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Quanti erano davvero i Re Magi: nel Vangelo non sono tre e non hanno nome
Il Vangelo di Matteo parla di «alcuni Magi venuti da Oriente»: un plurale, senza numero, senza nomi e senza corone. Il numero tre è una deduzione fatta dai tre doni — oro, incenso e mirra — e i nomi arrivano secoli dopo, in testi che non sono la Bibbia.
Due Magi, o dieci, o venti sarebbero altrettanto compatibili con il testo.
Che cosa dice davvero il testo
Matteo 2,1-12 è l'unico passo evangelico che li menziona. Il testo greco li chiama magoi, al plurale: l'unica informazione numerica che dà è che erano più di uno.
Il racconto è essenziale: hanno visto la stella, sono venuti ad adorare il re dei Giudei, e offrono i loro doni — oro, incenso e mirra, in Matteo 2,11.
Due dettagli che la tradizione ha modificato per strada: i Magi arrivano in una casa, non in una stalla, e il Vangelo non indica la loro patria d'origine.
Perché sono diventati tre
La deduzione è aritmetica: tre doni, quindi tre donatori. È così che la tradizione occidentale ha fissato il numero, che nelle interpretazioni cristiane più antiche era invece variabile: da due a dodici.
In Occidente il tre si stabilizza entro il VI secolo. La tradizione orientale ha scelto diversamente e ne conta dodici.
Da dove vengono i nomi
Gaspare, Melchiorre e Baldassarre non compaiono nella Bibbia. Sono attribuzioni tarde, la cui origine si può seguire:
- Verso il 500, ad Alessandria d'Egitto, viene composto il manoscritto greco da cui sembra derivare la tradizione occidentale dei nomi.
- Fra le prime attestazioni latine c'è l'Excerpta Latina Barbari.
- Nel VI secolo i nomi risultano diffusi nei testi cristiani latini.
- Molto più tardi, Marco Polo riferirà di tre re venuti dalla Persia chiamati Gaspar, Melchior e Balthasar.
Gli altri nomi che il resto del mondo usa
La scelta occidentale non è l'unica. Le Chiese orientali hanno tramandato nomi completamente diversi:
- Tradizione siriaca: Larvandad, Gushnasaph e Hormisdas.
- Tradizione etiope: Hor, Karsudan e Basanater.
- Tradizione armena: Kagpha, Badadakharida e Badalilma — e il Vangelo armeno dell'Infanzia assegna loro anche tre provenienze diverse.
Tre serie di nomi incompatibili fra loro sono la prova più chiara che nessuna di esse viene dal testo evangelico.
Chi erano i «magi»
La parola non descrive dei sovrani ma una funzione religiosa. Magoi è la resa greca del persiano magūsh, e indicava i sacerdoti dello zoroastrismo, la religione dell'Impero persiano.
L'uso del termine è documentato ben prima del Vangelo:
- Erodoto lo impiega per una casta sacerdotale persiana.
- Senofonte e Strabone lo usano per esperti religiosi.
- In età romana resta associato allo zoroastrismo.
- Nel I secolo poteva indicare anche astrologi o praticanti di saperi esoterici.
Chi leggeva Matteo nel I secolo, quindi, capiva «sacerdoti stranieri esperti di astri», non «re».
Da dove venivano
Anche su questo il testo tace, e le tradizioni si dividono: Persia nella lettura più diffusa, coerente con il significato della parola; Arabia o India in altre. Il solo dato del Vangelo è la direzione: da Oriente.
Quando arrivarono
Il Vangelo non lo dice. Una leggenda successiva li fa arrivare a Betlemme tredici giorni dopo la nascita di Cristo, ed è il conto che sta dietro la data del 6 gennaio.
Un testo apocrifo antico, composto probabilmente in Siria a metà del II secolo, amplia il racconto di Matteo su un punto solo — descrive il luogo di nascita come una grotta — e lascia i Magi come li aveva trovati: senza nome e senza numero.
Che cosa resta di sicuro
Riassumendo quello che il testo autorizza a dire:
1. Erano più di uno e venivano da Oriente. 2. Erano magoi, cioè sacerdoti o esperti di astri, non re. 3. Portarono tre doni: oro, incenso e mirra. 4. Trovarono il bambino in una casa.
Tutto il resto — il numero tre, i nomi, le corone, i tre continenti, i cammelli — appartiene a quindici secoli di racconto successivo.
Domande frequenti
Quanti erano i Re Magi?
Il Vangelo non lo dice: usa solo il plurale. Il numero tre è stato dedotto dai tre doni, e in Occidente si è stabilizzato entro il VI secolo; la tradizione orientale ne conta dodici.
I Magi erano re?
No. La parola magoi indica i sacerdoti dello zoroastrismo persiano, ed era usata da Erodoto, Senofonte e Strabone per esperti religiosi; nel I secolo poteva indicare anche astrologi.
Da dove vengono i nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre?
Non dalla Bibbia. Sembrano derivare da un manoscritto greco composto intorno all'anno 500 ad Alessandria d'Egitto, e compaiono nei testi latini a partire dal VI secolo. Le tradizioni siriaca, etiope e armena usano nomi del tutto diversi.
Che doni portarono?
Oro, incenso e mirra, secondo Matteo 2,11. Sono i tre doni da cui la tradizione ha ricavato il numero dei Magi.