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Settimana Santa · Tradizioni

Perché le campane tacciono dal Giovedì Santo: raganelle e troccole al loro posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Dal Giovedì Santo le campane tacciono, e al loro posto entrano in funzione strumenti di legno: raganelle, troccole, tavolette battute a mano. Il silenzio comincia in un punto preciso della liturgia, il canto del Gloria, e dura fino alla Veglia pasquale.

È il lutto della Chiesa, messo in suono.

Quando comincia il silenzio

Il momento è liturgico, non orario: dopo il Gloria della Messa nella Cena del Signore, il Giovedì Santo, le campane vengono messe a tacere.

Il silenzio copre l'intero Triduo e termina il Sabato Santo, al Gloria della Veglia: quando le campane tornano a suonare, annunciano la Pasqua.

Nella pratica antica il gesto era materiale: il campanaro legava le campane con una corda la sera del Giovedì Santo, dopo la rievocazione dell'ultima cena, e le slegava al momento del ritorno del suono. In quei giorni, dicevano i fedeli, il tempo restava sospeso.

Perché tacciono

Nel Medioevo il suono delle campane era segno di gioia: farle tacere era il modo più immediato per segnare il lutto per la morte di Cristo.

Il silenzio esprime il dolore della Chiesa fra la Crocifissione e la Risurrezione, ed è un segno di rispetto per la Passione.

Gli strumenti che le sostituiscono hanno un significato proprio, e non è consolatorio: il loro suono aspro richiama le grida della folla che chiedeva la crocifissione, il «Crocifiggilo!».

Gli strumenti di legno

Il nome latino generico è crotalum, e il crotalo liturgico sostituisce campane e campanelli dal Giovedì al Sabato Santo — nel resto della messa del Giovedì dopo il Gloria, nell'azione liturgica del Venerdì Santo e prima della Veglia.

Gli strumenti servivano anche a scandire la giornata: i battenti di legno annunciavano l'Angelus alle 6, a mezzogiorno e alle 18, e il campanaro li usava per preannunciare le funzioni.

Fino al Concilio Vaticano II, nelle chiese cattoliche, le raganelle grandi venivano suonate direttamente nei campanili.

Dove si usano, e come si chiamano

I nomi cambiano paese per paese, e con essi la forma dello strumento.

In Puglia la troccola sostituisce di fatto le campane in tutti i riti dal Giovedì al Sabato Santo, e si usano troccole di legno anche a Roma, in Sicilia e in Calabria. A Osimo e Jesi si adopera la battistangola; a Moie la raganella prende il nome dal rumore che fa; nel Bellunese la racola accompagna i riti a partire dal Gloria del giovedì.

Nella Svizzera italiana i nomi si moltiplicano: ad Agno si usavano i Tarlac, a Prugiasco il compito era del Tarara, a Ludiano si adoperavano le mazze di legno dette Mazzò, con cui si batteva un tronco di larice o abete lungo otto o dieci metri, posato sul sagrato: alla percussione partecipavano i ragazzi che servivano messa.

In Germania e in Austria tacciono anche le campane delle fattorie, e i richiami per la cena si fanno con battenti di legno. In Spagna il rito delle campane silenziate e degli strumenti sostitutivi compare nelle guide della Settimana Santa.

Il troccolante di Taranto

A Taranto lo strumento ha un portatore designato e un nome: il troccolante.

Porta la Troccola dell'Addolorata nella processione della notte fra Giovedì e Venerdì Santo: poco prima di mezzanotte il penitente annuncia con quel suono l'avvio dei Riti della Settimana Santa. Nella processione dei Misteri, la troccola scandisce il passo del corteo.

«Le campane volano a Roma»

Nella tradizione popolare europea e latinoamericana il silenzio ha una spiegazione raccontata ai bambini.

Si dice che le campane volino a Roma e che tornino il Sabato Santo, dopo essere state benedette dal Papa: è il motivo per cui, in quei giorni, i campanili restano muti.

Domande frequenti

Da quando a quando tacciono le campane?

Dal Gloria della Messa nella Cena del Signore, il Giovedì Santo, fino al Gloria della Veglia pasquale del Sabato Santo.

Che cosa si usa al posto delle campane?

Strumenti di legno: la raganella, con ruota dentata e manovella, e la troccola, più grande e con cassa di risonanza. Il nome liturgico latino è crotalum.

Perché il loro suono è così sgradevole?

Perché richiama le grida della folla che chiedeva la crocifissione di Gesù: il contrasto con il suono festoso delle campane è voluto.

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