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San Cataldo a Cagnano Varano 2027 - La Messa Granna e le quattro statue in processione

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'8 al 10 maggio 2026
Dove Piazza Giannone, Cagnano Varano

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.

La festa di San Cataldo si celebra a Cagnano Varano, borgo garganico in provincia di Foggia, il 10 maggio, dentro i tre giorni di festa patronale che vanno dall'8 al 10. Al mattino il vescovo della diocesi di Manfredonia presiede la «Messa Granna», e al termine parte la processione con quattro statue in fila: San Cataldo, San Michele Arcangelo, la Madonna delle Grazie e Sant'Antonio da Padova. Il corteo attraversa il borgo antico e Corso Giannone e si chiude con lo sparo di batteria e i fuochi pirotecnici in piazza Giannone.

Il dieci maggio, il giorno del patrono principale

A Cagnano Varano i santi patroni sono due, e ognuno ha il suo giorno. Ogni anno, all'inizio di maggio, Cagnano Varano si ferma per celebrare i suoi due Santi Patroni: San Michele Arcangelo, festeggiato l'8 maggio con il pellegrinaggio alla Grotta-Santuario, e San Cataldo Vescovo, onorato il 10 maggio con la solenne processione. La festa patronale si tiene tradizionalmente dall'8 al 10 maggio, con eventi collaterali già dai primi giorni del mese, e nel borgo garganico, in provincia di Foggia, la chiamano la «Festa delle Feste».

Fra i due, il vescovo irlandese è quello arrivato dopo, e per scelta. Nel secolo XVI la comunità ha voluto eleggersi anche un altro Protettore: San Cataldo, che dei due è il Patrono principale, mentre l'Arcangelo resta il compatrono. Tre giorni di messe, bande, luminarie, fiera mercato e concerti in piazza intrecciano da secoli devozione religiosa, tradizione popolare e festa di piazza.

Nove giorni e una statua che cambia chiesa

La preparazione è lunga e ha un calendario che non si muove. La novena del principale Patrono, San Cataldo, inizia il 1° maggio e si conclude il 9 maggio — quella del compatrono San Michele, oggi come nell'Ottocento, va invece dal 29 aprile al 7. E si tiene dove è sempre stata: fin dai tempi antichi la novena di San Cataldo si celebra nell'omonima Chiesa.

Poi la statua si sposta, ed è un rito a sé. Il 9 maggio sera, al termine del novenario, la statua del Patrono viene traslata in Chiesa Madre, accompagnata «dal sacerdote, dalla Confraternita, dal popolo di Dio e dall'Amministrazione Comunale»: la traslazione della statua del Santo Patrono Cataldo ha sempre rappresentato un momento importante per Cagnano, perché è quella che apre la giornata dopo.

Quattro statue in fila per il corso

Il 10 maggio la messa ha un nome suo, in dialetto, e il nome dice quanta gente arriva. Al mattino si celebra la «Messa Granna» (Messa Grande), espressione evocativa della cospicua partecipazione dei fedeli che accorrono da ogni parte d'Italia, e non solo; la presiede il vescovo della diocesi di Manfredonia, in solenne concelebrazione, mentre i rappresentanti dell'amministrazione comunale, seguiti dalla banda, si recano dal Municipio alla Chiesa Matrice per assistervi.

Finita la messa, il paese si mette in fila in un ordine preciso. Al termine della Messa Granna ha inizio la consueta processione, alla testa della quale viene portata la statua di San Cataldo, seguita da quella dell'Arcangelo San Michele, da quella della Madonna delle Grazie, e, infine, da quella di Sant'Antonio da Padova. Dietro le statue camminano la Confraternita di San Cataldo, l'amministrazione, la banda municipale, il padre spirituale, il parroco titolare della Parrocchia di San Francesco e il popolo, e il corteo percorre il borgo antico del paese, transitando per le zone Cavuto e Casale, e la via principale, Corso Giannone.

La chiusura è sonora, e ha anch'essa un nome locale. La processione di rito termina con lo sparo di batteria (càl'càss') e i fuochi pirotecnici, accompagnata dalla «Banda Musicale Città di Cagnano Varano», con gli artistici fuochi in piazza Giannone; i festeggiamenti si chiudono poi con gli spettacoli piromusicali in Contrada Coppa Sant'Agata.

