Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Epifania » Tradizioni

Epifania · Tradizioni

Le tradizioni dell'Epifania in Campania: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Campania, nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, le luci sui balconi restano accese per i morti, che secondo la tradizione camminano in processione fino all'alba. Il 6 gennaio si mangia la prima pastiera dell'anno, e il pranzo è sobrio, fatto con i piatti di recupero.

Il dolce simbolo della giornata è il roccocò.

Le luci per i morti

La notte dell'Epifania, davanti a ogni casa, si accendeva una candela per i morti: serviva a dare loro una lampada per andare davanti a Dio. Nel Vallo di Diano, nel Salernitano, l'usanza della lampada accesa fuori dall'abitazione è rimasta.

La credenza dice che i morti camminino in processione dalla mezzanotte alle prime luci dell'alba, vestiti di bianco e con una fiaccola in mano, cercando la propria casa per entrarci e mangiare qualcosa. Per questo, quella notte, le luci sui balconi devono restare accese.

Alla stessa notte appartiene una formula rituale in dialetto: «Tutt e Pasque vanno e veneno…».

Madre Natura e la Befana

La Befana campana ha una credenza arcaica alle spalle, precedente all'Epifania: la figura pagana di Madre Natura, che nella dodicesima notte dopo il Natale, vicina al solstizio d'inverno, appare come una vecchia strega. Gli antichi chiamavano quel momento il tempus tremendum.

I doni che porta sono i semi che nasceranno nell'anno successivo, e la vecchia Madre Natura viene bruciata per rinascere giovane. La Befana ne ha preso il posto.

A Napoli porta dolci, frutta secca e caramelle, e per chi si è comportato male il carbone. Le calze si usano perché sono contenitori adatti e, insieme, indumenti indispensabili contro il freddo.

La prima pastiera dell'anno

In Campania l'arrivo della Befana coincide con la preparazione della prima pastiera dell'anno, che si serve alla fine del pranzo del 6 gennaio: la tradizione lega la festa alla Pasqua Epifania.

La pastiera si mangia per quello che significa: la ricotta bianca sta per la purezza, il grano e le uova per la vita nuova, la forma circolare per l'infinito, e le strisce di pasta in superficie per la croce di Gesù.

I dolci

Il pranzo di recupero

Dopo Natale e Capodanno, il pranzo dell'Epifania è sobrio, e in molte famiglie si fa con i piatti di recupero: minestre di verdure, pasta e legumi, pasta e patate. Tornano in tavola anche il capitone fritto e l'insalata di rinforzo.

Fra i gesti del periodo restano quelli del rinnovamento: si gettano dalla finestra gli oggetti vecchi e si frantumano i piatti sbeccati, per eliminare le negatività.

I voli della Befana

A Napoli il 5 gennaio i mercatini vendono dolci, giocattoli, calze e regali, e a Piazza Plebiscito, a Spaccanapoli e in Via Caracciolo si tengono spettacoli e attività per i bambini. Il Concerto dell'Epifania, alla trentesima edizione, va in onda su RaiUno dal Teatro Mediterraneo. Ad Amalfi, il 6 gennaio, sfilano le bande del Capodanno Folk Amalfitano, con gli strumenti della tradizione partenopea.

I presepi

A Benevento, nei primi giorni di gennaio, si allestisce il presepe dei presepi, indicato fra i più grandi d'Italia.

A Morcone il presepe vivente riapre le vecchie botteghe e ripropone gli antichi mestieri, con i personaggi in costume; l'adorazione si compie attorno alla grotta con la sola luce delle fiaccole, e il Bambino Gesù è rappresentato dall'ultimo bambino nato nel paese.

Domande frequenti

Perché in Campania si tengono accese le luci la notte dell'Epifania

Perché la tradizione vuole che quella notte i morti camminino in processione dalla mezzanotte all'alba, cercando la propria casa: la candela accesa serve a dare loro una lampada.

Qual è il dolce dell'Epifania in Campania

Il dolce simbolo è il roccocò, biscotto speziato e compatto, servito con vino dolce o liquori. Il 6 gennaio si mangia anche la prima pastiera dell'anno.

Dove si fa il volo della Befana in Campania

A Caserta, il 6 gennaio a mezzogiorno, la Befana si cala dalla facciata della Reggia con un'autoscala; a Napoli il volo si tiene in piazza Plebiscito.

Perché i doni si mettono nella calza

Perché la calza è un contenitore adatto e, insieme, un indumento indispensabile contro il freddo.

Da leggere