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Presepe Artistico Semovente a Cinisi con meccanismi e materiali reali 2026
Il Presepe Artistico Semovente si allestisce a Cinisi, in provincia di Palermo, nel salone comunale del Palazzo dei Benedettini, in piazza Vittorio Emanuele Orlando, dai primi giorni di dicembre fino alla seconda metà di gennaio. Decine di figure in miniatura, animate da meccanismi costruiti a mano, ripetono i gesti di fabbri, falegnami, calzolai e ricamatrici accanto alla Natività, in un borgo siciliano del secondo dopoguerra realizzato con materiali reali: tufo, pietra, ceramica, legno e ferro. Lorenzo Randazzo lo allestì per la prima volta nel 1955; dal 1988 lo realizza ogni anno il figlio Giacomo, e l'opera è iscritta al Registro delle eredità immateriali della Regione Sicilia.
Lo cominciò un meccanico, nel 1955
«Questo presepe nasce negli anni Cinquanta per opera di mio padre, un bravo meccanico che ebbe l'idea di realizzare i primi personaggi», racconta Giacomo Randazzo.
Fu allestito per la prima volta nel 1955-56 da Lorenzo Randazzo, il padre dell'odierno autore, con meccanismi originali e con una forte caratterizzazione del «Presepe siciliano». L'opera nasce dalla passione di Lorenzo Randazzo, che tra il 1955 e il 1956 cominciò a costruire le prime figure animate. Lo creò in dimensioni molto più piccole, con casette di legno e meccanismi per la riproduzione dei movimenti, utilizzando pochi elementi.
Dopo circa trenta anni l'iniziativa è stata ripresa dall'autore odierno, Giacomo Randazzo, che dal 1988 realizza il presepe ogni anno nei locali del Comune di Cinisi, con la finalità di salvaguardarne la memoria e tramandarla alle future generazioni.
Giacomo Randazzo, classe 1952, vive e opera a Cinisi; la sua principale attività è quella di artigiano del ferro, realizza lavori in ferro battuto e pezzi meccanici, ed è scultore di opere in ferro, in pietra di tufo e in ceramica. Si avvale della collaborazione di sua sorella e soprattutto del figlio, Lorenzo, che ormai partecipa attivamente alla costruzione del presepe.
Un paese che stava sparendo mentre lo costruiva
«Trent'anni dopo ho ripreso il progetto per rappresentare un piccolo borgo siciliano del dopoguerra. Un paese che lentamente comincia a scomparire col boom economico», dice l'autore.
Randazzo indica anche il titolo esatto dell'opera: «il titolo esatto di questo presepe è «Il presepe a Cinisi negli anni '50», dove si rappresentano i mestieri antichi, così come il presepe vivente dentro le città e quello davanti alle Chiese, il più comune, il palestinese, con scala da 1 a 100».
«In effetti l'ultimo di essi era collocato all'interno delle chiese, non all'esterno, era un presepe «ricco»; in alternativa qui rappresento anche alcuni presepi con offerta di frutta e immagini sacre, costruito dai più poveri».
«Amo spiegare ai ragazzi che in realtà come questa vivevano i loro nonni — aggiunge Randazzo —. Ecco perché ritengo che questo presepe abbia una valenza storica oltre che artistica. Perché, come spesso mi dicono i bambini, sembra tutto vero.» «Le case sono in muratura, gli attrezzi in ferro. C'è il legno, c'è la terracotta».
Chi si muove, e cosa sta facendo
Non è un presepe statico, ma un microcosmo in movimento, dove decine di figure in miniatura ripetono senza sosta i gesti antichi del lavoro siciliano grazie a meccanismi costruiti a mano con cura artigianale.
Decine di personaggi semoventi, animati da delicati meccanismi, ripetono i gesti di fabbri, falegnami, calzolai e ricamatrici, accanto alla Natività: il fabbro che batte il ferro sull'incudine e il falegname alla sua bottega, il calzolaio, la ricamatrice e la filatrice intente al loro lavoro, le lavandaie, i mugnai del grano, i fornai e i vasai.
