Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Epifania » Tradizioni

Epifania · Tradizioni

Le tradizioni dell'Epifania in Abruzzo: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Abruzzo la notte fra il 5 e il 6 gennaio è quella delle serenate di questua e dei presagi: le ragazze da marito mettono tre fave sotto il guanciale, e dalle foglie d'ulivo bruciate si legge come andrà l'anno. A Scanno si cantano le Chezette.

Quella notte gli animali parlano, ma non si può riferire cosa dicono.

Le Chezette di Scanno

A Scanno, la sera del 5 gennaio, gruppi di cantori percorrono il centro storico dalle 21.45 e vanno di casa in casa: è la Serenata delle Chezette, un canto di questua in dialetto scannese.

I giovani indossano la cappa, il mantello scannese, i tabarri di panno nero e gli alamari d'argento. Il canto rievoca i Magi, la stella e il Bambino, e chiede in dono «robba bella»: un augurio di grazia e di abbondanza. Quello che si riceve sono in genere le bontà di casa.

Serenate come questa si cantavano in tutto l'Abruzzo alla vigilia dell'Epifania, accompagnate dagli strumenti popolari, ma quasi tutte scomparvero nell'Ottocento. Quella di Scanno è rimasta.

Pasqua bbefanìa

Nei canti tradizionali abruzzesi l'Epifania ha due nomi: Pasqua bbefanìa e Pasquetta.

A Lama il 6 gennaio i devoti, e soprattutto i bambini, vanno in chiesa a baciare l'icona del Santo Bambino, che una tradizione antica vuole taumaturgico: sarebbe stato portato secoli fa dalla Terra Santa da un frate francescano. Intanto le bande intonano gli stornelli di buon augurio.

I presagi

La notte dell'Epifania è il momento in cui si guarda avanti, e ogni paese ha il suo modo.

E poi c'è la credenza più diffusa: nella notte fra il 5 e il 6 gennaio gli animali si mettono a parlare. Ma quello che dicono non va riferito, e chi lo fa — dice la tradizione — muore.

Il digiuno e l'acqua de la Bbòffe

A Castiglione a Casauria si digiuna dalla sera della vigilia alla sera dell'Epifania: il digiuno vale come purificazione e come modo per allontanare le tentazioni. A Torricella Peligna comincia quarantotto ore prima.

A Vasto, la mattina del 6 gennaio, i sagrestani distribuiscono l'acqua de la Bbòffe: si conserva per devozione, oppure si sparge in casa per tenere lontane le streghe.

A San Pelino e ad Avezzano gli sposi si scambiano i doni proprio all'Epifania.

Il tizzone delle tre vigilie

Il ceppo natalizio abruzzese — il grosso tronco messo nel camino la sera della Vigilia, che doveva ardere fino a Capodanno o all'Epifania e assicurava lunga vita al capofamiglia — arriva fino al 6 gennaio in un'altra forma.

È il tizzone delle tre vigilie: lo stesso tizzone, preso dalla vigilia di Natale, si riaccende a Natale, Capodanno ed Epifania. Il ceppo rievoca il fuoco acceso da San Giuseppe; secondo una lettura più antica viene da un rito precristiano, in cui il legno è l'anno vecchio che muore e il fuoco purifica quello che arriva.

La Befana che arriva dal mare

Il 6 gennaio le manifestazioni per i bambini riempiono la regione: letture animate di fiabe, maxi tombole, distribuzione di calze piene di dolcetti, pomeriggi danzanti nei palasport e fiere.

Altre feste si tengono a Guardiagrele, a Pacentro, a Vacri, a Preturo, a Scoppito, a Nocciano e a Vasto, sul pontile. A L'Aquila la Fiera dell'Epifania anima le strade e le piazze del centro; a Manoppello, il 5 gennaio, si tiene il Concerto dell'Epifania nell'abbazia di Santa Maria Arabona, e a Rivisondoli va in scena il presepe vivente.

Alla Befana i bambini buoni ricevono giocattoli, caramelle e cioccolatini; i monelli, cenere e carbone. Nelle calze finiscono anche i prodotti tipici della regione.

I pepatelli

Il dolce del 6 gennaio sono i pepatelli, biscotti della provincia di Teramo fatti con mandorle, miele e un pizzico di pepe, chiamati anche cantuccini abruzzesi o biscotti tagliati. Ricordano il pan pepato medievale dell'Appennino centrale.

In alcune zone se ne fa una versione sottilissima, le Tegole.

Domande frequenti

Che cosa sono le Chezette di Scanno

Le Chezette sono la serenata di questua che a Scanno si canta la sera del 5 gennaio in dialetto: i cantori, con la cappa scannese, girano il centro storico chiedendo «robba bella».

Che cos'è il tizzone delle tre vigilie

È il tizzone del ceppo natalizio, che in Abruzzo si riaccende tre volte: la vigilia di Natale, quella di Capodanno e quella dell'Epifania.

Che cos'è l'acqua de la Bbòffe

È l'acqua che a Vasto i sagrestani distribuiscono la mattina dell'Epifania: si conserva per devozione o si sparge in casa per tenere lontane le streghe.

Che cosa sono i pepatelli

I pepatelli sono i biscotti dell'Epifania abruzzese, tipici del Teramano, fatti con mandorle, miele e pepe. Ricordano il pan pepato medievale.

Da leggere