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Perché sant'Antonio Abate è raffigurato con un maiale
Sant'Antonio Abate è raffigurato con un maiale ai piedi per una ragione pratica: i monaci antoniani allevavano suini per ricavarne il grasso con cui curavano il fuoco di sant'Antonio. Da lì il maiale è passato nell'iconografia, e ci è rimasto, con la campanella al collo.
Non era un animale sacro: era uno strumento di carità.
Il grasso che curava
Il legame nasce nell'XI secolo a Saint-Antoine-l'Abbaye, in Francia, dove erano arrivate le reliquie del santo.
Lì i monaci antoniani allevavano maiali e ne usavano il grasso per curare l'ergotismo, la malattia allora chiamata ignis sacer e poi fuoco di sant'Antonio. Il grasso serviva a preparare emollienti da stendere sulle piaghe dei malati.
Il maiale non dava soltanto quello. Forniva carne, unguenti e sostegno economico alle istituzioni assistenziali dell'ordine: era il modo con cui gli ospedali antoniani si mantenevano.
Il privilegio papale e la campanella
C'è un dettaglio giuridico che spiega perché quei maiali fossero riconoscibili.
Dal Trecento molti statuti delle città italiane vietavano i maiali in città — con un'eccezione: quelli degli Antoniani. L'ordine aveva ottenuto un privilegio pontificio, attestato nella bolla di Bonifacio VIII del 18 dicembre 1297, che concedeva l'allevamento dei suini.
I maiali antoniani giravano quindi liberi per i villaggi, e per distinguerli dagli altri si usavano un taglio all'orecchio o una campanella al collo. Erano nutriti a spese della comunità.
Quella campanella è finita nell'immagine: appesa al bastone del santo, è oggi uno dei suoi attributi.
Nel medioevo tedesco l'usanza aveva una forma precisa: ogni villaggio allevava un maiale destinato all'ospedale antoniano. È da quella consuetudine che nasce la benedizione degli animali.
Da cinghiale a maiale
Nell'iconografia l'animale ha cambiato specie.
Nella leggenda accanto al santo compariva un cinghiale. A partire dal XIII secolo al suo posto si afferma il porcello: prima bestia da fattoria, poi vero e proprio animale da compagnia del santo.
Il passaggio si deve all'influenza degli Antoniani, e si diffonde per gradi dalla valle del Rodano e dalla Borgogna verso la Germania e l'Inghilterra. È così che l'immaginario popolare ha creato «il maiale di sant'Antonio».
Che cosa significa quel maiale
Sull'immagine si sono depositate letture diverse, e convivono tutte.
- La tentazione vinta. Una lettura tradizionale vede nel maiale il simbolo del Male e del Maligno, dominato dal santo: nell'iconografia spagnola il cerdo richiama l'idea medievale di impurità e peccato, e Satana veniva talvolta rappresentato come un maiale nero o un cinghiale.
- Il dominio sulla natura. L'animale addomesticato ai piedi del santo indica allora la perfezione spirituale raggiunta.
- La protezione. La lettura più semplice — e la più diffusa nella devozione popolare — è che il maiale con la campanella segni il patronato sugli animali domestici e sul bestiame.
Nella provincia leonese, in Spagna, la raffigurazione abituale è appunto quella: un santo anziano con il bastone e la campanella, e il maiale ai piedi.
Il maiale della comunità
In Italia il legame è uscito dai quadri ed è entrato nei paesi.
In molte comunità un porcellino veniva allevato da tutti, a turno, e si macellava il 17 gennaio, giorno della festa. Le carni erano destinate ai poveri e al prete che pregava per la comunità.
Non è un caso che sant'Antonio sia invocato come patrono dei macellai e dei salumai, oltre che protettore degli animali domestici.
Domande frequenti
Perché sant'Antonio Abate ha un maiale ai piedi?
Perché i monaci antoniani allevavano suini nei loro ospedali e ne usavano il grasso per curare il fuoco di sant'Antonio. Il maiale è diventato attributo iconografico del santo a partire dal XIII secolo.
Perché il maiale ha una campanella?
Perché i maiali degli Antoniani, autorizzati a circolare liberi per i villaggi quando gli altri erano vietati in città, si riconoscevano da una campanella al collo o da un taglio all'orecchio.
Nella leggenda era un maiale?
Era un cinghiale. Il porcello domestico prende il suo posto dal XIII secolo, per influenza degli Antoniani, diffondendosi dalla valle del Rodano e dalla Borgogna verso Germania e Inghilterra.
Il maiale è un simbolo negativo o positivo?
Entrambe le letture esistono: il maiale come Male dominato dal santo, e il maiale come segno della sua protezione sugli animali domestici. Nella devozione popolare ha prevalso la seconda.