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I befanini toscani: i biscotti dell'Epifania e la loro ricetta

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

I befanini sono i biscotti dell'Epifania della provincia di Lucca — Versilia e Garfagnana se ne contendono l'origine — e si riconoscono da due cose: il profumo intenso di agrume e la copertura di zuccherini colorati. Sono di pasta frolla, ritagliati con le formine.

La ricetta non ha uno standard, e ogni famiglia ha la sua.

Da dove vengono

Il nome viene dalla festa: si chiamano così perché la tradizione vuole che si preparino per il giorno della Befana. In alcune zone sono detti anche befanotti.

Nella Garfagnana storica erano i biscotti che le massaie facevano per il periodo natalizio, e le famiglie se li scambiavano in piccoli sacchetti infiocchettati. Le forme sono quelle che i bambini possono ritagliare da soli — stelle, calzette, pesciolini — e servono ad allietare l'attesa della Befana.

Dalla provincia di Lucca si sono poi diffusi nel resto della Toscana.

L'impasto

È una frolla arricchita, e le proporzioni variano parecchio. Una dose media per una teglia abbondante:

Il profumo lo dà la scorza grattugiata di arancia o di limone, spesso insieme al succo di mezza arancia. La versione viareggina aggiunge i semi di anice pestati nel mortaio, e c'è chi al posto del burro usa cento millilitri di olio di semi.

Il procedimento

1. Le polveri prima. Si setacciano insieme farina, zucchero, lievito, bicarbonato, sale e scorza d'agrume. 2. Il burro a tocchetti, lavorato con le dita fino a ottenere un composto sabbioso. 3. Le uova e il liquore, per legare l'impasto. 4. Il riposo in frigorifero: mezz'ora nelle ricette più rapide, un'ora nella maggior parte, fino a due ore nella versione viareggina — e in un caso perfino mezza giornata. 5. La sfoglia, stesa a mezzo centimetro di spessore (tre millimetri per una versione più sottile e croccante). 6. Il ritaglio con le formine, comprese quelle natalizie. 7. La spennellatura con uovo sbattuto o solo albume, e la decorazione con zuccherini colorati, confettini o codette.

La cottura

Sempre a 180 °C, ma con tempi che dipendono dallo spessore:

La regola è una: i befanini non devono scurirsi troppo. Vanno lasciati raffreddare completamente prima di servirli, perché induriscono uscendo dal forno.

La versione con il marzapane

Una ricetta di tradizione familiare, costruita su un chilo di farina, 700 grammi di zucchero e 250 di burro, con sei tuorli e quattro albumi e mezzo, prevede un passaggio in più: i biscotti vengono «pizzettati» sul bordo per ricavare un incavo, che accoglie un marzapane fatto con mandorle tostate e tritate.

È la versione delle occasioni, e richiede un riposo dell'impasto di almeno mezza giornata.

Perché piacciono ai bambini

Il befanino è uno dei pochi dolci di festa che i bambini possono fare quasi da soli: l'impasto si stende con il mattarello, si ritaglia con le formine e si decora a mano. La parte più delicata — il riposo in frigorifero e la cottura breve — è l'unica che richiede un adulto.

Domande frequenti

Che cosa sono i befanini?

Biscotti di pasta frolla tipici dell'Epifania nella provincia di Lucca, in particolare in Versilia e Garfagnana, profumati all'arancia o al limone e decorati con zuccherini colorati.

Perché si chiamano così?

Perché la tradizione vuole che si preparino per il giorno della Befana. In alcune zone sono chiamati anche befanotti.

Quanto devono cuocere?

A 180 °C, da 7-8 minuti se la sfoglia è sottile fino a 15 minuti se è spessa mezzo centimetro. Non devono scurirsi, e vanno raffreddati completamente prima di servirli.

Qual è la ricetta originale?

Non esiste uno standard: Versilia e Garfagnana se ne attribuiscono entrambe l'origine, e le dosi cambiano da famiglia a famiglia. Costanti sono la scorza d'agrume, il liquore, il riposo in frigorifero e gli zuccherini colorati.

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