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Palio della Santa Croce a Lucca e il tiro a testa con la balestra da banco 2026
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: visittuscany.com, letta il 19/09/2026.
Il Palio della Santa Croce si tira a Lucca, in Toscana, la quarta domenica di settembre: i balestrieri delle tre contrade cittadine — San Salvatore, San Paolino e San Martino — si sfidano a eliminazione diretta, e ogni tiratore ha un'unica possibilità di mirare al corniolo, il bersaglio conico, con un'antica balestra da banco; in palio c'è un drappo dipinto a mano. La gara fa parte della Festa dell'Esaltazione della Santa Croce, la festa più importante della città, che il 13 settembre porta in strada la Luminara, la processione notturna a lume di candela lungo il «percorso miracoloso» del Volto Santo.
Un solo tiro a testa
La quarta domenica di settembre i balestrieri lucchesi si sfidano per conquistare l'onore del miglior tiratore e il prestigioso Palio, un drappo simbolo di trionfo dipinto a mano, che viene poi esibito con orgoglio durante il corteo storico.
È una competizione a eliminazione diretta, dove ogni tiratore ha un'unica possibilità di mirare al corniolo, il tradizionale bersaglio conico, utilizzando un'antica balestra da banco.
A contendersi il palio sono le tre contrade cittadine, che ricalcano l'antica divisione in terzieri e si riconoscono dal colore della veste: San Salvatore in verde, San Paolino in rosso, San Martino in nero. La gara viene aperta dalle esibizioni dei musicisti e degli sbandieratori, e accompagnata da un corteo di dame, nobili, armati e anziani rappresentanti del governo della Repubblica di Lucca, che sfila al suono di tamburi e chiarine.
La Brocca e i CXX passi
Presso l'Archivio di Stato di Lucca è tuttora conservato l'«ordo pro balistarii», datato 26 giugno 1443, in cui si stabiliscono tutte le regole per la disputa del Palio delle Balestre. Dice che i magnifici signori devono preparare «in luogo acconcio, una rotella nel cui mezzo sia un segno, al quale si tratta, che volgarmente appellasi la Brocca»; e che «di poi si postino i balestrieri lontano da detta rotella o segno, per passi CXX donde si tratta a quel segno da ciascun balestriere, ma una sola volta».
C'è perfino la procedura di verifica: «allora s'inspezioni diligentemente la detta rotella da coloro che all'uopo i magnifici signori presidenti specialmente deputeranno». La regola del tiro unico, dunque, sta scritta lì dal 1443.
L'obiettivo di chi ha riportato in vita la manifestazione era proprio far rivivere l'antico Palio della Balestra, disputato ininterrottamente a Lucca dal XII al XVII secolo.
Chi tirava dalla finestra perdeva la casa
La notizia più antica sulla presenza delle balestre in città risale al 1169: durante la guerra con la vicina Pisa, il governo cittadino, preoccupato dai continui assalti pisani, chiese aiuto a Genova, che inviò un certo numero di balestrieri per aumentare la potenza delle difese, in particolare delle rocche di Corvara e di Agnano.
Lo Statuto del Comune di Lucca del 1308 detta norme specifiche sui «sagittarii»: chiunque, in caso di «sturmo, aerta, od altro simile avvenimento», sia colto a scagliare frecce con la balestra dalla propria abitazione, sarà punito con una sanzione di 500 libbre e con la distruzione integrale dell'abitazione.
Da uno statuto del 1372 si rileva con precisione l'armamento dei balestrieri cittadini, distinti in connestabili o caporali e armati semplici: i primi avevano corazzina o lorica, armatura in ferro a protezione del capo, gladio, spada, faretra, crocco e balestra; per i secondi era indicato solo l'armamento del capo, il gladio, il crocco e la balestra. Il documento del 26 aprile 1381, che sancisce la riorganizzazione dell'esercito del territorio extraurbano, prevede che su 2000 armati delle Vicarie 1350 debbano essere balestrieri, 400 palvesari e 250 tavolaccini.
I balestrieri erano obbligati dal Governo stesso a una serie di esercitazioni prefissate, sotto la sorveglianza di appositi incaricati accompagnati da un Milite del Podestà e da un notaio dell'Ufficiale di Custodia, sotto la pena di venti soldi piccoli in caso di assenza ingiustificata; i campi di tiro erano a Pontetetto, a Ponte San Pietro e a San Pietro a Vico. E fu Castruccio Castracani dell'Antelminelli, vissuto fra il 1290 e il 1330 e signore di Lucca dal 1305 al 1330, a volere l'istituzione di un premio per i balestrieri più capaci, per invogliare i giovani all'esercizio di quell'arma ritenuta «ad defensionem strumentum aptissimum». Da lì all'organizzazione di un Palio il passo fu breve: è certo che venisse già disputato in città, in occasione delle principali festività, sin dalla fine del Trecento.
