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Carnevale di Diano Marina - Sciaratto e il Capannone dei Sorrisi

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
9 febbraio 2027

Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.

In ligure «sciaratto» vuol dire divertimento, movimento, casino. A Diano Marina è diventato il nome della mascotte del Carnevale, e prima ancora era il soprannome goliardico di un uomo: Mauro Feola, che tutti chiamavano San Sciaratto. I carri, intanto, si costruiscono in un capannone che qui chiamano dei Sorrisi.

Il Capannone dei Sorrisi

Il posto è arrivato prima della mascotte. Negli anni Ottanta si trovò un capannone abbastanza grande, ribattezzato poi «Capannone dei Sorrisi» — c'è anche chi lo chiama Capannone del Sorriso — dove si poterono riunire tutti e otto i carri e finalmente collaborare e divertirsi tutti assieme.

I carri non sono di una ditta: sono dei quartieri e dei sodalizi del paese, e i nomi lo dicono. Ci sono «i Marmessi», «i De longu i stessi», «i Periferici», i «Perdigiurni», «Quelli da Sciumaia», i «Goliardi Dianesi», gli «Amixi de Sanbertumè» e i «Foa de testa».

Il lavoro dura mesi. I carri, raccontano, non sono semplici decorazioni: sono opere fatte a mano dalla Famïa Dianese, spesso con tecniche che si tramandano da generazioni, e i temi vanno dalla satira politica alle storie locali alla cultura popolare — cose che fanno ridere e insieme riflettere.

Sciaratto

La mascotte è nata tardi, e per una ragione precisa. «Dopo 55 anni non avevamo ancora una mascotte», ha raccontato chi l'ha voluta; «dopo gli ultimi due anni di fermo causa Covid avevamo voglia di ricominciare, e la prima cosa per farlo è stata la creazione della mascotte».

Il nome viene da una persona. «Sciaratto nasce da una parola importante per noi perché ci porta a Mauro Feola, il cui nome goliardico era San Sciaratto»: Mauro era entrato nella Famia Dianese, poi aveva formato i Goliardi, gruppo organizzatore di tante manifestazioni. «Era sempre agitato, un fulmine di energia. È stato un grande braccio destro ed era giusto ricordarlo così.»

Il disegno è di Manuela Cerato — altrove Emanuela — che spiega così i bozzetti: «Ho realizzato dei bozzetti con tutto ciò che ci rappresenta: dalla stella filante ai coriandoli e poi il grande sorriso che lo caratterizza». Poi il passaggio al volume: «Emanuela ha disegnato le bozze e io l'ho realizzato in polistirolo».

Il vestito, invece, viene da fuori. La maschera in tessuto è stata realizzata con il supporto tecnico delle sarte del Carnevale di Viareggio, ottenendo nel 2023 il Marchio di Impresa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy; il costume è stato fatto in collaborazione con Anna Riccioni, una delle più brave costumiste della cittadella di Viareggio. E dentro Sciaratto c'è Marco Gallo, che ha voluto fin dal primo momento essere l'uomo-Sciaratto che anima la mascotte. Da allora la mascotte si aggira fra le vie della cittadina ogni volta che a Diano si fa festa.

Dal 1965, o dal 1969

Le date qui non sono una sola, e conviene tenerle tutte. Le prime tracce di celebrazioni carnevalesche in città risalgono agli inizi del Novecento, e le prime sfilate dei carri allegorici agli anni Venti: continuarono fino alla seconda guerra mondiale, poi furono i soci della Famija a riprendere la tradizione negli anni Cinquanta.

Il resto lo racconta chi c'era: «Come Carnevale la Famia Dianese nasce nel 1965 con dei carri realizzati "alla buona", poi nel '69 abbiamo creato questa famiglia con tanto di statuto, e io ci sono sempre stato». La versione più diffusa data la fondazione al 1969, quando un gruppo di ragazzi cominciò a riunirsi per organizzare sfilate in maschera su carrozze, e poi su carri, fondando un'associazione che chiamarono «Famïa Dianese»: un gruppo di appassionati che, ispirandosi ai carnevali più antichi della Liguria, volle far rivivere una festa che si era persa nel corso degli anni.

