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I treni popolari del 1931: come è nata la gita di Ferragosto
I «Treni popolari di Ferragosto» nascono nel 1931: il primo servizio parte il 2 agosto di quell'anno, con biglietti scontati fino all'80% validi il 13, 14 e 15 agosto. In otto anni di attività trasportarono oltre 8,7 milioni di viaggiatori.
Da quei treni viene la gita di Ferragosto come la conosciamo.
Chi li volle, e perché
L'iniziativa parte nella primavera del 1931 dal Ministero delle Comunicazioni, guidato da Costanzo Ciano, e viene realizzata dalle Ferrovie dello Stato.
Gli obiettivi dichiarati erano due, e uno era economico: rilanciare il settore ferroviario, in crisi per la grande depressione, e favorire il turismo di massa. L'operazione fu coordinata dall'Opera Nazionale Dopolavoro, l'organizzazione ricreativa del regime, che nello stesso periodo promuoveva le gite popolari estive.
La giornata inaugurale fu il 2 agosto 1931.
Come funzionavano
Il meccanismo era semplice e molto delimitato.
- Le date. L'offerta era valida solo il 13, 14 e 15 agosto, e in quei giorni si acquistava il biglietto.
- Le formule. Due: la «gita di un sol giorno», entro un raggio di 100 chilometri, e la «gita dei tre giorni», entro 200 chilometri.
- Il prezzo. Biglietto di andata e ritorno, ridotto fino all'80% rispetto alla tariffa ordinaria.
- Le carrozze. I convogli erano composti soprattutto da vetture di terza classe.
- Le destinazioni. Si partiva dai centri più popolosi del Regno verso le principali località turistiche: mare, montagna e città d'arte, collegando anche i centri minori.
- Che cosa non era compreso. Il vitto. Le spese per mangiare restavano a carico del viaggiatore.
I numeri
Il successo fu immediato e misurabile:
- quasi 460.000 passeggeri nel solo 1931, fra agosto e dicembre;
- oltre 8,7 milioni di viaggiatori nell'intero periodo di attività.
Visto il risultato, il periodo di utilizzo venne ampliato: dal 5 giugno al 18 settembre, ben oltre i tre giorni di Ferragosto da cui era partito.
Al successo contribuiva anche il calendario: il 15 agosto cadeva ogni anno in un giorno diverso della settimana, e quando capitava bene permetteva un ponte più lungo.
Che cosa significò
Per una parte consistente del Paese fu la prima volta in assoluto. Le famiglie operaie e contadine poterono viaggiare per turismo, e le classi meno abbienti videro per la prima volta il mare, la montagna e altre città.
È il punto in cui il Ferragosto smette di essere solo una festa religiosa e un riposo agricolo e diventa una giornata di spostamento di massa: l'associazione fra i treni popolari e il 15 agosto ha costruito l'immagine moderna della gita fuori porta.
Il pranzo al sacco
La conseguenza più duratura nasce da una mancanza. Poiché il biglietto non comprendeva il vitto e i ristoranti erano fuori portata per quei viaggiatori, il cibo si portava da casa.
Da lì l'abitudine del pranzo al sacco, che è rimasta molto più a lungo dei treni che l'avevano generata.
La fine
Il servizio restò attivo per otto stagioni, fino a settembre 1939: il 3 settembre i Treni popolari furono sospesi per lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Domande frequenti
Quando sono nati i Treni popolari di Ferragosto?
Nel 1931, per iniziativa del Ministero delle Comunicazioni guidato da Costanzo Ciano: il primo servizio partì il 2 agosto 1931 e restò attivo fino al 3 settembre 1939.
Quanto costavano?
Il biglietto di andata e ritorno era scontato fino all'80% rispetto alla tariffa ordinaria, sulle carrozze di terza classe, ed era acquistabile solo il 13, 14 e 15 agosto.
Dove si poteva andare?
Con la «gita di un sol giorno» entro 100 chilometri; con la «gita dei tre giorni» entro 200. Le destinazioni erano le principali località di mare, di montagna e le città d'arte.
Quante persone li usarono?
Quasi 460.000 nel solo 1931, fra agosto e dicembre, e oltre 8,7 milioni in tutto il periodo di attività.