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Santa Giustina ad Arzano 2027 - I buoi che si fermarono e la Tragedia in cinque atti

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 9 al 10 novembre 2026
Dove Piazza Raffaele Cimmino, Arzano

Fonte: comune.arzano.na.it, letta il 20/09/2026.

La Festa di Santa Giustina si tiene ad Arzano, in provincia di Napoli, in Campania, nella prima metà di luglio, e culmina il 13 luglio, giorno dedicato alla santa nel calendario. Una Parata Sacra con circa duecento figuranti in abiti storici accompagna la statua per le vie della città, e la «Tragedia di Santa Giustina», un dramma in cinque atti, mette in scena il martirio della santa, nativa triestina, le cui reliquie furono traslate ad Arzano nel 1858. La festa è organizzata dalla Pro Loco ArzaNostra insieme alla Chiesa di Sant'Agrippino, con il patrocinio del Comune.

Il carro che non ripartì più

Il motivo per cui una martire di Trieste è patrona di un paese a nord di Napoli sta in un rifiuto di due animali. La leggenda narra, infatti, che durante il trasporto del carro con il corpo da Trieste alla Sicilia, dove doveva essere deposta, i buoi, giunti ad Arzano, si sarebbero rifiutati di proseguire, e il fatto fu interpretato come espressione della volontà della santa stessa.

Da lì il corpo non si è più mosso. Secondo le credenze popolari il corpo decapitato della santa si troverebbe ad Arzano, in una delle cappelle a lei dedicate nella chiesa di Sant'Agrippino, dove ancora oggi sono conservate le reliquie. Da quel momento Giustina viene considerata la santa protettrice di Arzano — insieme a Sant'Agrippino — e la sua figura viene celebrata con una rappresentazione teatrale, la cosiddetta «Tragedia di Santa Giustina». È anche protettrice delle ragazze nubili.

Il 1858, e una santa che ha scavalcato il patrono

L'arrivo delle spoglie ha una data e degli intermediari. Nel 1858, per interessamento dei Padri della Missione (detti anche Verginisti), avvenne la traslazione ad Arzano delle spoglie mortali di Santa Giustina, martire cristiana vissuta nel III secolo. Da quella data il culto si diffuse in città e, nel corso dei decenni successivi, si andò sempre più radicando, fino a condizionare le pratiche e lo stesso sentimento religioso degli abitanti.

Pur se il culto verso Sant'Agrippino, protettore e patrono di Arzano, rimase vivo, gli arzanesi sembrarono avere una devozione più intensa verso questa santa, tanto che non solo la elessero, al pari del primo santo, patrona e protettrice, ma addirittura le intitolarono la strada un tempo più importante del paese.

Il resto lo dicono i gesti quotidiani: per lei, più che per Sant'Agrippino, componevano e cantavano inni e da lei imploravano grazie; da lei, infine, la maggior parte dei cittadini prendeva il nome da imporre ai propri nati, maschi e femmine che fossero — e ancora oggi Giustino e Giustina sono fra i nomi più usati in città. Per lei, più che per l'altro santo protettore, organizzavano una festa. La ricorrenza cade il 13 luglio.

Cinque atti, un fazzoletto e un console che si uccide

La storia che si mette in scena è quella del martirio, e ha un autore. Il dramma consumato in quei tempi lontani riguarda una fanciulla di nome Giustina, che tanto colpì lo scrittore Graziano Gennaro il quale, scrivendo una tragedia composta da cinque atti, ne rese immortale la storia.

L'antefatto è un rifiuto ripetuto: Giustina si era consacrata a Gesù e per questo opponeva un rifiuto a tutti coloro che la chiedevano in sposa; anche un collaboratore del console se ne invaghì, ma ottenuto l'ennesimo rifiuto la denunciò alle autorità. Fu condannata a morte, ma l'esecuzione non fu semplice: le frecce che le venivano lanciate addosso non la colpivano, mentre chi le lanciava sudava sangue.

Lasciata sola con l'ufficiale, cominciarono per lei le punizioni, ma sembrava che le percosse e le flagellazioni non le facessero nulla; l'ufficiale, stanco, sudava, e Giustina, provando pietà per lui, gli pose il fazzoletto, che si riempì di sangue una volta toccato il volto dell'uomo. In quel preciso istante apparve un Angelo che annunciava a Giustina il futuro ingresso in Paradiso; l'ufficiale, vedendo ciò, si convertì e cercò di intercedere, ricevendo solo ingiurie e la condanna a morte. Anche il nipote del console tentò di salvarla, ma giunto in ritardo assistette alla decapitazione. La tragedia si conclude con il console che, per non piegarsi al popolo, si suicidò ammettendo la vittoria di Giustina.

Anche la madre prova a fermarla: «Oh, che facesti figlia… perderai la vita!» — «Madre, ma il cielo acquisterò».

Una settimana di luglio, con duecento figuranti in costume

La festa non è una giornata ma un arco di giorni. Ogni anno, nella prima metà di luglio, l'intera comunità si stringe attorno alla figura della martire per una settimana di riti religiosi, appuntamenti culturali e momenti di festa popolare, e il fulcro delle celebrazioni è la Chiesa di Sant'Agrippino, in Piazza Raffaele Cimmino, con eventi diffusi tra il sagrato, la Villa Comunale e le principali vie del centro.

Il momento che si vede da lontano è il corteo in abiti storici: una Parata Sacra con circa duecento figuranti in abiti storici, durante la quale la statua attraversa le vie della città. La statua, del resto, gira per il territorio già da settimane: con la Peregrinatio voluta da Don Pasquale Muto ha fatto tappa ogni settimana in una parrocchia diversa, e in occasione della Parata lascia la Parrocchia di Cristo Redentore per tornare nella propria sede di Sant'Agrippino.

Poi c'è il teatro, che è il cuore spirituale della manifestazione: la rappresentazione sacra della «Tragedia di Santa Giustina» mette in scena la vita e il martirio della santa con attori, figuranti e cantanti del territorio, e va in scena nella Villa Comunale. Accanto, i concerti «Musica Live» sul sagrato della chiesa e una mostra artistica e fotografica visitabile per tutta la settimana — nella chiesa di Santa Giustina, adiacente alla parrocchia, le foto raccontano il Centenario del 1958, a ricordo dell'arrivo delle reliquie, e testimoniano la partecipazione popolare di allora. Tutto culmina nella Solenne Concelebrazione del 13 luglio.

La festa che era sparita, e che stanno rimettendo in piedi

La Festa ha continuato a essere celebrata fino agli anni Novanta del secolo scorso, per poi scomparire totalmente: negli ultimi vent'anni, oltre alla Messa Solenne e alla processione, è stata rappresentata solo pochissime volte la Tragedia.

Il ritorno è un progetto dichiarato. La Pro Loco ArzaNostra promuove il Progetto «Festa Santa Giustina» per riscoprire e valorizzare il patrimonio storico, civile, religioso e culturale di Arzano, insieme alla Chiesa di Sant'Agrippino e con il patrocinio del Comune; l'obiettivo è rendere la festa un evento annuale stabile, coinvolgendo non solo la comunità religiosa ma tutta la cittadinanza, e trasmettere alle nuove generazioni il culto della santa attraverso attività formative in collaborazione con le scuole della città — da cui è nata anche l'iniziativa «Santa Giustina incontra le scuole».

Come arrivare alla festa

Arrivare ad Arzano per la festa di Santa Giustina chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Casoria-Afragola, a 3,1 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Casoria, e il tragitto è di 1,6 chilometri per 3 minuti di guida.

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