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Santo Stefano a Baiano 2026 - Le Messe 'e notte per il santo patrono

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
26 dicembre 2026
Dove piazza antistante la Chiesa Madre, Valdobbiadene

Ricorrenza a data fissa.

La festa patronale di Santo Stefano si celebra a Baiano, in provincia di Avellino, il 26 dicembre, ma comincia il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, con le «messe 'e notte» celebrate alle prime luci dell'alba fino al mattino di Natale. Il 25 dicembre i «mannesi» tagliano nel Bosco di Arciano un castagno alto e dritto, segnato di rosso con due grandi «S»: il tronco, chiamato Maio, scende in paese su un carretto trainato da due cavalli e viene issato davanti alla chiesa con cinque funi tirate insieme. Il giorno dopo la statua del patrono esce in processione e trova il Maio davanti al sagrato.

Messe alle prime luci dell'alba, dal 13 dicembre

La prima luce dell'alba del 13 dicembre segna l'inizio delle «messe 'e notte», un ciclo di celebrazioni liturgiche che si protrae fino al mattino del 25 dicembre, giorno di Natale.

Sono «messe celebrate alle prime luci dell'alba, secondo un'usanza nata per permettere ai contadini di partecipare prima di andare nei campi», e all'uscita dalla chiesa «gruppi di fedeli percorrono le vie del paese cantando e suonando», con canti locali e strumenti tradizionali.

La vigilia: il Bambinello e le carabine benedette

La sera della Vigilia, dal quartiere dei Vesuni, parte la processione di Gesù Bambino, a cui segue la celebrazione della messa nella Chiesa di Santa Croce, che prevede la benedizione delle carabine e degli utensili da boscaiolo utilizzati l'indomani.

Nei quartieri antichi, la stessa sera, si allestisce il presepe.

L'albero segnato con due esse rosse

Il 25 dicembre viene scelto nel Bosco di Arciano, una vicina località collinare del paese, l'albero più alto e più dritto: il tronco viene prima segnato di rosso con due grandi «S», acronimo di Santo Stefano, poi tagliato e trasportato con un carro nella piazza antistante la Chiesa di Santo Stefano.

La notte di Natale spetta ai «mannesi», le persone più esperte che si avviano nel bosco accompagnati dai giovani, di recidere l'albero segnato con le esse di Santo Stefano. L'albero «viene prima tagliato e scortecciato, mentre sul posto si festeggia con vino e carne arrosto», poi scende a valle su un carretto trainato da due cavalli.

L'albero prescelto è un castagno.

Un corteo dentro una nuvola di fumo

Il corteo dei boscaioli è seguito da «persone in abito folcloristico», da «alcuni ragazzi con dei tamburi e uno stendardo con la scritta "Antico gruppo Avancarica Baianese"» e dalle carabine che esplodono colpi. Il Maio è accompagnato da canti natalizi locali e da un continuo sparare, così intenso che il corso si copre di un mantello di fumo impenetrabile allo sguardo.

La benedizione è accompagnata dall'inno ufficiale della festa, «Oi Stefanì», che i giovani intonano saltellando dietro al carretto.

L'alzata, con cinque funi tirate insieme

Davanti alla chiesa madre di Santo Stefano cinque funi distribuite in cinque angoli diversi vengono tirate contemporaneamente, e il tronco viene assicurato in una cavità del suolo, che lo rende più stabile. È «il momento più delicato del rituale che racchiude in sé impegno, pericolo e costanza».

Una volta issato, vi si arrampica un uomo che, per tradizione, deve appartenere sempre alla stessa famiglia, tramandando questa consuetudine di generazione in generazione. Quando l'albero svetta, «gli applausi della folla festante e il suono delle campane celebrano la riuscita del rito», e si grida «Evviva o Maio e Santu Stefano».

Il focarone, che non brucia il Maio

Nel pomeriggio tutti i giovani si ritrovano in piazza, si dividono in squadre e percorrono le strade del paese per raccogliere fascine ('e sarcinielle) e roba vecchia, e «si fa a gara per elevare un bel mucchio di legna ai piedi del Maio». In piazza «si incontrano e si scontrano le varie squadre».

Poi si accende: il falò «manda altissime fiamme fin sulla cima del Maio che troneggia maestoso ed austero in mezzo a tanta gioia», e le cose vecchie vengono arse «simboleggiando il rinnovamento e la purificazione in vista del nuovo anno». Il fuoco non tocca l'albero, che poi viene venduto e il cui ricavato va in beneficenza per la parrocchia.

