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Infiorata a Genzano di Roma 2027 - Lo spallamento dei bambini che disfano i quadri
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: infioratadigenzano.it, letta il 21/09/2026.
L'Infiorata si tiene a Genzano di Roma, nei Castelli Romani, il giorno del Corpus Domini, a giugno. Via Italo Belardi — l'antica via Livia — viene ricoperta da un tappeto di petali di 1.890 metri quadrati che si estende per 250 metri, diviso in quindici quadri più quello di apertura e quello sulle scalette; la domenica sera la processione col Santissimo Sacramento percorre il tappeto, e il lunedì sera i bambini corrono giù dalla scalinata e lo disfano: è lo spallamento.
Una processione deviata per i fiori
In paese, e verosimilmente in altre località dei Castelli Romani, esisteva da tempo imprecisato l'abitudine di stendere petali davanti alle case al passaggio della processione del Corpus Domini. Don Arcangelo Leofreddi, che abitava in via Sforza, chiese al vescovo di Albano François-Joachim de Pierre de Bernis che almeno una delle tre processioni passasse per la sua strada; e quando il Santissimo Sacramento vi passò, invitò gli abitanti a fare una cosa nuova: non i tappeti davanti a ciascuna casa, ma uno solo, tutti insieme, al centro della strada.
Era il 1778. Dai documenti storici si evince che l'infiorata viene realizzata a Genzano dalla seconda metà del Settecento, e per storicità è superata solamente dall'Infiorata di Gerano. Da lì in poi il tappeto è diventato un dipinto, e nel 2011 il Ministero del Turismo ha riconosciuto l'Infiorata «Patrimonio d'Italia per la tradizione».
L'Infiorata si tenne in via Sforza fino al 1836, quando i residenti di quella strada non vollero più realizzare i tappeti per protesta contro lo spostamento della Fontana monumentale di San Sebastiano, opera del 1776 di Virginio Bracci, portata all'imbocco della loro via — dove si trova ancora.
Da allora la fecero solo gli abitanti di via Livia, che li imitavano dall'inizio dell'Ottocento, e dal 1875 l'Infiorata si svolge lì: l'antica via Livia, oggi via Italo Belardi, che congiunge Piazza IV Novembre alla Chiesa di Santa Maria della Cima.
La continuità non è mai stata scontata, e le interruzioni sono documentate: dal 1845 al 1863, poi dal 1875 al 1894 — quando fu ripristinata dal circolo cattolico «Compagnia di San Luigi» — e ancora nel 1932, 1934, 1935 e nei cinque anni della Seconda guerra mondiale. A rimetterla in piedi, nel 1922, fu il Congresso eucaristico interdiocesiano, che si tenne proprio a Genzano.
I numeri
Il tappeto misura 1.890 metri quadrati e si estende per 250 metri. I quadri sono quindici, più quello di apertura e quello sulle scalette: diciassette in tutto. Ogni quadro misura 7 metri di larghezza per 11 di lunghezza; le scalette 5,5 per 39 metri, e il quadro di apertura 7 per 4.
I fiori impiegati sono circa 400.000, in maggioranza garofani, per circa 500 quintali di petali ed essenze; le varietà sono oltre venti, scelte per altrettante sfumature di colore.
La tavolozza si legge pianta per pianta: il giallo della ginestra, l'azzurro della torrena, il rosso dei garofani, il verde del bosso e del finocchio selvatico. Ai lati, la protezione è fatta di colonnine ricoperte di mortella, collegate da festoni della stessa pianta.
Lo spelluccamento e le grotte
La lavorazione comincia giorni prima. Circa tre giorni avanti si fa lo «spelluccamento»: la separazione dei petali dalla corolla, un lavoro che impegna centinaia di persone a dividerli e distribuirli in cesti a seconda del colore. I petali finiscono in cassette di legno e vengono conservati nelle grotte naturali sottostanti l'edificio comunale, dove restano fino al momento della posa.
Il venerdì i Maestri Infioratori disegnano sul selciato: prima con il gesso, poi con la calce, riportando i contorni dei quadri dal bozzetto, con l'aiuto di cartoni traforati — la tecnica dello spolvero — e di una lunga funicella, logora e quindi flessibile, che si appoggia a terra seguendo il disegno. Il sabato sera comincia la posa dei petali, con decine di persone che riempiono i contorni sotto la supervisione dei Maestri; il perfezionamento arriva la domenica mattina. Tutto si concentra in poche ore per una ragione pratica: data la deperibilità del materiale, la deposizione avviene lo stesso giorno della festa o la notte precedente. Una differenza rispetto al passato è annotata: oggi i fiori vengono dalle serre, «diversamente dai tempi di Massimo d'Azeglio».
Chi decide che cosa si dipinge
C'è una procedura. L'Amministrazione indice una selezione pubblica dei bozzetti, alla quale possono partecipare solo Maestre e Maestri Infioratori, Capopezzo e associazioni riconosciute, e il bozzetto va consegnato in originale e firmato dall'autore.
A scegliere è una Commissione presieduta dal Sindaco, di cui fanno parte il parroco — cui spetta la verifica dei profili religiosi —, l'assessore alla cultura, il presidente del Consiglio comunale, un Maestro Infioratore che non abbia presentato bozzetti in quell'edizione, una personalità del mondo della cultura, il direttore artistico e quello tecnico, e l'artista ospite se invitato. I criteri sono dichiarati: pertinenza del tema, predominanza dei fiori rispetto ai materiali vegetali, fattibilità, innovazione artistica nel rispetto della tradizione, e intelligibilità e impatto dell'opera da lontano e dall'alto.
Perfino i generi hanno un nome tecnico: tappeto (greco-romano, orientale, barocco o geometrico), stendardo (un tappeto con ovale figurativo al centro), quadro figurativo di arte sacra, quadro di riproduzione d'autore, quadro celebrativo, scalette — termine storico per l'opera eseguita sulla parte a gradoni della via —, intermezzo, cioè la fascia decorativa fra due opere, e quadro di apertura, che porta il titolo, lo stemma comunale e il marchio della manifestazione.
La domenica della processione
Il giorno è quello del Corpus Domini, fissato dall'Amministrazione comunale d'accordo con il rappresentante della comunità religiosa nominato dal Vescovo. La domenica sera si celebra la messa davanti alla Chiesa di Santa Maria della Cima e, dopo la solenne concelebrazione, la processione percorre il tappeto portando il Santissimo Sacramento fino alla Collegiata della Santissima Trinità, dove viene realizzata anche una striscia infiorata dedicata al Cantico delle creature.
Una citazione d'epoca dice che, visto dal piede della salita, il tappeto «si mostra come un tappeto magnifico, che rincresce di veder poi guastato da' piedi della processione».
Bambini di corsa sul tappeto
Il tappeto si mantiene ancora un giorno, sostituendo i petali appassiti. Poi il lunedì sera i bambini, genzanesi e non, corrono giù dalla scalinata della Chiesa di Santa Maria della Cima e attraversano il tappeto, disfacendone i quadri. Si chiama spallamento, ed è la cerimonia che chiude la manifestazione.
Come arrivare alla festa
L'Infiorata a Genzano di Roma si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cecchina, a 4,8 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Albano Vascarelle, e il tragitto è di 5,7 chilometri per 8 minuti di guida.
Altre feste in zona
Nella stessa provincia, altre feste antiche.
- Atmosfere del mondo romano antico ad Albano Laziale — giugno
- Feriae Latinae a Rocca di Papa — maggio
- Festa di Corte a Fiumicino — aprile