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Ferragosto · Tradizioni

Le tradizioni di Ferragosto in Italia: riti, processioni e falò

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il 15 agosto, per la Chiesa, è l'Assunzione di Maria, e in molte località italiane si celebra con una processione. Sulle coste le statue della Madonna vengono portate a spalla fino alla riva e issate sulle barche, seguite da flotte di pescherecci; nell'entroterra il giorno è quello dei pali e delle giostre — la Cavalcata dell'Assunta di Fermo, la cui prima prova scritta risale al 998, e il Palio di Siena, che si corre il 16 — e dei carri votivi, come l'obelisco di paglia alto 28 metri che a Fontanarosa viene trainato dai buoi il 14 agosto.

Le processioni a mare, dalla Liguria alla Calabria

In molte località costiere d'Italia, da secoli, la sera di Ferragosto vede sfilare le statue della Madonna portate a spalla fino alla riva e issate sulle barche, fra preghiere e le luci delle imbarcazioni.

A Tropea la protagonista è la Madonna dell'Isola, protettrice della città. Il momento culminante è la «calata»: le statue della Sacra Famiglia — la Madonna, San Giuseppe e Gesù Bambino — vengono portate giù dalla ripida scalinata che dal Santuario scende al mare, e i portatori vanno a piedi nudi, per una maggiore stabilità. Le statue sono poi collocate su un'imbarcazione riccamente decorata che, seguita da una flotta di barche di pescatori e fedeli, naviga lungo la costa fino al mare di Parghelia e torna indietro; al rientro si celebra la Messa di ringraziamento, e sullo scoglio dell'Isola si accende lo spettacolo pirotecnico. La processione ha una radice antica: si racconta che un tempo, il 15 agosto, i pellegrini giungessero con le loro barche fino alla piccola chiesetta sull'Isola, oggi conosciuta come Santa Maria dell'Isola, per rendere omaggio alla Madonna, e che il corteo di oggi sia l'evoluzione di quel pellegrinaggio.

A Fiumicino la Sacra Immagine viene portata a spalla dai pescatori e imbarcata sul peschereccio «Nonno Ciro», scortato dalle motovedette della Capitaneria di Porto, della polizia e dei carabinieri. Il peschereccio raggiunge il punto, al largo, dove è posizionata una Madonnina sul fondale: lì avviene il lancio di una corona d'alloro in onore dei Caduti del mare. È un rito che ha quasi un secolo di storia, e le banchine del porto canale fanno da tribuna naturale.

Le altre coste hanno ciascuna la propria versione. A Portonovo, dopo la messa nella chiesa romanica di Santa Maria, risalente all'XI secolo, il sacerdote benedice le barche riunite nelle acque antistanti, e da lì parte la processione sul mare. Ad Albissola Marina e Albissola Superiore la «Madonna du ma» — custodita durante l'anno nella chiesa di San Benedetto — arriva in processione al molo di Capo Torre e, circondata da barche ornate con fiori e bandiere, attraversa la baia fino al molo Sant'Antonio. A Santa Maria di Leuca la processione detta «L'intorciata» si svolge la sera del 14 agosto, quando la statua viene portata fra centinaia di fiaccole, e la mattina dopo, addobbata tra fiori e nastri, va al porto e sale su una delle imbarcazioni dei pescatori. Nel Cilento, a Maiori e a Santa Maria di Castellabate, si festeggia Santa Maria a Mare, la cui statua secondo la tradizione fu rinvenuta in mare; a Praia a Mare la Madonna della Grotta compie il giro dell'isola Dino; a Riva Trigoso la Madonna del Buon Viaggio raggiunge il mare insieme a tre crocefissi portati a spalla e caricati sulla barca. Processioni marittime, cortei di pescherecci, benedizioni delle acque e fuochi d'artificio si susseguono lungo le coste da Gaeta a Catanzaro fino a Ragusa e a Villaputzu.

I pali e le giostre di mezzo agosto

Il Palio di Siena si corre tradizionalmente il 16 agosto in onore della Madonna Assunta, e a Porto Santo Stefano il giorno di Ferragosto si tiene il Palio Marinaro dell'Argentario, antica gara remiera; a Sarteano, poco prima del tramonto, si svolge la Giostra del Saracino, e a Messina esce la processione della Vara dedicata alla Madonna Assunta.

