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Federicus ad Altamura 2027 - Rievocazione storica con oltre mille figuranti e carri trionfali
Fonte: federicus.com, letta il 20/09/2026.
Federicus è la festa medievale che ogni anno anima per quattro giornate il centro storico di Altamura, in provincia di Bari, in Puglia, e rende omaggio a Federico II di Svevia, fondatore della città. Il corteo storico è una narrazione a ritroso della vita dell'imperatore, attraverso quadri delle tappe della sua esistenza: dalla morte alla nascita, passando per le sue imprese, i suoi interessi, gli amori, i suoi regni. Accanto al corteo si corre il Palio di San Marco, che rievoca l'antica Fiera di San Marco e mette a confronto i quattro quarti in cui è diviso idealmente il centro storico. La manifestazione nasce nel 2012 ed è organizzata dall'associazione Fortis Murgia.
La leggenda, e quello che accadde davvero
Altamura deve a Federico II la sua fondazione, avvenuta nel 1200, e la Cattedrale ha due spiegazioni.
La prima è la leggenda: Federico II, di passaggio dalla città e diretto verso Bari per salpare verso la Terra Santa, avrebbe lasciato qui dei soldati malati di malaria, che furono guariti grazie all'aria salubre del posto; e per celebrare la miracolosa guarigione l'imperatore fece realizzare la Cattedrale, sede del potere laico ed ecclesiastico della città medievale.
La seconda la smentisce: «In realtà, l'Imperatore volle far innalzare una chiesa per ottenere la benevolenza del Papa Gregorio IX, che lo aveva precedentemente scomunicato, in una città dalla posizione strategica verso Bari e all'interno dell'amata Puglia.»
Un carro con l'allegoria della morte
Il 13 dicembre 1250 moriva Federico II di Svevia, e nel corteo il feretro è preceduto dal carro con l'allegoria della morte, che ricorda al Re, per primo, e a tutti noi, che tutti, dal più potente al più umile, dobbiamo lasciare ricchezze e possessi, spogliarci dell'ingombro del corpo come degli averi. Dietro si snoda il corteo funebre fra preghiere e canti gregoriani: le Dame di Corte e le figlie dell'Imperatore sfilano con i veli neri, recando in mano i gigli, simbolo del potere monarchico ma anche della purezza.
Al momento del trapasso, a Castel Fiorentino, accanto al padre c'erano l'amato figlio diciottenne Manfredi e i fidati amici: l'Arcivescovo di Palermo Berardo di Castagna, il gran giustiziere della Magna Curia Riccardo di Montenero, Pietro Ruffo responsabile delle scuderie imperiali, Riccardo Conte di Caserta e genero dell'Imperatore, e il medico Giovanni da Procida.
Su un grande carro che sostiene la prua di una nave, in tenuta militare, con elmo, corazza e spada, circondato da soldati crociati, Federico salpa alla volta di Gerusalemme per la sesta crociata della storia; accanto sfilano i pellegrini, con il caratteristico cappello con la conchiglia — simbolo del battesimo — e il bordone, il bastone cui legavano le reliquie del viaggio.
Il rosone sul manto, e i falchi
Un carro è dedicato alla città stessa: l'allegoria di Altamura e della sua Cattedrale è una fanciulla con il manto raffigurante l'antico rosone, e intorno l'operoso popolo altamurano con il suo grano e il suo pane, la gente umile e i suoi primi notabili.
Un altro quadro mostra il Papa circondato dal conclave dei Cardinali che si appresta a incoronare Federico Imperatore del Sacro Romano Impero. E uno è dedicato a ciò che l'imperatore ha lasciato scritto: «Re di molti popoli, sovrano dai molteplici interessi, poeta e scrittore, ha lasciato alla posterità i segni della sua forza e della sua cultura: le Costituzioni melfitane e il trattato "De arte venandi cum avibus"», sulla falconeria — rappresentata in allegoria sul carro piccolo che precede l'Imperatore, con ai piedi i cacciatori e gli uccellatori delle sue riserve di caccia.
I regni sono quattro, e sfilano come quattro corone: scortate dal passo solenne dei fidati Soldati Teutonici giungono le fanciulle che rappresentano le quattro corone dei quattro regni, con il titolo imperiale letto per esteso — Re di Alemagna e Lombardia, Toscana e Italia, Longobardia e Calabria, di Sicilia e del Regno Siro di Gerusalemme.
