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Vampe di San Giuseppe a Palermo 2027 - Lo spazio del furto e la catasta accesa quannu scura

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
18 marzo 2026
Dove Brancaccio (Palermo) – Sicilia, Palermo

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: icpi.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

Le Vampe di San Giuseppe si accendono a Palermo la sera del 18 marzo, vigilia della festa del santo, e in certi casi la sera del 19. Sono grandi falò di legna raccolta per settimane, soprattutto dai bambini del rione. All'interno delle grandi aree scelte per preparare la vampa si distinguono tre spazi: lo spazio di raccolta della legna, il luogo di accensione della vampa e lo spazio esterno — lo spazio del furto, dove si compiono le scorrerie per rubare la legna di altri gruppi.

Tre spazi, e uno serve per rubare

Dove si prepara una vampa, il terreno non è indistinto: è diviso, e ogni parte ha un nome. All'interno di grandi aree scelte per preparare la vampa, possiamo individuare tre spazi specifici: lo spazio di raccolta della legna (soprattutto operata dai bambini), il luogo di accensione della vampa e lo spazio esterno (spazio del furto dove si compiono le scorrerie per rubare la legna di altri gruppi).

Il primo non è un magazzino qualsiasi: ogni spazio di raccolta segna i limiti di una micro unità territoriale precisa, e il luogo dell'accensione si trova sempre dentro quei limiti. Il terzo è il campo aperto in cui la legna cambia proprietario.

Chi raccoglie, chi costruisce, chi dona

I protagonisti sono i bambini dell'unità rionale di appartenenza, ma non sono soli: ci sono anche gli adulti, e in particolare gli uomini nelle fasi più impegnative dell'iter rituale (costruzione della catasta, accensione del fuoco…) e le donne come donatrici di oggetti domestici in disuso da destinare alla combustione.

I gruppi non si formano a caso: esistono tre regole nella formazione dei gruppi dei bambini che raccolgono la legna: generazionale, sessuale e territoriale. E raccogliere non è solo un gioco: dare e recare legna per i falò significava assolvere a una promessa (voto) fatta al Santo.

'Mpustari i ligna

Quando tutta la legna è arrivata sul posto comincia la parte che decide la riuscita. Si inizia a 'mpustari i ligna, cioè sistemare la legna dopo che tutti i materiali raccolti sono stati trasportati sul posto, e devono essere selezionati i pezzi più pesanti e voluminosi per ottenere una struttura quanto più resistente.

Il giudizio del quartiere non guarda solo in alto: di una vampa è valorizzata non solo l'altezza ma anche la durata e la sua solidità nel sopportare il peso della legna anche dopo lo spegnimento delle fiamme. La forma della catasta è perlopiù conica perché deve essere quanto più alta possibile, e la sua cima esibisce spesso qualche oggetto curioso.

Quannu scura

L'ora non si discute: l'accensione deve avvenire quannu scura, e può essere la sera del 18 marzo o quella del 19. È un momento considerato pericoloso: a occuparsene sono perciò i ragazzi più grandi.

C'è anche una regola tecnica, e ha un motivo molto pratico: non devono essere utilizzati materiali che possano interrompere la combustione (l'arrivo dei vigili del fuoco sarebbe disastroso). Poi la sera del 18 marzo i fuochi lampeggiano ovunque nei quartieri popolari: la luce e il calore emanati dalle fiamme sono al centro dei primi apprezzamenti, che si mischiano agli schiamazzi dei bambini.

Il pane dell'anno prima

Attorno alla vampa si raccolgono le persone più povere del quartiere, e restano diffuse le invocazioni al Santo dette però con imbarazzo.

Sopravvive anche un gesto che si vede sempre meno: in rarissimi casi si butta ancora tra le fiamme il pane ricevuto in dono l'anno precedente da chi aveva fatto il voto a San Giuseppe. Intorno si mangia, perché è diffusa la consuetudine del consumo del cibo intorno alla vampa, spesso preparato ritualmente. E la serata ha una fine precisa: il giorno 18 marzo si conclude quando le fiamme della vampa smettono di ardere e i cittadini fanno rientro nelle proprie abitazioni.

Il fuoco bandito nel 1379

Datare questa usanza è impossibile: l'uso di accendere il fuoco per propiziare il volere dei santi è un fenomeno che risale alla preistoria. Quello che si può datare è la presenza a Palermo: le vampe nel centro storico sono attestate con certezza a partire dall'Ottocento, come riferisce Giuseppe Pitrè.

In mezzo ci sono un divieto e una contromossa: nel 1379 i fuochi vennero banditi perché ritenuti di origine pagana, ma la Chiesa si oppose a queste decisioni collocando la data della vampa al 18 marzo, vigilia di San Giuseppe, e riconsegnandola al calendario espressamente come rito cristiano. Del resto in epoca romana il primo mese dell'anno era marzo, quando il sole appare ancora spento, e si accendevano i fuochi per dargli forza e calore.

Perché proprio adesso

La data non è casuale: San Giuseppe è l'ultima festa invernale e la prima primaverile, quindi la vampa è una cerimonia di passaggio. È l'ultimo fuoco notturno, rischiara le cerimonie notturne e riscalda i presenti.

Il senso è tutto lì: il fuoco che brucia simboleggia il passaggio dall'inverno alla primavera, dalla morte alla vita, e la funzione del fuoco è quindi quella di distruggere i mali e le colpe accumulate nel periodo precedente per poter rifondare un nuovo tempo. I falò assumono anche carattere lustratorio e apotropaico, quando servono ad allontanare gli spiriti maligni e le avversità stagionali: i falò su cui ardono le offerte devozionali di legna manifestano l'arcaica valenza della catasta come ara, sulla quale consumare per combustione l'offerta.

Oltre a Palermo, le vampe sono state molto diffuse anche in alcuni paesi della provincia, come Gratteri, Grisì e Misilmeri.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Palermo per la festa non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Palermo Centrale a un passo dal centro, 1,3 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Altofonte, e da lì restano 8,9 chilometri e 10 minuti.

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