Barudda a Genova - Il nome preso dal baroud, la polvere da sparo
Barudda è una delle maschere di Genova, in Liguria, e si vede per le strade fra febbraio e marzo. L'ha creata nell'800 il burattinaio e marionettista Luca Bixio detto il Cincinnina: è generoso, coraggioso e dotato di buon senso, balbuziente e bonaccione, e sul naso e sulle guance porta i segni della sua passione per il buon vino; in scena è sempre accompagnato dall'inseparabile amico Pipìa, altra figura creata da Bixio. Il nome non viene dal genovese: deve forse il nome alla parola araba baroud, polvere da sparo, per via del suo carattere facile ad infiammarsi e a manifestare forti reazioni.
Un carattere che prende fuoco
Il nome dice il temperamento, ma il personaggio non si ferma lì: Barudda è generoso, coraggioso e dotato di buon senso, ed è anche balbuziente e bonaccione. Sta insieme a personaggi che gli fanno da contrasto, e in scena quel contrasto è tutto il meccanismo.
Anche il viso racconta qualcosa: sul naso e sulle guance si notano i segni della sua passione per il buon vino.
Pipìa, la coppia più conosciuta
È sempre accompagnato in scena dall'inseparabile amico Pipìa, altra figura creata da Bixio, e i due andavano insieme al punto che Barudda e Pipìa erano la coppia più conosciuta.
Il gioco delle parti è chiaro: se Barudda ha buon senso e coraggio, Pipìa è invece una figura timorosa e chiacchierona, facilmente impressionabile e credulona. Il nome della coppia è rimasto attaccato ai titoli degli spettacoli — Don Giovanni bastardo d'Austria con Barodda padre guardiano e Pipìa converso del convento di San Giusto, Il cavaliere di Lagardère con Barodda servitore, Barodda e i sette ladroni.
Il Caporale e il servitore Monòdda
Prima ancora del burattino c'era un tipo di scena. Alla fine del XVIII secolo si era diffuso un Teatro popolare, e il burattino Barodda ricorda il vecchio Caporale delle commedie sei-settecentesche; probabilmente si ispirava al personaggio di Steva De Franchi, Monòdda, popolano, servitore rissoso e bugiardo, che si avale di un linguaggio sboccato e irriverente.
Il posto dove tutto questo andava in scena non era il gran teatro: si esibivano nei piccoli teatri e nelle cantine.
L'amico di Baciccia
Baciccia della Radiccia e il suo fidato amico Barudda sono tra le maschere principali del teatro genovese di marionette: nelle sue avventure, Baciccia è di solito affiancato proprio da Barudda, compagno di bevute oltre che di scena.
La funzione in scena è chiara: Baciccia ama bere e lottare per la giustizia, punisce i malvagi con il bastone che si porta appresso, e coinvolge l'amico nelle imprese.
Il gruppo variopinto delle maschere genovesi
Barudda non è solo, e neppure in coppia soltanto. Le maschere tipiche della commedia dell'arte genovese formano un gruppo variopinto, descritto nei modi di fare e negli abbigliamenti e guidato dalla maschera principale, quella di Capitan Spaventa; accanto a Baciccia e Barudda ci sono il Marcheise e la Marcheisa, Sciò-Reginna e molti altri.
Sono figure che incarnano lo spirito brontolone e spigoloso di chi vive in questo lembo di terra schiacciato tra i monti e il mare, e che oggi tornano a farsi vedere sulla scia di un percorso di recupero delle tradizioni carnascialesche avviato anche dal Comune di Genova.