Il 26 dicembre, il santo esce e trova il suo albero

I festeggiamenti trovano il loro epilogo il 26 dicembre, con l'uscita dell'effigie di Santo Stefano che viene portata in processione per le vie di Baiano.

Uscendo dalla chiesa, la statua ha dinanzi a sé il Maio, issato in suo onore nel giorno di Natale.

I Battenti scalzi da Cimitile

All'alba i devoti partecipano alla Santa Messa; poi, scalzi, vestiti di bianco e con una lunga fascia rossa a bandoliera stretta intorno alla vita, raggiungono Cimitile, da dove prende il via il pellegrinaggio verso Baiano. Sono circa nove chilometri percorsi con quella caratteristica corsa lenta ma costante che da generazioni identifica i Battenti.

Le origini documentate risalgono al 1938, quando «nel numero di luglio-agosto di quell'anno del periodico Santo Stefano, il parroco don Stefano Boccieri annunciò che si era svolta per la prima volta la Funzione dei Battenti». All'inizio le squadre erano due, «quella dei Visuni e quella di San Giacomo», e ci fu «un periodo in cui i Battenti di Avella diedero una mano ai baianesi affinché il pellegrinaggio non si interrompesse».

Non esiste un portabandiera fisso. Ogni anno il compito viene assegnato attraverso un sorteggio organizzato dall'Associazione Battenti, e chi viene estratto, se impossibilitato, «può affidare la bandiera a un familiare o a una persona di fiducia». Con loro sfilano le rappresentanze della 2ª e 3ª Squadra Battenti Santa Filomena, della Squadra Battenti Sant'Andrea di Sirignano, della Squadra San Pellegrino di Mugnano, della 1ª Squadra Battenti San Pellegrino di Avella e della Squadra Battenti San Giovanni Battista di Quadrelle.

Le altre due date del patrono

Per tradizione la festa patronale di Santo Stefano Protomartire si tiene ogni anno il 26 dicembre, il 26 febbraio e il 2, 3 e 4 agosto.

Il 26 febbraio è un voto: alle prime ore dell'alba tre spari di fuochi d'artificio ricordano il santo «che nel lontano 1902/1903 a causa del vaiolo, fu portato in processione per le strade del paese affinché mettesse fine all'epidemia che vide morire diversi baianesi». Un episodio simile è raccontato per un'altra epidemia: «nel 1854 a Baiano imperversava l'epidemia» di colera, e il sacerdote di quel tempo «con in spalla Santo Stefano, girò per le strade principali del paese per fermare l'epidemia».

Agosto è invece la data delle reliquie: il 3 agosto si ricorda il rinvenimento delle reliquie di Santo Stefano, che secondo una tradizione leggendaria avvenne «nel 415», quando «un sacerdote di nome Luciano, proveniente da un villaggio vicino Gerusalemme, sognò Gamaliele, maestro di Paolo che gli indicò dove era sepolto il primo diacono». La festa d'agosto ha triduo di preparazione, culto dei battenti, processione solenne, luminarie artistiche, concerti bandistici, spettacoli in Piazza Santo Stefano e fuochi finali.

Una chiesa, un prodigio e una pergamena del 1129

Un chiaro e inequivocabile riferimento al culto del Protomartire si rileva già in uno dei primi documenti riguardanti Baiano, vale a dire in una pergamena dell'Archivio di Montevergine del 1129 nella quale è citata, tra l'altro, una «curte Sancti Stephani», cioè una casa rurale con vasti terreni adiacenti coltivati, indicata con il nome del Santo. Una seconda pergamena dello stesso archivio, «di circa cinquanta anni successiva alla prima», cita un appezzamento intitolato al santo, probabilmente per una pia donazione.

Il Santuario fu eretto nel 1586 e restaurato nel 1920, e fu un evento prodigioso, nel 1750, a esortare i fedeli ad ampliarlo, innalzandolo e consacrandolo al culto di Santo Stefano, patrono di Baiano. Dello stesso 1750 è la statua lignea del patrono; sul soffitto c'è «il dipinto ottocentesco raffigurante la Lapidazione di Santo Stefano», e dietro l'altare la statua indossa «il suo mantello rosso, simbolo del suo martirio».

Dietro la macchina organizzativa ci sono l'Associazione Festa Santo Stefano Aps, il Comitato del Maio, la parrocchia e il Comune di Baiano, che ogni anno cura autorizzazioni, percorsi e misure di sicurezza per il trasporto e l'innalzamento del tronco.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Baiano per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Nola, a 10 chilometri da Baiano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Baiano ha davanti un percorso di un chilometro che in 2 minuti porta a destinazione.

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