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A Chiena a Campagna 2027 - Le strade riempite d'acqua e il fiume deviato nel canale

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 19 luglio al 23 agosto 2026
Dove centro storico di Campagna, Campagna

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: prolococampagna.it, letta il 20/09/2026.

Nel dialetto locale chiena vuol dire piena. A Campagna, in provincia di Salerno, la piena non arriva per caso: la si va a prendere. D'estate una parte del fiume Tenza viene deviata dentro il paese, e il centro storico si riempie d'acqua fino a mezzo metro. Ci si cammina dentro, ci si prende a secchiate, e alla fine l'acqua torna al fiume.

Il fiume che entra in paese

La deviazione è parziale e passa per un canale artificiale. L'acqua del Tenza, affluente del Sele, viene captata a monte in località Chiatrone e immessa in Piazza Melchiorre Guerriero; da lì scorre lungo il Corso Umberto I e per le vie adiacenti del centro storico, fra i basoli, i vicoli e le piazze. Il canale entra in paese attraverso un antico condotto in pietra. Il borgo resta allagato per circa 250 metri, sotto almeno mezzo metro d'acqua.

Non finisce sull'asfalto. Alla fine del percorso un apposito tombino reintroduce l'acqua nel letto naturale del fiume, che riprende a scorrere verso valle: il canale reindirizza un flusso che c'è già, e la deviazione avviene in modo controllato, senza sprechi.

Peste, bestie da soma e selciato

L'usanza nasce da un problema pratico. Per il centro storico passavano le bestie da soma — muli e asini in gran parte, a volte cavalli — e d'estate il Corso Umberto e le strade adiacenti avevano bisogno di essere puliti e lavati. Sulla pavimentazione si depositavano polvere, spazzatura ed escrementi, che potevano rendere insalubre l'aria della città e favorire il diffondersi delle malattie. Far correre il fiume nelle strade le lavava, e insieme rinfrescava l'aria e irrigava gli orti dentro l'abitato.

Quanto indietro vada, non si sa con precisione. La pratica di portare il Tenza nella via principale risale almeno al XVII secolo, e la tradizione ne lega l'origine alla peste di Napoli del 1656, che ebbe il suo momento più tragico proprio in estate: dopo un'epidemia si deviava il fiume per detergere, purificare, rinnovare. Campagna era già città dal 1518 per volontà di Leone X e sede vescovile dal 1525.

La data certa è un'altra, e riguarda le pietre. Nel 1889 la pavimentazione del Corso Umberto I fu rifatta apposta perché l'acqua defluisse nei canali di scolo laterali senza allagare le abitazioni, e l'antico canale artificiale venne restaurato. Sono di quell'anno le prime menzioni documentate della Chiena. Da allora ogni anno i sindaci emanavano un'ordinanza per avvisare dell'allagamento, e un banditore girava tutti i quartieri della città invitando la gente a non uscire di casa per non bagnarsi.

Gli anni del disuso e il terremoto

La Chiena si è praticata fino agli inizi degli anni Settanta. Poi si è fermata. Dopo il boom economico degli anni Sessanta la cultura contadina è andata scomparendo, Campagna è diventata terra di emigrazione verso il nord Italia, e i mulattieri se ne sono andati insieme alle loro bestie: senza il passaggio degli animali, il lavaggio del corso non serviva più a niente.

Rimase in disuso per circa un decennio. A riportarla in vita fu il terremoto dell'Irpinia del 1980: fra tanti caduti per traumi fisici e altrettanti sul piano psicologico, alcuni vollero far rinascere la Chiena per sensibilità culturale e sociale, e fra il 1982 e il 1985 la tradizione fu recuperata e trasformata in opera d'arte e spettacolo. A volerla fu Angelo Riviello, artista locale, che dal 1975/76 lavorava sulla Memoria: suo è il film in Super 8 Il Sciumare, girato sui bagni nel fiume Atri; riversato in VHS, dal 1996 è nella collezione d'arte contemporanea della Galleria d'Arte Moderna di Torino.

L'idea la condivise l'amico d'infanzia e compagno di strada Gelsomino D'Ambrosio, grafico e scenografo con studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli; insieme trasformarono l'allagamento in una kermesse artistico-culturale costruita attorno al tema dell'acqua, alla storia e alla natura del luogo. Al servizio d'ordine si aggiunse Angelo Gibboni, e arrivarono artisti da ogni parte d'Italia, ciascuno col proprio linguaggio espressivo. Dal 1985 il progetto si è fatto sempre più definito: da nettezza urbana a opera d'arte in progress.

Il punto attorno a cui gira tutto è la Fontana della Chiena, intesa come scenografia permanente: da lì sgorga l'acqua del fiume, e lì, nei giorni dell'allagamento, si tengono rappresentazioni artistiche, azioni e blitz, spettacoli teatrali e musicali, attività ludiche. Dal 1994 l'esperienza è curata dalla Pro Loco.

La passeggiata e la secchiata

I formati principali sono due, e sono l'opposto l'uno dell'altro. La domenica mattina è il tempo della Passeggiata: si cammina lentamente, a piedi nudi, con l'acqua alle caviglie, lungo il corso principale e fra i vicoli allagati. La domenica pomeriggio è il tempo della Secchiata, che è una battaglia: per le strade ci si lancia secchiate d'acqua a vicenda, adulti, bambini e anziani insieme.

Le due cose non si mescolano, e il regolamento lo dice. I secchi si usano solo nei momenti in cui è prevista la Secchiata, mai durante la passeggiata. Si possono portare da casa, ma devono essere di plastica, senza manici di ferro, non taglienti e non rigidi, con una capienza massima di 7 litri; nei giorni della Secchiata è ammessa anche la vaschetta.

Intorno all'acqua si muove il resto: eventi culturali, spettacoli, musica, visite guidate. I balconi si riempiono di bandiere, le botteghe si aprono, la gente corre fra le onde del corso.

La notte del 16 agosto

Il momento più insolito è notturno. Il 16 e il 17 agosto, a notte fonda, la città viene allagata, e nello scenario illuminato si svolgono spettacoli spontanei, musicali, teatrali e di danza: è la Chiena di Mezzanotte. Si balla dentro l'acqua, con musica etnica e folkloristica, mentre le strade del centro storico sono sommerse.

C'è poi la Guerra dei Colori, che sposta la sfida sulle sponde del fiume: squadre rivali si fronteggiano con tinozze e spugne piene d'acqua colorata, e ci si imbratta a vicenda. Le manifestazioni artistiche legate al tema dell'acqua, alcune delle quali si svolgono dentro l'acqua stessa, accompagnano tutto il mese di agosto.

Un'acqua che torna nel letto

La Chiena è rimasta quello che era — un fiume fatto passare per le strade — e insieme è diventata un'altra cosa. Quella che era una pratica necessaria nei mesi più caldi è oggi un rito collettivo che richiama migliaia di persone, e che gli abitanti aspettano per tutto l'anno; va avanti dal 1982.

Il gesto, però, resta sobrio. L'acqua non viene sprecata: entra dal condotto, attraversa il paese, e dal tombino torna nel letto del Tenza, da cui era stata deviata. Camminare a piedi nudi sul selciato bagnato del Corso Umberto I, in una città allagata di proposito, è il modo che Campagna ha scelto per lavarsi addosso l'estate.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Campagna richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Campagna-Serre-Persano, a 8,9 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Campagna, e il tragitto è di 7,0 chilometri per 9 minuti di guida.

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