Quella croce tornava negli orti
La gara di balestra è il palio, ma la festa che le dà il nome nasce da una reliquia e da una leggenda.
Il Volto Santo è il crocifisso di legno custodito nel Duomo di San Martino, che la tradizione vuole realizzato da Nicodemo basandosi sul reale volto di Gesù. Venerato dal Medioevo in tutta Europa come una delle reliquie più importanti della cristianità, fu trasportato da Luni a Lucca e deposto inizialmente nella chiesa di San Frediano.
Ma secondo la leggenda la croce miracolosa, custodita in San Frediano, scomparve, per essere rinvenuta negli orti della chiesa di San Martino. L'evento si ripeté più volte, fino a convincere i lucchesi a trasferirla definitivamente in San Martino.
Le origini della festa sono anch'esse molto antiche: la prima menzione della data del 14 settembre come scadenza legale è del 1118, e intorno a quella data la ricorrenza divenne la principale della città.
Migliaia di lumini il 13 settembre
La processione notturna del 13 settembre è la Luminara di Santa Croce, e non segue un percorso qualsiasi: rievoca lo spostamento della croce miracolosa dalla basilica di San Frediano alla cattedrale di San Martino, cioè il «percorso miracoloso» del Volto Santo.
Le strade e le piazze del centro storico vengono illuminate con migliaia di lumini e candele, mentre figuranti in costume medievale sfilano tra gli spettatori e canti rituali accompagnano il corteo. L'itinerario parte dalla basilica di San Frediano, si sviluppa lungo via Fillungo, si dirige verso piazza San Michele e piazza del Giglio, e termina in piazza San Martino.
Ad aprire il corteo è lo Stendardo del Volto Santo, un'opera dipinta dal pittore lucchese Michele Marcucci negli ultimi anni dell'Ottocento; segue la Croce di Fiori, realizzata ogni anno dai floricoltori di Viareggio. All'uscita della Luminara, in concomitanza con il suono delle campane, c'è il tradizionale sparo di cannoni a salve dall'Orecchione della Piattaforma San Frediano verso Porta Santa Maria; e c'è la Gazzarra d'Artiglieria della Santa Croce, con ripetute salve di artiglieria storica, seguita dall'apertura del Sotterraneo di San Frediano, dove sono depositati i pezzi d'artiglieria, le armi e le suppellettili dell'epoca.
Il mottettone in cattedrale
All'arrivo della Luminara fuori dalla cattedrale di San Martino si tiene l'omaggio al Volto Santo da parte del primo cittadino di Lucca e di alcuni sacerdoti, poi una breve allocuzione dell'Arcivescovo e la liturgia conclusiva. Il giorno successivo si celebra una messa solenne.
Da qualche anno è stata ripristinata la tradizione del mottettone: l'esecuzione di una composizione polifonica, spesso composta per l'occasione da musicisti prevalentemente lucchesi, che chiude le celebrazioni notturne in cattedrale.
Dietro a tutto questo c'è la Compagnia Balestrieri Lucca, circa duecento soci divisi in cinque gruppi: gli arcieri, i balestrieri, i figuranti, i musici e gli sbandieratori. I balestrieri sono una sessantina, divisi in tre guarnigioni che ricalcano i terzieri, e fra loro ci sono anche artigiani costruttori che assemblano meticolosamente le armi, tanto che le balestre di Lucca sono rinomate in tutta Italia. I figuranti, altrettanti, non rappresentano solo il Governo e la nobiltà, ma anche la vita delle persone comuni, con i costumi dei popolani e i mercatini medievali. I musici rievocano al suono di tamburi e chiarine gli antichi ritmi marziali usati per comandare e dirigere le guarnigioni, e gli sbandieratori fanno rivivere le coreografie che servivano a comunicare gli ordini all'esercito.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Palio della Santa Croce a Lucca è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Lucca è a 1,7 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Lucca Est: da lì bastano 3 minuti di guida (1,9 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in zona
Nella stessa provincia, altre feste antiche.
- I Giorni di San Paolino a Lucca — luglio
- Festa della Libertà a Lucca — aprile
- Gazzarre delle Artiglierie a Lucca — luglio