Due giornate in piazza Martiri della Libertà

Il periodo cambia con la Pasqua. Di solito le celebrazioni cominciano nel fine settimana che precede il martedì grasso, anche se la città entra in clima di festa già qualche giorno prima, fra eventi e preparativi; le sfilate si svolgono il sabato e il martedì grasso e attirano ogni anno migliaia di persone.

La manifestazione si articola su due giornate, dedicate a pubblici diversi ma unite dallo stesso spirito, e tutti gli eventi si svolgono fra Piazza Martiri della Libertà e le vie del centro cittadino, con ingresso libero. Il centro è un'area pedonale, e diventa il palcoscenico: la sfilata percorre corso Roma e le strade principali, coriandoli e maschere invadono la piazza del Comune e proseguono nei vicoli, il lungomare si anima di colori e suoni.

La giornata ha i suoi momenti fissi. La mattina si apre con il Carnevale dei Bambini; nel pomeriggio arriva la sfilata dei carri; e in una delle edizioni recenti il Carnevale ha cambiato ritmo e si è acceso anche di notte.

Samba, majorettes e la banda del 1967

Il corteo non è fatto solo di carri. Ci sono gruppi mascherati, ballerini brasiliani a ritmo di samba, majorettes e gruppi bandistici, insieme ai gruppi folkloristici e agli artisti di strada; e come da tradizione sfilano il carro di Sciaratto e il carro-palco.

Fra i gruppi bandistici c'è la Banda Musicale «Città di Diano Marina», che con questa festa ha un legame di nascita: si arriva al gennaio 1967, quando venne chiesto ad alcuni musicanti se se la sentivano di rimettere insieme un gruppo per il Carnevale dianese. Ben presto il numero crebbe, e una trentina di elementi si preparava per uscire. Oggi la banda suona alle feste patronali in città e nelle frazioni dell'entroterra, all'Infiorata del Corpus Domini, all'anniversario della Liberazione del 25 aprile, nei concerti estivi e invernali, nella parata itinerante travestiti da Babbi Natale e al concerto di Santa Cecilia in novembre — e si esibisce sia in divisa classica sia in versione folkloristica.

I temi di un anno, e un documentario

Che cosa portino i carri lo si sa solo a sfilata cominciata. I «Perdigiurni» sono tornati con «Wacky Races – La corsa più pazza del mondo», i «Marmessi» hanno puntato sull'allegria con «Pigiama Party», gli «Amixi de SanBartumé» hanno sfilato con «Lilo & Stitch», i «Sampeotti e Rebattabuse» hanno portato in scena «Sinfonia di Colori» — un carro dedicato al mondo delle maschere e al valore simbolico dei colori — e «Quelli da Sciümaia» hanno fatto rivivere le atmosfere messicane di «Coco».

Di tutto questo esiste anche un racconto filmato. Un mini documentario ripercorre la storia del Carnevale attraverso immagini, testimonianze e racconti, ed è diviso in tre parti: la storia della festa e le vicende che ne hanno segnato il passato; il dietro le quinte, dedicato al lavoro artigianale di artisti e volontari nella costruzione di queste opere effimere; e la giornata del Carnevale dianese, seguita dalle prime luci del mattino fino alla sera, dal trucco nei retroscena alla festa che esplode nelle strade. Anche altrove la giornata è fatta così; gli altri cortei dei carnevali storici hanno gruppi e temi propri.

Al Capannone dei Sorrisi, intanto, i preparativi per la sfilata successiva sono già cominciati.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Carnevale a Diano Marina è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Diano si trova a 2,0 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di San Bartolomeo al Mare dista 4,0 chilometri, cioè 5 minuti di strada.

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