Sfilata dell'Egetmann a Termeno 2027 - Il corteo di nozze che torna solo negli anni dispari
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: egetmann.com, letta il 20/09/2026.
La Sfilata dell'Egetmann si tiene a Termeno, in provincia di Bolzano, il martedì grasso, e torna solo negli anni dispari. Un corteo di nozze con carri, maschere e figure animalesche attraversa il paese fra schiocchi di fruste e fuliggine, dietro al calesse dell'Egetmann Hansl. La prima traccia della sfilata risale al 1591.
Martedì grasso, e solo negli anni dispari
Questa sfilata non si può vedere ogni anno, ed è la prima cosa da sapere prima di mettersi in viaggio. L'Egetmann è una sfilata di carnevale tipica nell'area geografica dell'Oltradige-Bassa Atesina in Alto Adige, particolarmente sentita nel comune di Termeno sulla Strada del Vino, e si svolge nel giorno di martedì grasso negli anni dispari.
Negli anni pari, però, il paese non resta in silenzio: la sfilata tradizionale viene organizzata ogni due anni dagli adulti, e negli anni pari l'organizzazione è affidata ai bambini e ragazzi.
Che sia una cosa vecchia lo dicono le carte. La prima traccia risale al 1591, e testimonia l'esistenza di questa tradizione in diverse località della Bassa Atesina; Zingerle la documenta e la descrive nel 1871 per Termeno ed Egna, mentre al 1876 risale la prima descrizione completa della sfilata e del protocollo nella sua versione moderna. L'ordine che si vede oggi, invece, si rifà all'edizione del 1965.
Un trombettiere, i cavalli e il carro delle sementi
Il corteo ha una testa precisa, e non comincia con lo sposo. Apre la sfilata un trombettiere, seguito dai contadini a cavallo con i loro servi e dai contadini che sventolano fruste, gli «Ausschnöller». Poi arrivano gli stradini, con il compito di tenere pulito e sgombro il percorso.
Subito dietro viene la parte agricola, che è poi il cuore antico della cosa. Dietro loro tutta la popolazione contadina con gli antichi attrezzi per lavorare la terra che accompagna il carro carico di sementi, simbolicamente rappresentati da segatura, fieno e polvere.
Poi comincia la fila dei mestieri, ognuno col suo carro: contadini, braccianti agricoli, poveri, zingari, ricchi, sarti, pescatori; e ancora lavandaie e bottai, battitori, calzolai, i pescatori del Lago di Caldaro. In mezzo camminano le figure che a Termeno hanno un nome proprio — l'Egetmann Hansl sul calesse con la sposa, i Burgl e i Burgltreiber anneriti di fuliggine, l'Orso Bianco e l'Orso Verde, gli Schnappviecher con le mandibole di legno — e il corteo si ferma a ogni fontana.
C'è anche una coppia che chiude simbolicamente l'inverno: il selvaggio, il «Wilder Mann», un demonio la cui origine si perde nei tempi, e il cacciatore, che alla fine gli spara uccidendolo, rappresentando la fine dell'inverno e l'avvento della primavera.
Ottocento uomini del paese, e un anno di lavoro
A fare tutto questo è, letteralmente, mezzo paese. L'associazione Egetmann conta oggi circa 700-800 membri, poiché ogni partecipante alla sfilata è automaticamente anche membro dell'associazione, e l'organizzazione è da anni nelle sue mani: l'associazione è stata fondata il 27 gennaio 1969.
La regola su chi può sfilare è antica e non ammette eccezioni. Tradizionalmente solo gli uomini possono partecipare a tale sfilata, e più precisamente solo uomini del luogo: loro rappresentano i singoli personaggi, sia maschili che femminili, e le donne possono assistere solo come spettatrici — «una regola antica quanto il rito stesso». Questa sfilata è una delle voci che l'indice dei carnevali storici raccoglie.
E non è il lavoro di una settimana. Gli uomini lavorano ai carri e all'organizzazione durante tutto il corso dell'anno, ma in particolar modo dall'Epifania: la costruzione dei carri inizia subito dopo l'Epifania di ogni anno dispari e si protrae per quasi tutto l'anno. È il motivo per cui questa festa «non ha bisogno di spettatori: è nata per attori, per divertirsi, per immedesimarsi».
Fuliggine addosso al pubblico
Chi va a vedere l'Egetmann deve mettere in conto di tornare a casa sporco. Durante la manifestazione non mancano il nerofumo e la segatura: anche se si è solo spettatori, è facile sporcarsi.
Non è un incidente, è parte del rito: spesso i partecipanti al corteo buttano cenere, polvere e segatura sulle persone, e gli spettatori vengono anneriti di fuliggine, ogni tanto anche un po' rudemente.
Il rumore fa il resto. I carri attraversano le strade tra rumori assordanti, schiocchi di fruste, rintocchi di campane e figure incappucciate coperte di fuliggine che corrono tra la folla; e c'è un momento finale che mette d'accordo tutti, il «Putz», una battaglia d'acqua selvaggia in cui nessuno viene risparmiato.
La giornata, del resto, comincia presto: già la mattina del martedì grasso i «Wudelen», grandi animali con mandibole in legno sempre in cerca di preda, girano per le strade accompagnati da trombettieri, fracassoni e spazzini. La sfilata vera e propria inizia poi nel primo pomeriggio.
Il mulino che restituisce giovani le vecchie
L'ultimo carro della parte tradizionale è anche il più sfacciato, e viene da un'altra valle. La parte tradizionale della sfilata termina con il mulino delle vecchie — preso in prestito a Vipiteno e ormai incluso nella sfilata — che macina le vecchie e le restituisce giovani e belle, accompagnato dal carro delle vergini e da «Zenzi» che non vuole diventare giovane.
Il congegno è alto due o tre metri ed è dotato di una corda con cui le anziane vengono issate e gettate nel mulino, da dove però esce una giovane donna. Sulla parte anteriore, due scritte spiegano a chi guarda che cosa sta succedendo: «Un attimo, un salto, / il vecchio drago ridiventa giovane» e «Vuoi entrare, bene / altrimenti per forza».
Vietata dal fascismo, filmata nel 1941
Questa sfilata ha rischiato di finire, e per una ragione politica. L'Egetmann, durante il Ventennio fascista, fu vietato, nel contesto della campagna di italianizzazione dell'Alto Adige e del divieto delle usanze sudtirolesi.
Ne fu concessa una sola, con un secondo fine. Solo nel febbraio 1941, nel contesto delle Opzioni in Alto Adige, fu permessa una rappresentazione, ritenuta comunque l'ultima, per poterla far registrare da una troupe cinematografica dell'Ahnenerbe nazista.
Di quel che significhi davvero, invece, non c'è certezza: non ci sono pervenute fonti storiche sicure che permettano di conoscere l'origine e i significati della sfilata. Resta la lettura più prudente, cioè che sia la rappresentazione simbolica della lotta tra luce e buio, tra bene e male, della primavera e della fertilità, le cui origini affondano nella tradizione medioevale del martedì grasso.
Come arrivare alla festa
La Sfilata dell'Egetmann a Termeno si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Neumarkt-Tramin - Egna-Termeno, a 3,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Neumarkt-Auer-Tramin - Egna-Ora-Termeno, e il tragitto è di 4,6 chilometri per 6 minuti di guida.