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Capitan Spaventa a Genova - Il soldato fanfarone che era in realtà un poeta

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Capitan Spaventa è la maschera del carnevale di Genova, in Liguria. Chi l'ha inventato lo descrisse in un modo, poi ne mise in scena un altro: Andreini descrisse il ruolo come uno di un soldato arrogante, ambizioso e fanfarone; ma il personaggio creato era in realtà un uomo colto e raffinato, per nulla vanaglorioso come il Capitan Matamoros, piuttosto poeta e sognatore, che fatica a mantenere la distinzione fra fantasia e realtà. È la maschera più conosciuta del carnevale genovese, creata da Francesco Andreini (1548-1624).

Il capitano che non è un millantatore

Il tipo teatrale è quello del soldato spaccone: è il soldato vanaglorioso. Ma la correzione arriva subito: presenta anche caratteristiche positive, da persona sognatrice, colta e di buon senso.

È questa doppiezza a distinguerlo dagli altri capitani della commedia dell'arte, e in particolare da Capitan Matamoros, il fanfarone puro: Spaventa gli somiglia nella posa e gli è opposto nella sostanza.

Il nome per esteso è già un programma di millanteria: Capitan Spaventa di Vall'Inferna, la maschera ligure della commedia dell'arte. A Genova lo chiamano anche in un altro modo: le vere maschere di carnevale sono due: Capitan Spaventa, detto anche Capitan Fracassa, e Baciccia della Radiccia.

La spada smisurata, i baffi, le piume

Il costume è tutto costruito sull'eccesso. Solitamente indossa un vestito a strisce colorate, completato da un cappello ad ampie tese adorno di piume, e completano l'abbigliamento lunghi baffi e un grande naso, mentre la lunga spada, con la quale sa essere temerario, gli pende smisurata su un fianco.

È l'arma a fare la parte comica: una spada troppo lunga addosso a un uomo che, più che battersi, preferirebbe raccontare.

Francesco Andreini e i Gelosi

Dietro la maschera c'è un attore preciso: il personaggio fu creato da Francesco Andreini (1548-1624), che ne fu anche l'interprete. Andreini entrò nella Compagnia dei Gelosi verso la fine del 1500, sposò Isabella e recitò con lei in Italia e Francia con grande successo.

La maschera esisteva già come tipo, ma è con lui che diventa qualcosa di più: una maschera presente negli spettacoli dei comici fin dal Cinquecento, ma che alla fine del XVI secolo acquista una sua dignità grazie a Francesco Andreini, un celebre capocomico.

Di quel personaggio è rimasto anche un libro: di Andreini possediamo una raccolta di scritti intitolata «Le bravure di Capitan Spaventa» — le imprese raccontate dal capitano stesso, che è poi il suo mestiere.

Il capo delle maschere genovesi

A Genova non è una comparsa: è la maschera più conosciuta del carnevale genovese, e quando le maschere cittadine vengono radunate tutte insieme è lui a stare davanti. Il gruppo delle maschere tipiche della commedia dell'arte genovese è variopinto, descritto nei modi di fare e negli abbigliamenti, e guidato dalla maschera principale, quella di Capitan Spaventa.

Come gli altri, è uscito anche dal teatro per entrare nelle arti grafiche: le maschere genovesi della Commedia dell'Arte, come Capitan Spaventa e Baciccia, sono state rappresentate in vari ambiti artistici, inclusi gli ex libris.

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