Madonna Stella del Mattino ad Andretta 2027 - La statua sul sambuco e le stole scambiate con Vallata
Fonte: irpinia.info, letta il 20/09/2026.
La Festa della Mattinella si tiene ad Andretta, comune dell'Alta Irpinia in provincia di Avellino, in Campania, nell'ultimo sabato e nell'ultima domenica di maggio, nella frazione Mattinella. I fedeli di Vallata percorrono a piedi circa quindici chilometri fino al Santuario della Vergine Stella del Mattino, dove la loro processione incontra quella andrettese: i due sindaci si scambiano le fasce tricolori e i due parroci le stole, e il carro con la statua della Vergine compie tre giri intorno al santuario. Il tempio è documentato dalla seconda metà del Quattrocento, e una lapide del 1487 ricorda i lavori voluti dal vescovo Malizia Gesualdo.
La statua che tornava sempre nello stesso punto
La festa nasce da una contesa fra due paesi per una statua che non voleva stare dove la mettevano. Secondo un'antica tradizione popolare, la statua della Vergine, venerata nel vicino comune di Vallata, un giorno venne trovata nella località dove oggi sorge il Santuario. I cittadini vallatesi, pensando a un furto a opera degli abitanti di Andretta, la riportarono nel proprio paese.
Ciononostante la sacra immagine ritornò prodigiosamente nel luogo del primo rinvenimento, e ogni tentativo di riportarla nella sede originaria risultò vano: per l'ennesima volta, fu ritrovata, sempre nello stesso luogo, su una pianta di sambuco. L'episodio venne interpretato come chiaro segno della volontà della Vergine di aver eletto Andretta a sua nuova sede, e la tradizione aggiunge che il volto della Madonna resta rivolto verso Vallata, per proteggere entrambe le comunità.
A seguito di questi fatti prodigiosi, sul luogo del rinvenimento dell'immagine sacra fu costruita una piccola chiesa dedicata alla «Stella del Mattino», nella frazione che porta il nome di Mattinella.
Il 1487 scolpito nella pietra, e il colera del 1656
Della chiesa si hanno notizie documentate molto presto. Il tempio è documentato fin dalla seconda metà del XV secolo, quando fu interessato da notevoli lavori strutturali eseguiti per volontà di monsignor Malizia Gesualdo, Vescovo di Rapolla dal 1482 al 1488 e abate commendatario di San Lorenzo in Tufara in Pescopagano, di cui il complesso stesso era, in quel momento storico, «grancia». Gesualdo, vescovo di Canosa e Rapolla nominato da Innocenzo VIII nel 1482, fece costruire anche il vicino convento.
Una lapide ricorda i lavori «HUIUS ECCLESIAE S. MARIAE DE LA MATINA / SUB REV. PATRE ED DOM. MALITIA DE GESUALDO / EPISCOPO RAPOLLIANO ED CANOSIA / PER MANUS MAGISTRI ANGELI DE MURO / HABITATORIS VENUSI / IN HOC ANNO DOMINI 1487». Gli studi dello storico locale Carmine Ziccardi collocano la nascita del culto proprio nella seconda metà del XV secolo.
Da lì il complesso ha cambiato più volte custode: da semplice cappella divenne convento con una comunità religiosa, passò nel 1842 ai Missionari dei Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria e, dopo le soppressioni postunitarie del 1866-1867, alla gestione diocesana; con decreto del 1º maggio 2018 dell'arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia la chiesa è stata eretta in «Santuario diocesano Maria SS. Stella del Mattino», sotto la competenza della parrocchia «Santa Maria Assunta» di Andretta. All'interno, nella nicchia soprastante il settecentesco altare maggiore in pietra locale con intarsi marmorei, si venera l'antichissima immagine fissa della Vergine in trono col Bambino in braccio, in stucco dipinto, databile al XV secolo. La Vergine della Stella Mattutina protesse gli andrettesi dall'epidemia di colera del 1656, come ricorda una lapide del 1664.
