Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Benedisiù del Toc a Berzo Demo 2027 - Il pane di segale benedetto e dato ai forestieri

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
26 settembre 2026
Dove Church of Sant'Eusebio and village streets, Berzo Demo (BS), Valle Camonica, Berzo Demo

Fonte: comune.berzo-demo.bs.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

La Benedisiù del Toc si tiene il 15 agosto a Berzo Demo, in provincia di Brescia, insieme alla festa del patrono Sant'Eusebio; il paese è adagiato sulle pendici meridionali del Pian della Regina ed è formato da tre abitati, Demo a valle, Berzo al centro e Monte in cima. Ogni famiglia porta un pezzo di pane di segale, che viene raccolto sul sagrato della chiesa, benedetto dalla statua della Madonna e distribuito ai forestieri; poi la statua va in processione per il paese, e la gente espone le lenzuola bianche alle finestre. Il rito rinnova un voto fatto a Maria per aver protetto la comunità da una serie di massi staccatisi dal Poggio della Croce.

Un pezzo di pane per famiglia, e chi lo mangia non è del paese

A Berzo si effettuava la Benedisù del Toc (benedizione del pezzo): ogni famiglia portava un pezzo di pane di segale che veniva raccolto sul sagrato della chiesa e distribuito ai forestieri.

Esso era prima benedetto dalla statua della Madonna che veniva poi portata in processione per il paese; durante il passaggio la gente esponeva le lenzuola bianche alle finestre.

La raccolta del pane di segale sul sagrato, la celebrazione eucaristica, la benedizione e la distribuzione del Toc, insieme alla processione per il paese, rinnovano ogni anno il voto mariano che lega da generazioni gli abitanti alla Madonna e alla cultura contadina della segale.

Il voto nasce da una frana

Si tramanda che il pane della Madonna fosse nato a seguito di un voto fatto dalla comunità a Maria per averla protetta da una serie di massi staccatisi dal Poggio della Croce.

Il Percorso della Memoria inizia dal fondovalle lungo la Strada Statale 42 e raggiunge il panoramico Dos de l'Ora-Poggio della Croce incrociando tracce di un fortino, ricoveri nella roccia, camminamenti e postazioni d'artiglieria della Prima guerra mondiale. Il comune di Berzo Demo si trova adagiato sulle pendici meridionali del Pian della Regina ed è formato da tre abitati — quello più a valle è Demo, al centro sta Berzo e in cima Monte.

Nel paese c'è anche la chiesetta dei Morti dedicata a san Valentino, che fino a pochi anni fa era coperta letteralmente di ex voto, specialmente di quelli anatomici — gambe, piedi, mani di legno fabbricati da un qualche falegname del luogo, senza alcuna arte, ma significanti una vivissima devozione — e che oggi ne è spoglia.

Il 15 agosto, insieme al patrono

Il 15 agosto Berzo Demo rinnova la Benedisiù del Toc, con la messa nella chiesa di Sant'Eusebio, la processione e la benedizione del pane di segale offerto dalle famiglie come voto alla Madonna, in una tradizione profondamente sentita dalla comunità camuna.

La primitiva cappella di Berzo è attestata a partire dal Trecento ed era all'origine filiale della pieve di San Siro di Cemmo; nel 1580, durante la sua visita pastorale, l'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo ordinò che la cappella venisse ricostruita, e così nel XVII secolo la chiesa fu interessata da un intervento di rifacimento grazie all'interessamento del vescovo di Brescia Marino Zorzi. L'edificio venne poi restaurato nel Settecento.

Dentro e fuori restano i pezzi di quella storia: la facciata a capanna, rivolta a ponente e suddivisa in due ordini da una cornice marcapiano, ha al centro il portale d'ingresso in pietra di Sarnico costruito nel 1691; all'interno, nel presbiterio, sono conservate numerose opere di pregio, tra cui due portaletti di scuola fantoniana, la statua con soggetto Sant'Eusebio, l'altare maggiore costruito da Pietro Ramus e un'ancona realizzata da Giovanni Battista Zotti. La cappella quattrocentesca rimodernata nel Seicento contiene interessanti intagli della famiglia Ramus, in particolare la bella ancona dell'altare maggiore, e vista la presenza dei Ramus si può pensare anche ad attribuzioni alla scuola del Fantoni con preziose statue lignee.

Il calendario dei riti, dal Badalisc alle anime che tornano

La Benedisiù del Toc è una tappa di un calendario di riti che copre tutto l'anno. Si comincia a gennaio: un tempo anche a Berzo, come ancora oggi ad Andrista, si festeggiava l'arrivo del Badalisc.

Il 23 giugno, vigilia di San Giovanni Battista, venivano accesi falò ai piedi di una gran croce; il 29 giugno, vigilia dei santi Pietro e Paolo, si metteva un albume in una bottiglia e si lasciava all'aperto fino al mattino successivo, quando l'albume aveva assunto le fattezze di una barca — la Barca di San Pietro; il 9 agosto, vigilia di San Lorenzo, venivano accesi falò in montagna dai pastori.

Nella notte di Ognissanti a Berzo Demo si lasciavano aperte le imposte delle finestre e si collocava un lume sulla tavola; quindi si attendeva nelle case l'arrivo dei morti, vegliando alla fiamma del camino, e a disposizione delle anime erranti venivano predisposti dei secchi d'acqua affinché potessero rinfrescarsi. A dicembre, invece, a Monte si tiene la manifestazione Ëre da Nadal dal Mut, una serie di mercatini di Natale ispirati alla tradizione camuna.

Del mondo contadino restano due tracce. La prima è nello stemma del comune, dove compare una pianta di grano saraceno, «coltura tipica di questo paese di montagna», accanto a tre cilindri che raffigurano gli elettrodi di grafite prodotti a Forno Allione. La seconda sono gli scütüm, che nei dialetti camuni sono i soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità: fra quelli famigliari di Demo ci sono Cominassi - Pustì (postini), Bernardi - Frér (fabbri), Bernardi - Sindéc (sindaci), Bernardi - Mischerpì (mascherpa), Moreschi - Sùster, Bosio - Scudèla (scodella) e Martinelli - Braghì.

L'altro voto del paese: la Madonna Grande

A Berzo Demo esiste una seconda festa nata da una promessa, e si celebra a Demo, nella parrocchia di San Lorenzo. Tradizione vuole che questa festa risalga al 1880, quando la comunità fece voto alla Madonna perché la scampasse da un'alluvione; la ricorrenza è quinquennale, dura cinque giorni e la cerimonia è simile alla Funsciù di Gianico.

Il paese viene addobbato con dase (dialetto camuno: rami d'abete) e fiori di carta, e ogni famiglia o contrada costruisce una «grotta» che ricorda la figura della Madonna: una sessantina di grotte allestite dalle famiglie e dalla banda, ognuna interpretata secondo la creatività di chi la costruisce, in segno di devozione alla Vergine protettrice del paese dalle alluvioni. Le strade e le piazze sono adornate dalle dase d'abete, da migliaia di fiori di carta confezionati dalla gente del paese e da un'infinità di lumini.

Il manto che la Madonna indossa durante le processioni viene steso all'esterno della parrocchiale di San Lorenzo, sospeso in aria e ricoperto da fiori ricamati all'uncinetto, uno per ogni abitante di Demo.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Berzo Demo per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Cedegolo, a 4,6 chilometri da Berzo Demo, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Sellero - Cedegolo si trova un percorso di 8,2 chilometri che in 11 minuti porta a destinazione.

Eventi nei dintorni

A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.

Da leggere