La Cavalcata dell'Assunta di Fermo è il palio più vecchio d'Italia. La prima prova scritta della festa risale al 998 d.C., quando il vescovo Uberto concesse delle proprietà in cambio di un tributo annuale da versare «entro il mese di agosto, in occasione della festa dell'Assunzione di Maria»; nel 1067 un altro atto ripete lo stesso schema, con terre in cambio di nove denari d'argento da deporre sull'altare ogni anno durante l'Assunta. Dal 1100 i signori dei castelli soggetti alla Chiesa fermana, i monasteri e le popolazioni del Maceratese e del Tronto erano chiamati a offrire doni all'Episcopato: non semplici tributi, ma servitia debitalia, gesti rituali che scandivano il calendario liturgico.

La cera, offerta in grandi quantità, serviva a illuminare le chiese ed era portata in lunghi cilindri profumati da deporre sull'altare. E il palio, tessuto prezioso e colorato, era il premio della corsa dei cavalli che chiudeva la Cavalcata: ogni anno il suo disegno cambiava, e ancora oggi viene dipinto da artisti di chiara fama, poi esposto dalla contrada vittoriosa nella chiesa di riferimento o nella propria sede. Della festa resta anche il Messale dei Firmonibus, datato 1436, commissionato dal vescovo Giovanni Firmonibus e realizzato da Giovanni di Maestro Ugolino da Milano, custodito nel Museo Diocesano di Fermo — veniva usato durante la messa dell'Assunta, e le sue immagini raccontano tutte le fasi della celebrazione: la processione, i doni, la corsa, il palio. I costumi di oggi rifanno gli abiti del periodo della Signoria di Francesco Sforza. La Cavalcata è una processione solenne, una sfilata di cavalieri, nobili, clero e popolo: i castelli inviano i loro rappresentanti, che giungono a Fermo per offrire i doni e partecipare alla festa.

Il carro di paglia e i buoi di Fontanarosa

A Fontanarosa tutto ruota attorno al Carro: un imponente obelisco in legno alto 28 metri, rivestito da un addobbo di paglia e trainato da buoi, in onore della Madonna della Misericordia. L'appuntamento si rinnova ogni anno il 14 agosto, e il Carro raffigura il simbolo di Fontanarosa, sia a livello religioso sia tradizionale e folkloristico.

Attorno alla Tirata del Carro si dispongono gli altri riti, tutti importantissimi per la comunità e tutti convergenti verso quell'evento: la Tirata del Carrettone, l'Ostensione della Madonna, la processione della «Madonna del Carro», la processione delle «Gregne», la Santa Messa «sotto il Carro» e l'Alzata della Cupola. A chiudere il mese arriva la Calata della Cupola.

L'acqua della notte e le statue che si inchinano

Nelle campagne italiane era il tempo delle «acque benedette» e dei «fuochi della Madonna»: si lasciavano fuori durante la notte recipienti d'acqua e mazzetti di erbe, perché si credeva che la rugiada ferragostana avesse poteri curativi. Una credenza simile sopravvive nei Balcani, dove si preparano infusi di fiori raccolti all'alba il 15 agosto, per lavarsi simbolicamente il viso in onore della Vergine.

A Cervara di Roma, borgo arroccato a oltre mille metri sui Monti Simbruini, la Processione dell'Inchinata si ripete quasi immutata fin dai primi anni del Cinquecento: due cortei partono da punti opposti dell'abitato — uno dalla Chiesa Collegiata, subito sotto la Rocca medievale, l'altro dalla «Portella», la piccola chiesa rurale appena fuori dal centro storico — e le statue, portate a spalla lungo i vicoli in pietra, si incrociano nella piazza principale. Lì avviene l'inchino: le due immagini sacre si piegano per tre volte, l'una di fronte all'altra, sotto gli archi trionfali allestiti per l'occasione, fra la banda musicale e i fuochi d'artificio, la sera del 14 agosto e di nuovo la mattina di Ferragosto.

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