Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Epifania » Eventi

Epifania · Eventi

Le Befane che scendono dai campanili: come è cominciata l'usanza

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

L'usanza di calare la Befana dal campanile è cominciata a Pistoia nel 1994, e l'hanno inventata i vigili del fuoco. Nelle caserme italiane, dal dopoguerra, si faceva la festa della Befana per i figli dei dipendenti: a Pistoia la fecero atterrare dal tetto, poi la portarono in piazza.

Da lì l'idea si è sparsa per l'Italia dei campanili.

Come è cominciata

Il passaggio decisivo è del 1994: i vigili del fuoco di Pistoia, che già facevano «atterrare» la Befana dal tetto della caserma per i figli dei dipendenti, decisero — primi in Italia — di estendere l'iniziativa a tutti i bambini della città. Si trasferirono in piazza del Duomo e calarono la Befana dal campanile, alto 66 metri.

L'evento si rinnova ogni anno da allora, il 6 gennaio nel pomeriggio, organizzato dall'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, sezione di Pistoia, insieme al Comando Provinciale e con il sostegno del Comune.

Attorno alla discesa è nata anche una storia per i bambini: la Befana, in volo sulla piazza, ha un'avaria alla scopa e resta bloccata dentro il campanile; chiede aiuto a tutti, perfino a Babbo Natale, senza risultato, e alla fine si rivolge ai vigili del fuoco.

Perché proprio loro

La calata con le corde è il mestiere di chi scende dai tetti per lavoro. L'iniziativa nasce dentro una consuetudine di caserma — la festa della Befana per i figli dei dipendenti, diffusa in quasi tutte le caserme italiane dal dopoguerra — e ne esce trasformandosi in evento pubblico.

È la ragione per cui, quasi ovunque, la discesa porta la firma dei vigili del fuoco: a Gubbio si chiama proprio «la Befana del Pompiere», ed è promossa dal Comando locale.

Dove si fa

In Toscana l'usanza è particolarmente diffusa: le befane scendono dai campanili e si lanciano dai palazzi a Firenze, Siena, Volterra, Cascina, Pisa, Pistoia, Santa Maria a Monte e Livorno, in alcuni casi con il paracadute. C'è perfino una discesa dentro una grotta, a Equi Terme.

L'Umbria ha i suoi programmi di discese, e in generale l'Italia dei mille campanili si presta bene a una figura che, per definizione, arriva dall'alto.

Che cosa c'entra il volo

La discesa dal campanile non è un'invenzione senza radici: la Befana è una figura volante da molto prima dei vigili del fuoco.

Le sue origini vengono ricondotte a riti propiziatori pagani che risalgono al X-VI secolo a.C., e a un'antica festa romana invernale dedicata a Giano e Strenia. Il nucleo è questo: nelle notti del solstizio, figure femminili volavano sui campi coltivati per propiziare la fertilità dei raccolti. È da quelle credenze che nascono le «Befane volanti».

Nella tradizione domestica la stessa figura arriva dal camino, scende in casa dall'alto e riempie le calze di dolci o di carbone; vive in grotte di montagna e vola con la scopa. La discesa in piazza non fa che rendere pubblico e visibile un movimento che la leggenda le attribuiva già.

Domande frequenti

Quando è cominciata la discesa della Befana dal campanile?

Nel 1994 a Pistoia: i vigili del fuoco, che già la facevano atterrare dal tetto della caserma per i figli dei dipendenti, la portarono in piazza del Duomo e la calarono dal campanile, primi in Italia.

Perché la fanno i vigili del fuoco?

Perché nasce da una tradizione di caserma, la festa della Befana per i figli dei dipendenti, diffusa dal dopoguerra, e perché la discesa con le corde è il loro mestiere. A Gubbio l'evento si chiama «la Befana del Pompiere».

In quali città si fa?

Fra le più note Pistoia, Gubbio, Urbania, Castellanza, Montemurlo e Roma. In Toscana si tiene a Firenze, Siena, Volterra, Cascina, Pisa, Santa Maria a Monte e Livorno, a volte con il paracadute.

Perché la Befana vola?

Perché la sua figura viene da riti propiziatori antichissimi in cui, nelle notti del solstizio, figure femminili volavano sui campi coltivati per assicurare la fertilità del raccolto.

Da leggere