Accanto lavorano la senia e il mulino, il forno, il tornio, i muratori, il ricottaio, il macinatore di grano, i pigiatori d'uva e i carretti siciliani finemente decorati. C'è anche l'opera dei Pupi in miniatura, con il pubblico che assiste allo spettacolo.
Le cose che ci sono dentro
Il presepe riproduce l'allevamento della vacca cinisara e la produzione della ricotta e del formaggio, la pesca e la vendita del pesce, i carretti siciliani, i muri a secco e i bevai, i mastri casari che preparano ricotta, caciocavallo e tuma, il banchetto del pesce fresco.
Ci sono i cibi tipici della cucina siciliana quali la cassata, i cannoli, l'estratto di pomodoro e il pomodoro secco, le arancine, le panelle e i fichi d'India; l'abbigliamento siciliano con coppole e gilet, gli attrezzi artigianali e gli utensili da lavoro, la raccolta dei limoni, delle olive e la vendemmia.
Il presepe rappresenta un Natale per tutti gli strati sociali, ma rappresenta anche tutte le stagioni, dal Carnevale alla primavera con la mensa di san Giuseppe fino all'estate con la trasformazione del pomodoro.
La chiesa, il battesimo, la stalla
Nel centro troviamo la Chiesa nella quale vengono riprodotti elementi — colonne, marmo, affreschi, altare — delle varie chiese di Cinisi, la sagrestia e il campanaro che suona le campane. Al suo interno si sta celebrando un battesimo.
Delle antiche abitazioni sono stati meticolosamente riprodotti gli interni, gli arredi, i tendaggi, le stoviglie e gli utensili domestici.
La Natività si colloca senza troppo clamore, in una stalla appena fuori dall'abitato, quasi a voler rafforzare l'idea che l'importanza e la grandezza del Natale è insita nello stesso modello di vita della povera e umile gente, fondata sui valori dell'onestà, della solidarietà e della rinascita spirituale. La Natività è realizzata in movimento, con la Madonna che culla instancabilmente Gesù bambino.
Un'opera iscritta in un registro
Il Presepe delle arti, dei mestieri e delle tradizioni siciliane, ricco di particolari miniaturizzati e personaggi semoventi meccanizzati, è stato inserito nel Registro delle eredità immateriali (R.E.I.S.) nel libro delle Espressioni dal 12 marzo 2007, istituito dalla Regione Sicilia, a salvaguardia del patrimonio culturale dell'umanità secondo le indicazioni dell'Unesco.
Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi premi in concorsi regionali e nazionali, soprattutto per la fedeltà della riproduzione in miniatura e per le animazioni dal carattere realistico, ed è stato esposto in numerosi comuni italiani.
Il presepe è allestito nel Palazzo dei Benedettini, nel salone comunale, in piazza Vittorio Emanuele Orlando, ed è promosso dall'Associazione Culturale Arte & Tradizione insieme al Comune di Cinisi. L'allestimento apre tradizionalmente nei primi giorni di dicembre e resta visitabile fino alla seconda metà di gennaio, tra le festività natalizie e il periodo successivo all'Epifania.
L'opera si rinnova di anno in anno con elementi inediti, perché i suoi creatori aggiungono sempre personaggi e scene nuove, con il recupero delle tradizioni che scompaiono, per un ricordo da consegnare alle nuove generazioni.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Presepe Artistico Semovente a Cinisi è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Cinisi-Terrasini è a 2,0 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Cinisi: da lì bastano 3 minuti di guida (2,5 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a dicembre trova anche questi appuntamenti.
- Sagra del Fungo a Castelbuono — ottobre
- Vampe di San Giuseppe a Palermo — marzo
- Ballo dei Diavoli a Prizzi — marzo