Un vescovo venuto dall'Irlanda

Il patrono principale non ha niente di garganico. Cataldo, vescovo e venerato come santo dalla Chiesa Cattolica, nacque tra il 400 e il 405 in Irlanda.

La sua formazione fu una rinuncia. Dai suoi genitori Cataldo ricevette l'educazione all'amore per la preghiera, all'ubbidienza, all'ordine e, soprattutto, allo spirito di sacrificio; alla loro morte decise di donare tutta la sua cospicua eredità ai poveri, e divenne discepolo di San Carthag, abate di Rathan, in Irlanda. Ordinato prima sacerdote e poi vescovo da San Patrizio, decise di recarsi a visitare la Terra Santa in abito da pellegrino.

Il viaggio verso il sud d'Italia, dice la leggenda, non fu una decisione sua. Si racconta che durante il soggiorno in Terra Santa, mentre era sul Santo Sepolcro, gli sarebbe apparso Gesù che gli avrebbe detto di andare a Taranto per rievangelizzare la città, in mano al paganesimo. Così intraprese un lungo viaggio che lo portò nell'attuale Marina di San Cataldo, vicino a Lecce, e sempre secondo la tradizione il Santo avrebbe lanciato il suo anello in mare per placare una tempesta. A Taranto compì la sua opera evangelizzatrice, facendo abbattere i templi pagani e soccorrendo i bisognosi; poi si recò vicino a Bari, a Corato, dove per tradizione liberò la città dalla peste diventandone il patrono. Morì a Taranto l'8 marzo, tra il 475 e il 480, e fu sepolto nella chiesa di San Giovanni in Galilea. La tradizione gli attribuisce numerosi miracoli compiuti a Taranto, tra cui la restituzione della vista a un fanciullo, il ritorno in vita di un muratore, la guarigione di un cieco e di una giovane muta.

C'è un motivo se Cagnano lo festeggia proprio il 10. Il 10 maggio 1071, mentre si scavano le fondamenta per la riedificazione della Cattedrale distrutta dai Saraceni, venne ritrovato il suo corpo, che fu riconosciuto da una croce d'oro sulla quale era incisa la parola «CATALDUS».

La croce ritrovata dalla confraternita

La festa non è solo tramandata: da qualche anno viene anche studiata. Negli ultimi anni la Confraternita di San Cataldo, con il supporto del Padre Spirituale, ha svolto numerose ricerche sui riti correlati alla Festa Patronale, riscoprendo elementi del passato che erano andati, in qualche modo, perduti.

Ne sono venute fuori due cose concrete. Nel 2022 è stato pubblicato un volume con studi e aneddoti sulla congregazione stessa e su San Cataldo, ed è stata ripristinata un'antica croce situata su un lato della Chiesa di San Cataldo, la quale fungeva, fino a circa gli anni Ottanta dell'Ottocento, da punto di partenza per le processioni delle feste patronali.

Il resto della macchina organizzativa è collettivo. Il Comitato Feste è costituito dalle parrocchie Santa Maria della Pietà e San Francesco e dalle associazioni Azione Cattolica, Associazione Cuochi Gargano e Capitanata, Federcasalinghe, Le Gemme del Gargano, La Montagna del Sole, Muzia, Schiamazzi e Time Music. Attorno ai riti, le principali piazze del centro — su tutte Piazza Giannone — ospitano ogni sera concerti di artisti di richiamo nazionale, mentre le vie si accendono di luminarie artistiche e si riempiono delle bancarelle della fiera mercato; non mancano i concerti bandistici con musica sacra e leggera, gli spettacoli folkloristici e i giochi tradizionali per grandi e piccini. E durante le due feste patronali — propriamente nei giorni 8, 9, 10 maggio e 7, 8 settembre — si tiene la fiera di animali bovini, pecorini, caprini, suini, equini e d'altro ancora.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa di San Cataldo a Cagnano Varano è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Cagnano Varano a un passo dal centro, 600 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Cagnano Varano, e da lì restano 1,7 chilometri e 2 minuti.

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