Santo Stefano a Melito 2026 - La statua sul trattore e l'asta dei doni
Fonte: it.readkong.com, letta il 19/09/2026.
La festa di Santo Stefano si celebra la seconda domenica di ottobre a Melito di Napoli, in provincia di Napoli, per il santo patrono della città. La statua del Santo viene posta su un trattore ricoperto di broccato bianco e portata in processione per tutte le strade del paese, seguita dalla banda e da un camioncino in cui si depositano le offerte della popolazione; i doni raccolti vengono poi messi all'asta nella piazza antistante la Chiesa Madre. Attorno alla processione si distende una settimana di appuntamenti, fra luminarie, bancarelle, bande musicali e cerimonie religiose.
Un trattore coperto di broccato bianco
La statua, restaurata nel 2002 a opera di una benefattrice che ha preferito conservare l'anonimato, viene posta su un trattore ricoperto di broccato bianco e portata in processione per tutte le strade del paese.
Seguono la banda e un camioncino in cui vengono depositate tutte le offerte che il Santo riceve dalla popolazione: dalle piante ai maialini, dai prosciutti ai più svariati beni di consumo.
Luminarie, bancarelle e bande musicali si mescolano alle processioni e alle cerimonie religiose.
I doni si vendono in piazza
I doni raccolti vengono poi messi all'asta, nella piazza antistante la Chiesa Madre, per essere venduti ai migliori offerenti.
La struttura dei festeggiamenti va dalla processione e dalla distribuzione del pane benedetto il giovedì sera alla vendita all'asta della domenica sera, passando per la processione per le strade della città tra sabato e domenica.
La seconda domenica di ottobre
Il santo Patrono viene onorato, a Melito, la seconda domenica di ottobre.
In un'edizione, nella giornata centrale, la statua del Santo Patrono è uscita dalla chiesa di piazza Santo Stefano per attraversare le strade principali della città, con un percorso spezzato in due, al mattino fino al cimitero cittadino per una sosta di preghiera e raccoglimento in memoria dei defunti, e nel pomeriggio verso la piazza principale, dove è tornata per l'atto conclusivo della celebrazione. Un altro anno i festeggiamenti sono cominciati il giovedì, con la statua portata in processione per le strade principali prima degli appuntamenti del sabato e della domenica.
Attorno alla processione si distende una settimana di appuntamenti: il cammino religioso comincia già a settembre con l'annuncio solenne della festa, e il programma di un'edizione ha compreso il pellegrinaggio giubilare a Roma con l'udienza papale, l'accoglienza del Patrono in città, la presentazione del restauro della storica statua e, alla vigilia della processione, la Messa con l'atto di affidamento della città a Santo Stefano. La chiusura è arrivata il lunedì, con la celebrazione solenne presieduta dal Vescovo ausiliare e la liturgia di benedizione in piazza Santo Stefano.
Chi la tiene in piedi, e con quali soldi
Diverse difficoltà hanno frenato i preparativi da parte dell'associazione di piazza della Libertà che, in riunione, ha deciso di rinunciare all'organizzazione, profilando l'interruzione, a malincuore, di una tradizione secolare dopo decenni di sacrifici dell'associazione Santo Stefano. L'associazione Madonna dell'Arco di via Roma ha deciso di prendere in mano — per questa edizione — le redini della festa patronale della seconda domenica di ottobre.
Non ci sono contributi dell'amministrazione comunale e il comitato si basa sulle offerte ricevute da commercianti e cittadini, un bilancio ridotto che permette comunque di portare avanti «una delle ultime manifestazioni identitarie melitesi». «Non mancheranno i favorevoli e i contrari, i contestatori e i sostenitori, ma anche questo — ormai — è entrato a far parte del "rito" dei festeggiamenti».
Un mezzobusto del 1675
Nel cappellone dedicato al Santo, alla destra dell'altare, si trova la teca con il mezzobusto del diacono Stefano: la scultura, che ricalca le fattezze dell'immagine sull'intonaco, risale al 1675, al tempo in cui era parroco il Reverendo Ambrogio Salzano. È opera di Angelo Picani, scultore anche della statua di San Giuseppe che si trova nella chiesa di Sant'Agostino alla Zecca in Napoli.
Nello stesso cappellone, in alto a sinistra, si può ammirare un bassorilievo in marmo bianco che rappresenta il martirio; e c'è anche un antico affresco di Santo Stefano staccato dalle pareti della chiesetta precedente e ricollocato in una nicchia a sinistra dell'ingresso.
L'affresco mostra il Santo seduto vestito con la dalmatica, ossia la veste liturgica dei diaconi, la testa incorniciata da un'infuocata aureola che fa risaltare il volto giovanile dai lineamenti delicati, la mano sinistra poggiata su un libro chiuso mentre l'altra si allarga verso l'esterno.
Una chiesa nominata nel 987
Secondo documenti d'archivio, già nel 987 esisteva in questo territorio un edificio di culto dedicato a Santo Stefano protomartire, come attestato da una pergamena dell'epoca che cita: «iuxta ecclesiam S. Stephani prothomartyris de arcu hereticorum».
Una delle ultime edizioni della festa ha celebrato un anniversario della chiesa madre: la ricorrenza assume un valore ancora più speciale grazie al Giubileo parrocchiale e al duecentocinquantesimo anniversario della costruzione della chiesa madre di Santa Maria delle Grazie.
Il diacono che distribuiva le elemosine
A tramandare il culto del Santo è San Luca che, oltre a essere autore del terzo Vangelo, scrisse anche Gli Atti degli Apostoli in cui dedica ben due dei ventotto capitoli del libro a Stefano e agli altri sei diaconi della prima comunità cristiana che furono: Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola.
Il giovane si distinse per le sue opere buone, ebbe l'incarico di distribuire le elemosine alle vedove e si dimostrò un buon amministratore, ma il suo corretto comportamento suscitò molte invidie.
Il culto per il primo martire della cristianità «è molto sentito dall'originaria comunità locale, profondamente legata alle sue tradizioni contadine, e nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie si conservano tracce tangibili della fede dei melitesi per il loro Patrono.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Melito di Napoli richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Sant'Antimo-Sant'Arpino, a 4,4 chilometri da Melito, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Sant'Antimo - Casandrino ha davanti un percorso di 2,0 chilometri che in 2 minuti porta a destinazione.
Feste vicine, in altri paesi
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- Sant'Agrippino di Napoli ad Arzano — novembre
- Festa dell'Assunta ad Ercolano — agosto
- Santo Stefano a Qualiano — agosto