'Antonio»: la malattia che porta il nome del santo
Il «fuoco di sant'Antonio» era l'ergotismo: un'intossicazione alimentare provocata dalla segale contaminata dal fungo Claviceps purpurea. Nel Medioevo a curarla erano i monaci antoniani, ed è da loro che viene il nome. Oggi in Italia lo stesso nome indica l'herpes zoster.
Sono due malattie diverse, con un nome solo.
Che cos'era davvero
L'ergotismo era una grave intossicazione di origine alimentare, causata da farina di segale — o di sorgo — alterata dalla Claviceps purpurea, un fungo parassita della spiga.
Il fungo prosperava dove prosperava la segale: nell'Europa del Nord e in Francia, dove le stagioni fredde e umide rendevano quel cereale più affidabile del frumento, e quindi la base del pane.
Le epidemie sono documentate in Europa occidentale a partire dal X secolo, e fra il XIII e il XIV secolo la malattia era tra le più temute. La prima menzione conosciuta è però molto più antica: compare su una tavoletta d'argilla assira del 600 a.C.
Che la causa fosse la segale contaminata non fu chiarito fino al 1596.
Perché «fuoco»
Il nome descrive il sintomo: una sensazione di bruciore alle estremità, che i cronisti dell'epoca paragonavano al fuoco dell'inferno.
Da qui i nomi con cui la malattia girava: ignis sacer, cioè fuoco sacro, e «male degli ardenti». In alcuni paesi lo stesso nome fu applicato anche all'erisipela, un'infezione batterica acuta della pelle.
Perché «di sant'Antonio»
Il legame con il santo passa dalle sue reliquie e dai monaci che le custodivano.
Il corpo di Antonio era stato sepolto in un luogo rimasto ignoto; le reliquie furono ritrovate nel 561 e viaggiarono da Alessandria a Costantinopoli, e infine in Francia. Nell'XI secolo, a Motte-Saint-Didier, fu costruita una chiesa in suo onore, e attorno alle reliquie si formò la congregazione degli Antoniani.
L'origine dell'ordine è legata a un voto. Nel 1095, a La Motte St. Didier, nacque una comunità laicale con fini ospedalieri per il voto del nobile Gastone, il cui figlio era guarito dall'ergotismo: Gastone, il figlio e altri cinque nobili del Delfinato ne formarono il primo nucleo. Nel 1297 Bonifacio VIII elevò quella compagine a ordine di canonici regolari.
I monaci curavano gli ammalati servendosi anche delle reliquie del santo, e si diffuse la convinzione che fossero le reliquie a sconfiggere il male: da lì il nome. A Saint-Antoine-en-Viennois fu costruito un ospedale per gli infermi, e il papa concesse alla popolazione di allevare maiali, il cui grasso alleviava i bruciori.
C'è anche una spiegazione che riguarda il viaggio dei malati. I pellegrini nordeuropei scendevano verso i santuari antoniani in Italia; durante la discesa verso sud il consumo di segale diminuiva, e con esso i sintomi, che si attenuavano fino a sparire.
Per questa storia sant'Antonio Abate è chiamato anche sant'Antonio del Fuoco, e considerato patrono delle malattie da «sacro fuoco»: nel Medioevo cristiano erano soprattutto due, l'ergotismo e l'herpes zoster.
Che cosa si intende oggi
Il nome è sopravvissuto alla malattia che lo aveva generato.
In Italia «fuoco di sant'Antonio» indica oggi l'herpes zoster, provocato da un virus. La confusione ha una ragione clinica: l'ergotismo si manifestava in modo simile, con lo stesso bruciore.
Chi era il santo
Antonio nacque attorno al 251 a Coma, in Egitto.
A vent'anni abbandonò ogni cosa per seguire il consiglio evangelico, si ritirò in una zona deserta dell'Egitto e poi sulle rive del Mar Rosso. Visse ottant'anni da eremita e morì il 17 gennaio, giorno in cui cade la sua festa — il dies natalis, la nascita al cielo.
È considerato il fondatore del monachesimo cristiano, ed è chiamato Abate proprio per la congregazione che si formò attorno alle sue reliquie.
Domande frequenti
Che cos'era il fuoco di sant'Antonio nel Medioevo?
L'ergotismo: un avvelenamento da segale contaminata dal fungo Claviceps purpurea, che provocava un bruciore intenso alle estremità. Era detto anche ignis sacer o «male degli ardenti».
Perché porta il nome di sant'Antonio?
Perché a curarlo erano i monaci antoniani, che custodivano le reliquie del santo in Francia e le usavano nella cura dei malati, con un ospedale a Saint-Antoine-en-Viennois.
È la stessa cosa dell'herpes zoster?
No. Oggi in Italia il nome indica l'herpes zoster, che è di origine virale, ma la malattia medievale era un'intossicazione alimentare. I sintomi simili hanno fatto passare il nome dall'una all'altra.
Quando si capì che la causa era la segale?
Nel 1596. Fino ad allora il legame fra le epidemie e la farina di segale alterata non era stato chiarito.