Poi arriva il giovane Federico: a cavallo i soldati saraceni precedono il suo carro trionfale, del ragazzo «sin dall'infanzia designato a regnare col compito di essere la delizia del genere umano, cui terra mare e cielo devono onore». E arriva l'amore: fra tutte le donne amate dall'imperatore, «colei che ha più colpito l'immaginario è la bella Bianca Lancia, che intrecciò la sua vita a quella di Federico con un amore senza eguali», e il suo carro segue quello del Re con un corteggio di dame e nobili cavalieri.
Una tenda in piazza, a Jesi
L'ultimo quadro è il primo giorno. Costanza d'Altavilla «era considerata troppo avanti negli anni e si credeva non potesse generare, eppure rimase incinta». Mentre viaggiava per raggiungere il marito, il 25 dicembre del 1194 — lo stesso giorno in cui Enrico veniva incoronato Re di Sicilia — si rese conto che era prossima la nascita del figlio, e decise di fermarsi nella cittadina filoimperiale di Jesi.
Il 26 dicembre fu colta dalle doglie: nella piazza centrale della cittadina marchigiana fu allestita una tenda, perché i cronisti raccontano che Costanza, per fugare i dubbi sulla sua gravidanza, volle partorire al cospetto di tutte le donne maritate del paese. Sul carro è rappresentata così, sotto la tenda, col bambino tra le braccia; e i protagonisti di quel quadro sono i bambini, con madri e balie che ringraziano per il dono della vita.
Quattro quarti, quattro etnie
L'altro appuntamento forte è il Palio di San Marco, che rievoca l'antica Fiera di San Marco, nata nel XIII secolo, oggi riproposta come competizione medievale fra i rioni.
Il centro storico è diviso idealmente nei quarti Ebraico, Latino, Greco e Saraceno, che sono le quattro etnie importanti nella vita dell'imperatore svevo. I loro rappresentanti si sfidano in giochi antichi, dopo la presentazione delle squadre e il giuramento dei capitani. In alcune edizioni il Palio apre la manifestazione, in altre la chiude.
C'è poi il Corteo dei Fanciulli, in cui gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado sfilano in costume dando vita ai «Fanciulli dell'imperatore» — e in qualche edizione i due cortei, quello dei bambini e quello imperiale, si uniscono in uno solo.
Il pane, e i mestieri d'altri tempi
Federicus nasce nel 2012 grazie all'associazione culturale APS Fortis Murgia, con l'obiettivo di valorizzare l'identità storica e culturale di Altamura. È concepita come «un grande spettacolo urbano che intreccia cortei in costume, spettacoli di falconeria, giochi medievali e momenti di approfondimento storico», e trasforma la città in «un museo a cielo aperto dove rivivono le atmosfere cortigiane, i mercati medievali e i mestieri d'altri tempi».
Nei claustri e nelle piazze del centro antico ci sono giullari, musici, buffoni, saltimbanchi e istrioni, sbandieratori e tamburini, accampamenti militari, spettacoli su trampoli e la ricostruzione di un cantiere edile; artigiani e mercanti animano le «botteghe» del vivace mercatino medievale diffuso in tutto il centro storico, fra bancarelle in legno, bandiere e drappi. Gli spettacoli del mattino e della sera si tengono in piazza Matteotti. In un'edizione i tamburini, gli sbandieratori e gli artisti di strada sono stati quattrocento.
Osterie e ristoranti propongono menù medievali e piatti tipici, dalle orecchiette ai sughi di carne, ai formaggi della Murgia fino ai dolci tradizionali, il tutto accompagnato dal celebre Pane di Altamura DOP.
Ogni edizione ha un tema, e tre di fila ne hanno formato una trilogia: ispirata a un verso del XIV canto del Purgatorio di Dante, in cui il poeta rimpiange «le donne e' cavalier, li affanni e li agi» di un mondo ormai sulla via del tramonto, con le tre edizioni dedicate rispettivamente a quel verso, a «li Affanni» e a «li Agi». Altri temi documentati sono «La terra, il mare e la volta del cielo…» e «Ad Orientem: sulla via del Sole Nascente», quest'ultimo ispirato ai 700 anni della morte di Marco Polo e inserito nel programma ufficiale del settimo centenario.
Il corteo storico è l'evento più importante della manifestazione, con centinaia di figuranti in costume: in un'edizione sono stati oltre mille.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa ad Altamura è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Altamura a un passo dal centro, 1,8 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Gravina in Puglia, e da lì restano 4,8 chilometri e 5 minuti.
Eventi nei dintorni
Altre feste della provincia di Bari.
- Sagra del Pane di Altamura DOP e Lenticchia — settembre
- Arboris Belli ad Alberobello — maggio
- Corteo Storico a Bitonto — maggio