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Epifania · Tradizioni

Leggere il fumo del falò: come si prediceva il raccolto dell'anno nuovo

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il raccolto dell'anno nuovo si prediceva guardando da che parte andava il fumo del falò. Il codice però cambia da zona a zona: in Veneto le faville verso ovest promettono la pentola piena, a Verona lo stesso ovest annuncia un'annata scarsa.

La lettura si faceva la sera del 5 gennaio, davanti alla pira.

Che cosa si osservava

Non solo il fumo. I contadini guardavano insieme il fumo, le faville e le scintille — in Veneto chiamate fuische — e ne ricavavano il pronostico per i dodici mesi.

Il rito aveva i suoi gesti: con una forca si alzavano fumo e faville per farli salire meglio, e in Veneto il rogo poteva essere benedetto dal parroco. In alcune versioni lo scoppiettare dell'acqua santa nel fuoco veniva letto come il demonio che fugge.

Il codice veneto

Nel Panevìn di Treviso, Pordenone e Venezia la direzione delle faville corrisponde a due esiti alimentari, entrambi espressi in termini di polenta e farina:

Nei racconti contadini veneti la formula si irrigidisce: fumo e scintille verso ovest o sud annunciano sacchi certamente pieni, verso nord o est un cattivo raccolto.

Verona: la Vecia

Nel falò della Vecia veronese il codice è diverso, e in parte opposto: fumo e faville verso sud o est indicano raccolto abbondante, verso nord o ovest raccolto scarso.

Il detto locale lo dice con la stessa immagine del pane: il fumo verso sud porta farina, quello verso nord porta fame.

Friuli: quattro direzioni, quattro polente

Il proverbio friulano è il più articolato, e assegna un esito a ciascun punto cardinale:

Paularo: il vecchio saggio

A Paularo, in Carnia, la lettura è affidata a una persona precisa. Durante la Femenate — un rituale di origine celtica dedicato proprio alla previsione del raccolto dell'anno successivo — il «vecchio saggio» osservava le faville e la direzione del fumo e pronunciava il verdetto.

Il detto locale lega il levante a un'annata abbondante e il ponente alla necessità di cercare fortuna altrove. Dopo il fuoco, i giovani passavano casa per casa a chiedere farina, recitando una filastrocca.

La lettura che parla di emigrazione

Una formula più cupa, registrata in area italiana, non riguarda il raccolto ma le persone: il fumo verso occidente significava emigrare, andare lontano; il fumo verso oriente, andare al mercato a vendere il raccolto.

A Noale, vicino a Venezia, il falò della Befana seguiva la stessa logica: fumo e scintille verso ovest annunciavano un raccolto scarso.

Perché i codici si contraddicono

Il fumo segue il vento, e i proverbi tengono conto dei venti locali: la bora da levante era presagio di anno magro, mentre il ponente e il libeccio annunciavano fertilità e abbondanza. Il garbìn, il vento di sud-ovest, annunciava pioggia — e quindi campi pronti per il raccolto successivo.

Ogni comunità ha codificato la direzione in base a ciò che il vento portava sui propri campi: è la ragione per cui la stessa direzione può valere pioggia in una valle e siccità in un'altra.

Il secondo appuntamento: Sant'Antonio

La lettura del fumo non finiva il 6 gennaio. Il 17 gennaio, al falò di Sant'Antonio — patrono dei contadini e degli allevatori, come ricordano a San Donà — si guardava di nuovo l'inclinazione del fumo per prevedere se il raccolto sarebbe stato abbondante.

Quel fuoco aveva anche una funzione pratica: purificare il terreno dalle scorie del raccolto precedente.

Lo stesso gesto altrove

Da dove viene questa abitudine

Le origini del Pan e Vin sono precedenti al cristianesimo e vengono ricondotte a riti agricoli di epoca indoeuropea, in un'area — la Pianura Padana orientale e le regioni adriatiche — abitata dai Paleoveneti già intorno al 1000 a.C.

Il fuoco era considerato sacro perché capace di favorire la fertilità dei campi, e il rito era legato al ritorno del sole dopo il solstizio d'inverno. Dal Medioevo fu spostato alla vigilia dell'Epifania, ma il conto che si chiedeva al fumo è rimasto lo stesso.

Domande frequenti

Come si prediceva il raccolto con il fumo del falò?

Osservando la direzione del fumo, delle faville e delle scintille la sera del 5 gennaio: ogni direzione corrispondeva a un pronostico sull'abbondanza dell'annata, espresso quasi sempre in termini di polenta e farina.

Qual è la direzione di buon auspicio?

Dipende dal luogo. In Veneto le faville verso ovest promettono la pentola piena; a Verona il buon segno è il fumo verso sud o est, e l'ovest annuncia un raccolto scarso. In Friuli ogni direzione ha un suo esito.

Perché le previsioni cambiano da zona a zona?

Perché il fumo segue il vento, e ogni comunità legge i propri: la bora da levante era presagio di anno magro, il ponente e il libeccio di abbondanza, il garbìn di pioggia e quindi di campi pronti.

Si leggeva il fumo anche in altre occasioni?

Sì, al falò di Sant'Antonio del 17 gennaio, dove si osservava l'inclinazione del fumo per lo stesso scopo. Riti simili sono documentati in Armenia con il Trndez e in Cabilia.

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