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Le tradizioni dell'Epifania nelle Marche: riti, piatti e usanze del posto
Nelle Marche il 6 gennaio si chiama Pasqua Epifania, e da quel nome viene la Pasquella: già dal 5 gennaio i pasquaroli girano di casa in casa con l'organetto, cantando testi augurali. A Urbania la Befana ha la sua casa.
A Sassoferrato, quella notte, i Tamburlani mandano a letto i bambini.
La Pasquella
La Pasquella — o Pasquarella — è un canto contadino intonato nell'ultimo giorno delle festività natalizie, diffuso soprattutto nelle campagne dell'entroterra.
I cantori si chiamano pasquaroli o pasquellari, e camminano di casa in casa eseguendo il canto rituale. Gli strumenti sono l'organetto, il triangolo — chiamato anche timpano —, la fisarmonica, il cembalo e, nei gruppi più numerosi, i violini.
Il giro si accompagna con i balli marchigiani e con lo scambio di cibo e vino: i testi chiedono i doni ai padroni di casa e augurano salute e abbondanza per l'anno nuovo. Donare, nella logica del rito, serve a propiziarsi la salute e il buon raccolto.
A Montecarotto si tiene la Rassegna nazionale della Pasquella, la prima del genere nelle Marche, fondata sul recupero dei rituali di questua: il 6 gennaio il gruppo musicale esegue il canto casa per casa, e al Teatro Comunale si tiene uno spettacolo. La organizzano l'Amministrazione comunale, la Regione Marche, la Pro Loco e la Protezione Civile.
Il saltarello finale
Il canto dell'Epifania si chiude con il saltarello, che serve a rafforzare le richieste dei cantori — e può arrivare a comprendere le maledizioni per chi non dona nulla.
I Tamburlani
A Sassoferrato, nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, è tornata la tradizione dei Tamburlani: personaggi vestiti di nero che fanno fracasso per le strade.
Il loro compito è avvisare i bambini che è ora di andare a dormire, per lasciare spazio alla Befana.
Urbania
Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino, è la casa della Befana. Lì c'è il Befana Postal Office, dove arrivano le lettere dei bambini di tutto il mondo, e la Casa della Befana, dove si può vedere la Vecchietta preparare il carbone dolce.
La Festa Nazionale della Befana si tiene dal 4 al 6 gennaio e va avanti da oltre vent'anni, richiamando più di quindicimila visitatori in tre giorni: la Regione Marche la presenta come una tradizione italiana ed europea. La città si riempie di musicisti, spettacoli, artisti di strada, mercatini, calze, giochi tradizionali e animazioni, e l'evento clou è la sfilata della calza più lunga del mondo, che ha raggiunto i settanta metri.
Nella notte del 5 gennaio la Befana porta i regali nelle case, nei camper e nelle strutture ricettive.
I dolci
Per la Befana, in ogni zona, si prepara un dolce.
- le pecorelle di Genga e di Corinaldo, dolcetti di pasta sfoglia con mosto cotto, buccia d'arancia, limone, pinoli, pangrattato, zucchero e cannella, che a Corinaldo si preparano la sera prima dell'Epifania;
- i favoriti di Matelica;
- i Santi Re Magi di Fabriano e Sassoferrato, detti anche Santammascini;
- le pastorelle di Arcevia, i befanini di Genga e le paste con l'ammoniaca.
I Santi Re Magi hanno una ricetta precisa: cinque tuorli e quattro albumi, 350 grammi di zucchero, 900 di farina, 200 di burro e 50 di strutto, una bustina e mezza di lievito, il limone e il latte. Si cuociono in forno sessanta minuti a 175 gradi, si spennellano con vino e zucchero, e la forma tradizionale è quella di donne abbondanti.
A Corinaldo si prepara anche la palma della befana: un ramo di alloro addobbato con caramelle, cioccolatini, arance e mandarini.
Le altre feste
- Macerata: la Befana arriva in piazza della Libertà, con la sfilata delle aspiranti miss befana — la più «befana» viene scelta da una giuria di bambini — e la discesa dalla Torre dei tempi; a Villa Potenza arriva in auto d'epoca;
- Amandola: la Befana si cala dal palazzo municipale, in piazza Risorgimento, e consegna i doni;
- Loreto: la sfilata Befane in piazza, con il gruppo folkloristico Li Matti de Montecò e lo spettacolo della Piccola Compagnia Arcobaleno;
- Servigliano: la tombolata della Befana; a Montegiorgio la Befana sul Tatami, con i doni ai bambini e i dolci agli adulti;
- Montappone: dopo la messa delle undici, il rito dei Re Magi nei locali della parrocchia;
- Grottammare: il presepe vivente nel Paese Alto, con oltre duecento figuranti;
- Parco del Conero: la passeggiata con la Befana nel bosco; a Sarnano la Ciaspolata della Befana, circa tre ore di camminata nella neve.
Domande frequenti
Che cos'è la Pasquella marchigiana
È il canto contadino dell'Epifania: i pasquaroli girano di casa in casa dal 5 gennaio con organetto, triangolo e fisarmonica, augurando salute e abbondanza e chiedendo i doni.
Perché Urbania è la casa della Befana
Perché ospita il Befana Postal Office, dove arrivano le lettere dei bambini, la Casa della Befana e la Festa Nazionale della Befana, dal 4 al 6 gennaio.
Chi sono i Tamburlani
Sono i personaggi vestiti di nero che a Sassoferrato, la notte fra il 5 e il 6 gennaio, fanno fracasso per mandare a dormire i bambini e lasciare spazio alla Befana.
Quali sono i dolci della Befana nelle Marche
Le pecorelle di Genga e Corinaldo, i favoriti di Matelica, i Santi Re Magi di Fabriano e Sassoferrato, le pastorelle di Arcevia e i befanini.