Il sabato in cui si fonde la cera
Gli addobbi della festa non si comprano: si fabbricano, e hanno un giorno loro. Questo «rito della cera» per la preparazione delle «macchinette» si svolge il terzo sabato di maggio quando, in un apposito recipiente di rame dalla forma svasata, viene fusa della cera d'api donata da apicoltori locali.
Le macchinette sono l'accompagnamento del carro e si riconoscono da lontano: sono tipici addobbi realizzati con gigli, nastri bianchi e candele in cera, fuse la settimana precedente sul sagrato della chiesa. Accanto a loro, nel corteo, si portano cesti abbelliti da orchidee, gigli e nastri bianchi, ceri e spighe di grano, e i «mazzetti» — altrove chiamati «mezzetti» — manufatti decorati da donare come ex voto alla Madonna.
Quindici chilometri a piedi, e due processioni che si incontrano
Il giorno della festa i due paesi si muovono l'uno verso l'altro. In questo giorno i fedeli di Vallata, dai più piccoli ai più anziani, percorrono a piedi una distanza di circa quindici chilometri, per giungere nei pressi del Santuario di Andretta, dove vengono accolti dai fedeli del luogo che vanno loro incontro con un imponente carro. Le cronache locali ricordano chi un tempo compiva il tragitto a piedi scalzi o con corone di spine, per invocare la pioggia.
Il carro è la macchina della festa. È rivestito di stoffe dai colori mariani bianco e azzurro, sulla cui sommità è posta la statua lignea processionale della Vergine, realizzata agli inizi del XX secolo sul modello dell'antica conservata all'interno del Santuario; in passato trainato da una pariglia di buoi, oggi è condotto da un trattore. Ai suoi piedi stanno delle «vergini» in giovane età che indossano abiti bianchi, altre con i «mazzetti», e giovani «angeli» alati.
Nel momento dell'incontro avviene il simbolico scambio di fasce tra i due sindaci e di stole tra i due parroci, a suggellare la comune devozione alla Stella del Mattino. La processione prevede che la statua venga portata sul carro addobbato tra le strade di Andretta e che si facciano tre giri intorno al Santuario della Stella Mattutina; nel contempo, attorno al santuario, si svolge una rinomata fiera di antica origine.
Il fine settimana di fine maggio, fra novena e majorette
La festa occupa gli ultimi due giorni del mese e i giorni che li preparano. La Festa in onore di Maria Santissima Stella del Mattino, detta della «Mattinella», è un evento tradizionale che si svolge ogni anno nell'ultimo sabato di maggio e che la comunità di Andretta condivide con quella di Vallata, estendendosi anche all'ultima domenica.
Il calendario è sempre lo stesso: la novena preparatoria, con celebrazioni serali nei giorni che precedono il fine settimana principale; il sabato, l'arrivo dei pellegrini di Vallata, la messa solenne e, la sera, il primo grande appuntamento musicale nello spiazzo davanti al santuario; la domenica, la sfilata del complesso bandistico di Andretta con le majorette, la messa e la processione con l'immagine della Vergine lungo la contrada. Le serate in piazza portano concerti, gruppi di tributo, cabaret e spettacoli comici, e nei giorni della festa non mancano i banchi gastronomici e quelli di dolciumi e giocattoli.
L'organizzazione è affidata al parroco e al Comitato Festa «Donne per Mattinella», un comitato tutto al femminile che da anni cura raccolta fondi, addobbi, accoglienza e programma di spettacolo.
Come arrivare alla festa
La festa della Madonna Stella del Mattino ad Andretta si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Conza-Andretta-Cairano, a 8,1 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Conza della Campania, e il tragitto è di 10 chilometri per 16 minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Sant'Antonio di Padova ad Andretta — settembre
- San Canio a Calitri — maggio
- San Filippo Neri a Candida — maggio