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Epifania · Tradizioni

Le lettere sulla porta il 6 gennaio: che cosa significano C, M e B

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Le tre lettere scritte col gesso sopra la porta il 6 gennaio — 20 + C + M + B + 26 — stanno per Christus mansionem benedicat, «Cristo benedica questa casa». Nel linguaggio popolare le stesse iniziali vengono lette come i nomi dei Magi: Caspar, Melchior e Balthasar.

I numeri ai lati sono l'anno che comincia.

Come si scrive la formula

La formula ha una struttura fissa, e ogni elemento ha un significato:

Si scrive sopra la porta d'ingresso o sull'architrave, e si usa gesso benedetto: in ambito cattolico lo benedice il sacerdote, e in alcune tradizioni liturgiche la benedizione del gesso avviene durante la liturgia dell'Epifania.

Le due letture delle lettere

La formula latina. Christus mansionem benedicat, cioè «Cristo benedica questa dimora». È il significato liturgico della sigla, ed è quello che spiega la funzione del rito: invocare Cristo perché benedica la casa e chi vi abita per tutto l'anno.

I nomi dei Magi. Nel linguaggio popolare le stesse tre lettere vengono lette come le iniziali di Caspar, Melchior e Balthasar, i nomi che la tradizione occidentale attribuisce ai Magi. È la lettura che collega direttamente il gesto alla festa del 6 gennaio, cioè alla loro visita a Betlemme.

Le due spiegazioni convivono e non si escludono: la prima dice che cosa si chiede, la seconda a quale racconto ci si riferisce.

Quando si fa

Il rito si colloca fra la sera del 5 gennaio — la Twelfth Night — e il 6 gennaio, giorno dell'Epifania.

In Alto Adige la sequenza è precisa: la famiglia gira per la casa con una pentola-turibolo, bruciando incenso e pregando per la protezione del maso durante l'anno; alla fine si scrive la sigla sulla porta con il gesso, insieme all'anno.

Chi lo fa

Nei paesi di lingua tedesca il rito è affidato ai Sternsinger, i «cantori della stella»: bambini travestiti da Re Magi che passano di casa in casa e scrivono le lettere sulle porte.

L'usanza è viva in Austria, in Baviera, nel Baden-Württemberg, in Sassonia-Anhalt e nelle zone cattoliche della Svizzera e della Germania, oltre che in Alto Adige; da lì è arrivata anche in Irlanda e negli Stati Uniti, dove l'Epifania è chiamata Three Kings Day.

Non è una pratica di una sola confessione: la usano cattolici, luterani, anglicani ed episcopaliani, metodisti e presbiteriani.

Che cosa si chiede

Il senso del gesto è quello di marcare la casa con un segno sacro e chiedere la benedizione di Dio per l'anno che comincia — la stessa funzione che hanno le formule augurali dei riti di inizio anno, ma scritta e destinata a restare visibile per dodici mesi.

Nelle versioni più elaborate ai segni si aggiunge il richiamo alla stella di Betlemme e alla Trinità.

Le lettere restano sopra la porta fino all'Epifania successiva, quando vengono riscritte con il nuovo anno ai lati.

Domande frequenti

Che cosa significano C, M e B?

Christus mansionem benedicat, «Cristo benedica questa casa». Nel linguaggio popolare le stesse iniziali sono lette come i nomi dei Magi: Caspar, Melchior e Balthasar.

Che cosa sono i numeri accanto alle lettere?

L'anno civile corrente, diviso in due: le prime due cifre prima della sigla, le ultime due dopo. I segni «+» fra le lettere sono croci.

Quando si scrive?

Fra la sera del 5 gennaio e il giorno dell'Epifania, il 6 gennaio, usando gesso benedetto.

Chi scrive le lettere sulla porta?

Nei paesi di lingua tedesca i Sternsinger, bambini travestiti da Re Magi che passano di casa in casa; in Alto Adige il rito è compiuto dalla famiglia, dopo aver girato la casa con la pentola-turibolo.

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