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La tavola dell'Epifania 2027: il carbone dolce, i befanini e i dolci del 6 gennaio

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La calza appesa al camino è insieme il regalo e la tavola del 6 gennaio: dentro ci vanno cioccolato, caramelle, pan di zenzero e l'immancabile carbone dolce. Accanto alla calza ogni regione ha il suo dolce dell'Epifania — i befanini in provincia di Lucca, la fugassa d'la Befana in Piemonte, gli struffoli campani — e fuori dall'Italia il 6 gennaio si taglia la torta del re, con un ciondolo nascosto nell'impasto: chi lo trova è re o regina per un giorno.

Il carbone nero fatto di zucchero

Il carbone della Befana è nero come quello delle braci, ma in realtà è fatto di zucchero, oltre ad acqua, albumi e un colorante a uso alimentare, e viene lasciato nella calza a ricordare le marachelle compiute. La Befana lo porta a chi ha tenuto comportamenti cattivi durante l'anno.

Accanto al carbone, nella calza, ci sono i dolcetti veri, quelli che si infilano nelle calze appese vicino al camino o per la casa.

I befanini di Lucca e i cavallucci senesi

I befanini, chiamati anche befanotti a seconda della zona, sono biscotti sfornati nel periodo dell'Epifania nella provincia di Lucca, in particolare in Versilia e in Garfagnana. Sono dolcetti di pasta frolla che anche i bambini possono ritagliare con le formine e poi ricoprire con gli zuccherini colorati; li si trova decorati anche con il marzapane, e nelle forme più svariate. Sono a base di agrumi e rum.

Nelle aree di Siena e di Arezzo la ricetta tipica è quella dei cavallucci, dolci di antiche e umili origini fatti con pochi semplici ingredienti — miele, farina, zucchero, canditi e noci — e sono biscottoni rustici, a forma di sfera schiacciata con qualche bitorzolo, ripieni di noci, canditi e diverse spezie.

Nel Valdarno è consuetudine che tutti i bimbi ricevano per Befana dei dolci a forma di cavalluccio o di fantoccia, biscotti ricoperti di zuccherini colorati, cioccolatini e confetti: le famiglie che non potevano permettersi di acquistare giocattoli e balocchi iniziarono a distribuire questi pasticcini con le sembianze di una bambola, per le bambine, e di un cavallo, per i bambini.

La pinza della Marantega e la fugassa con le due fave

La pinza della Marantega è a base di farina di mais, frutta secca e un goccio di grappa, e dentro ci vanno cedro candito, zucca candita, fichi secchi, uvetta sultanina, mela e semi di anice; in altre versioni si prepara con uova, zucchero e lievito, arricchita di uvetta, fichi secchi e arancia candita. È il dolce che gira anche attorno ai falò della vigilia, dove si mangiano piatti tradizionali come la pinsa e si beve il vino caldo, il vin brulé.

In Piemonte la fugassa d'la Befana ha una forma circolare, simile a una margherita, ed è a base di farina, burro, uova, zucchero, canditi e lievito; al suo interno sono nascoste una fava bianca e una fava nera, e la tradizione vuole che chi trova la fava bianca debba pagare il dolce, mentre chi trova quella nera dovrà pagare da bere.

Il giro d'Italia della calza, dagli anicini ai cannoli

In Liguria ci sono gli anicini, a base di farina, zucchero, uova, lievito e anice: hanno una forma allungata, si preparano tradizionalmente a Natale e nel giorno della Befana, e si mangiano accompagnati da un vino dolce in cui si intingono. In Lombardia, a Varese, il dolce tradizionale sono i cammelli di pasta sfoglia, legati al passaggio delle reliquie dei Re Magi, glassati con acqua e zucchero prima di essere infornati; sempre in Lombardia si trovano l'Anello di Monaco, con vari strati di farcitura in cui si alternano nocciole e mandorle tostate, zucchero e Marsala, e il papurogio, fatto con pasta di pane più uova, zucchero, burro, latte e frutta candita.

La spongata è un dolce speziato con miele, ricoperto di zucchero a velo e ripieno di frutta secca e spezie. Nelle Marche ci sono le pecorelle di Genga, dolcetti di pasta sfoglia con marmellata di mele cotogne, frutta secca, fichi secchi e noci tritate. In Abruzzo i pepatelli si fanno con farina di tritello, e il loro nome è dovuto al pepe che figura tra gli ingredienti, insieme a mandorle, miele, cacao e scorze di arancia. In Campania gli struffoli sono palline fritte ricoperte di miele, confettini e diavolilli. In Puglia le cartellate, preparate con farina, olio e vino bianco, sono diffuse da Natale, animano le tavole delle feste e finiscono anche su quella dei dolci della Befana. In Calabria ci sono le scalille, pasta fritta e poi glassata con miele o cioccolato, e in Sicilia i cannoli, cannocchiali di pasta fritta ripieni di ricotta dolce.

I dolci che nascondono un re

Fuori dai confini, il 6 gennaio si mangia un dolce con qualcosa nascosto nell'impasto. In Francia si condivide una delle due torte del re — nella metà settentrionale della Francia e in Belgio la galette des Rois, rotonda, piatta e dorata, fatta con pasta sfoglia e spesso farcita con frangipane, frutta o cioccolato; nel sud, in Provenza e nel sud-ovest, il gâteau des Rois, a forma di corona o brioche ripiena di frutta. Tutte e due contengono un ciondolo, di solito una statuetta di porcellana o di plastica. Nei paesi di lingua spagnola il dolce è il Roscón de Reyes, e in America Latina la Rosca de Reyes, a forma di ciambella.

Nei Paesi Bassi e in Belgio si prepara la Koningentaart, la crostata dei Re: una pasta sfoglia con ripieno di mandorle e un fagiolo nero nascosto all'interno, e chi trova il fagiolo nella sua fetta è re o regina per la giornata; una versione più tipicamente olandese è il Koningenbrood, il pane dei re. In Germania si mangia una torta dei Tre Re che può essere un anello di pasta d'oro pieno di arancia e spezie, a simboleggiare i tre doni di oro, incenso e mirra; in Svizzera lo stesso dolce prende la forma dei Buchteln, riempiti di cedro e cotti come sette grandi panini in una teglia rotonda anziché quadrata, a formare una corona, oppure fatti con la tipica pasta di pane natalizia con cardamomo e zucchero perlato. Si comprano al supermercato, con il ciondolo e la corona di carta d'oro inclusi, e chi riceve la fetta o il panino col ciondolo o con la mandorla intera diventa re o regina per un giorno.

Nel Medioevo, per onorare la regalità dei Magi, si eleggeva a sorte in ogni famiglia un Re per la festa dell'Epifania: durante un banchetto si rompeva una focaccia, e una parte serviva a designare l'invitato al quale era attribuita quella momentanea regalità, mentre due porzioni erano offerte al Bambino Gesù e a Maria nella persona dei poveri, che potevano godere anch'essi di una fetta in quel giorno. In Germania il 6 gennaio è il giorno del plündern, quando gli alberi di Natale vengono «saccheggiati» dei loro biscotti e dolci da bambini e adulti, che si divorano il pan di zenzero e gli altri avanzi del Natale.

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