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Capitan Cecolo Broglia e la Bella Castellana a Trino

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Carnevale Storico di Trino, in provincia di Vercelli, si tiene ogni anno nel periodo di carnevale. Per l'occasione le chiavi della città passano a due trinesi in costume, Capitan Cecolo Broglia e la Bella Castellana: «Capitano Cecolo Broglia e Bella Castellana… sono i padroni della città di Trino», e la storia che rappresentano è un assedio andato a buon fine, quello del capitano che libera la castellana prigioniera nella rocca di Camino Monferrato. Il Carnevale Trinese nacque nel 1952.

Dal 1952, il carnevale

La manifestazione ha una data d'avvio precisa: «nel 1952 nasce il Carnevale Trinese che ripercorre le gesta storiche di Capitan Cecolo Broglia e la leggenda della Bella Castellana.» Il sito ufficiale della festa usa una formula leggermente diversa — «nel 1952 nasce la leggenda della Bella Castellana che un prode Capitano libera dalla prigionia in un vecchio castello» — ma quello che comincia in quell'anno è il carnevale che la mette in scena.

Da allora il conto delle edizioni è continuo: è «una manifestazione che da oltre settant'anni allieta i trinesi e non solo».

Che cosa sia sta in una frase sola: «un inno alla gioia, alla spensieratezza ed all'amicizia: questo è e sarà nei tempi futuri il carnevale trinese.»

La leggenda della Bella Castellana

La storia comincia con un rapimento. «Nacque la leggenda della Bella Castellana che un prode Capitano liberava dalla prigionia in un vecchio castello, dimora di un despota cattivo della zona.»

La versione in versi conservata dal carnevale racconta anche il movente. La donna «rapita vaghissima donzella, fù tradita, / portata lungi dal paterno ostello lungi dal patrio suolo e dal castello», e «chi l'ha rapita fu un crudel signore che si era innamorato di quel fiore»; il fatto «avvenne un bel dì, fuori le mura».

La reazione della città è collettiva, e la poesia la mette in scena come una deliberazione: «allora la città molto sdegnata giuro di liberar la figlia amata, / e il popolo di Trino tutto sgomento approva con fermezza il giuramento». Riuniti «un dotto cittadin e i credenzieri», la conclusione è «prudenza e non paura, / abbiamo un capitano forte e bello certo combatterà contro il castello».

Prima delle armi si tenta la via diplomatica: «mandaron un messagger al vil signor che ponga in libertà il nobil fiore, / ma lui follemente innamorato negò quel che chiedeva il gran mandato».

L'assedio alla rocca di Camino Monferrato

A quel punto interviene il capitano. Secondo la tradizione, «Capitan Cecolo avrebbe guidato una schiera di armati all'assalto della rocca di Camino Monferrato, riuscendo a liberare la Bella Castellana, che vi era tenuta prigioniera, per ricondurla trionfalmente a Trino tra i festeggiamenti della popolazione.»

La poesia è più sbrigativa e più violenta: «Cecolo Broglia saputa la gran cosa corre al maniero e l'assedio posa, / a men d'un giorno proprio di volo del gran castello fece un rogo solo», e vinse «con grande strategia e bell'inganno».

Il ritorno è la parte che il carnevale ricostruisce: la Castellana liberata «tornava nella sua città tra la sua gente che per degnamente festeggiarla organizzavano tre giorni di feste con balli e musiche allegre». Nei versi, il capitano «la porta alla madre sua diletta che ansiosa e con dolor la figlia aspetta».

Ceccolo Broglia, con due c

Dietro il personaggio di carnevale c'è una figura storica, e il nome cambia di una lettera: il condottiero «è rappresentato, con il nome di Capitan Cecolo Broglia (grafia tradizionale con una sola "c"), insieme alla Bella Castellana, tra le principali maschere del Carnevale storico di Trino», mentre il suo nome storico è Ceccolo Broglia.

Sul rapporto fra la storia e il racconto, la fonte è netta: «pur priva di riscontri nelle fonti storiche medievali, la leggenda costituisce uno degli elementi più caratteristici dell'identità folklorica cittadina ed è tuttora riproposta nelle rievocazioni e nelle sfilate carnevalesche.»

Quanto al personaggio vero, «la figura di Ceccolo Broglia è rimasta profondamente radicata nella tradizione popolare di Trino, dove è celebrato come uno dei personaggi simbolo della storia cittadina». Alle sue gesta è dedicata anche una pubblicazione: «Ceccolo Broglia da Trino», edito dall'associazione culturale Tridinum e scritto da Lorenzo Parodi e Fiore Ranalli nel 2009.

Nel carnevale i due personaggi «impersonano simbolicamente il valore cavalleresco, la fedeltà alla comunità e il legame con la memoria storica della città, rappresentando una delle più longeve tradizioni popolari del Monferrato».

I padroni della città

Ogni anno due trinesi vestono i due ruoli, e il passaggio di consegne è pubblico. Per il 75° Carnevale «Giuseppe Cannatella e Valentina Bellissimo, Capitano Cecolo Broglia e Bella Castellana… hanno ricevuto le chiavi dal sindaco Daniele Pane alla presenza del corteo, del Comitato del Nuovo Carnevale Trinese, di Bicciolano e Bela Majin, e di tante maschere dei carnevali del vercellese»; nel 72° erano stati «Marco Moret, il Capitano Cecolo Broglia, ed Emiliana Gallone, la Bella Castellana».

Al capitano il carnevale ha dedicato anche una canzone, di cui restano due versi: «con l'epiche sue gesta sbalordì», e per questo «l'eroico salvator vuol festeggiar».

Anche la prima Castellana ha un nome, e sta nei versi: «la bella Trino non fece cosa vana ad eleggere Rosa Ronco a Castellana, / con uno stuol di dame e damigelle tutte graziose ed amabilmente belle.»

Il corteo, gli sbandieratori e la Bela Majin

La rievocazione va in strada con «il primo grande Corteo storico per le vie del centro di Trino, con la rievocazione della leggenda della Bella Castellana e di Capitan Cecolo Broglia», organizzato dall'associazione «Nuovo Carnevale Trinese».

Non sfilano solo i trinesi: al corteo «si uniranno gli sbandieratori di Asti del Borgo San Lazzaro e del gruppo Storico Medievale del Canavese "IJ Ruset"», e «parteciperanno, inoltre, le Castellane e i Capitani delle passate edizioni», insieme a «numerose maschere di altri centri del Vercellese, con la Bela Majin ed il Bicciolano in testa».

Il percorso è fissato: la partenza «da piazza Audisio», poi la sfilata «per le vie del centro» lungo corso Italia, e lungo la strada «una serie di spettacoli che vedranno esibirsi gli sbandieratori e i musici in costume storico».

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