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Mercatini di Natale

Magico Paese di Natale a Govone 2026 - La Scuola degli Elfi e il musical itinerante

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 14 novembre al 20 dicembre 2026
Dove Castello Reale di Govone, Govone

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 16/09/2026.

Fra novembre e dicembre, a Govone, per entrare nella corte di Babbo Natale bisogna passare un esame. Alla Scuola degli Elfi, attraverso prove e giochi adatti a tutta la famiglia, si imparano le tecniche e le astuzie del mestiere, e alla fine si riceve l'attestato ufficiale di «Elfo apprendista». Poi si sale al castello, dove il musical si recita stanza per stanza.

La Scuola degli Elfi

L'antefatto è che Babbo Natale sta cercando nuovi aiutanti per la sua corte. L'animazione dura circa venticinque minuti e serve a imparare tutti i segreti degli aiutanti, grazie — raccontano — all'esperienza secolare della direttrice Tatelfa e dei suoi elfinsegnanti.

I bambini superano una serie di giochi e prove in compagnia di genitori, nonni e zii, finché non diventano abili e competenti. Chi passa entra a far parte della corte elfica e riceve il diploma.

Il musical che si attraversa

L'appuntamento che identifica questo villaggio è lo spettacolo musicale di Babbo Natale, ospitato ogni giorno nel castello reale sabaudo. La Casa di Babbo Natale è adiacente al Castello di Govone, e quello che ci si trova dentro non è una recita ferma: è uno spettacolo itinerante, riprodotto dal vivo nei giorni di apertura.

Funziona così. I visitatori seguono un elfo che li conduce nelle grandi sale addobbate; in ogni ambiente i personaggi e il pubblico seguono la voce narrante, e la storia a lieto fine si sviluppa attraversando i diversi ambienti, dove compaiono Babbo Natale e i suoi amici nelle sale e nei salotti della sua casa. È una visita in stile musical, recitata da professionisti; e alla fine, stanza dopo stanza, si arriva da Babbo Natale, pronto a salutare e a leggere la letterina.

Non è un appuntamento solo: in una delle edizioni la manifestazione contava tre spettacoli per bambini con trentatré repliche giornaliere, tre laboratori al giorno per i più piccoli e le degustazioni dei vini del territorio. Per i bambini c'è anche l'animazione con la Regina Antea.

Il castello dei Savoia

Il posto non è una scenografia costruita per l'occasione. Il Castello di Govone è residenza estiva dei Savoia dal 1792, progettato dagli architetti Guarino Guarini e Benedetto Alfieri, e oggi è proprietà comunale.

Si visita al piano nobile, con gli appartamenti della regina e del re — Maria Cristina di Borbone e Carlo Felice di Savoia — il salone d'onore con affreschi ottocenteschi a tema mitologico e le sale cinesi. Per il Natale la residenza reale viene addobbata, e l'allestimento si inserisce nel contesto degli ambienti, che conservano i pavimenti e gli affreschi originali dei soffitti e delle pareti.

C'è anche un percorso che si chiama «Un Viaggio nel Tempo… e nel Cuore del Natale», della durata di circa venticinque minuti, che conduce fra affreschi e arredi d'epoca impreziositi da decorazioni natalizie e atmosfere sonore.

Natale a Casa Savoia e gli «zapatos»

Nel piano nobile si tiene la mostra «Natale a Casa Savoia», che racconta le tradizioni natalizie della nobile casata ai tempi del Duca di Savoia Carlo Felice e della Regina Maria Cristina di Borbone, con la riproduzione di scene di vita con manichini e costumi d'epoca, presepi da collezione e attori in costume.

Gli itinerari entrano nei dettagli della vita di corte: le regole di «approntatura» della tavola festiva, i doni di ispirazione borbonica di influenza napoletana-ispanica come gli «zapatos», gli ornamenti festivi, i corredi delle feste della Regina, le testimonianze del Re e della sua araldica, e poi le tradizioni sacre e i riti profani della nobiltà, i valori e le leggende cavalleresche, i gioielli, gli abiti, gli accessori, le usanze cortigiane e contadine e le superstizioni dei sudditi.

Gloria in Excelsis, dalla Natività di Greccio

Nella Galleria Alfieri, un'ala del Castello divisa in tre ambienti restaurati di recente, si allestisce una mostra sul presepe. «Gloria in Excelsis» ripercorre la storia del Presepe dalla Natività di Greccio voluta da Francesco di Assisi fino a esemplari moderni, passando per quelli di matrice più popolare, attraverso proiezioni, allestimenti presepiali e oggetti d'arte sacra. A curarla è l'archeologa Cristina Ghiringhello, collaboratrice dell'Università degli Studi di Torino e del Museo delle Antichità Egizie, e l'idea è dell'Associazione Culturale Generazione, che organizza la manifestazione.

Il percorso comincia da lontano: da una fra le più antiche raffigurazioni della Vergine col Bambino, quella rinvenuta nelle Catacombe di Priscilla a Roma, del III secolo, e prosegue con la prima rievocazione della Natività fuori da un edificio religioso, quella voluta da Francesco di Assisi nel borgo di Greccio, risalente al 1223 — il momento che sancisce l'inizio dell'usanza di allestire la nascita di Gesù nelle chiese, come si vede anche dall'affresco di Giotto nella Basilica Superiore di Assisi.

La seconda sezione racconta il presepe «laico», quello che contiene personaggi popolari e pastori che rispondono a una precisa simbologia, e fa capire quali elementi della composizione presepiale provengano direttamente dal racconto evangelico e quali siano invece frutto della tradizione popolare. In mostra ci sono immagini di arte sacra della parrocchia di San Secondo di Govone e presepi artistici di artigiani e artisti locali, fra cui spicca l'opera dei maestri ceramisti di Castellamonte.

Il mercatino attorno al castello

Il mercatino sta a Govone. Le tradizionali casette in legno sono disposte lungo il viale alberato che circonda il castello, intorno al parco e sul piazzale davanti al Castello, e si è superata quota cento espositori: artigiani, produttori, piccoli coltivatori e costruttori. In una delle edizioni le casette erano ottantasei, e una classifica lo dava terzo in Italia.

La manifestazione resta fra le più longeve e popolari d'Italia, decima nella classifica dei migliori mercatini natalizi d'Europa per l'associazione European Best Destinations; e chi la organizza dichiara di voler «scoprire e selezionare il meglio dell'enogastronomia e dell'artigianato di tutta Italia».

Zabaione da passeggio e presepe vivente

Da mangiare c'è uno spazio dedicato alla vendita e alla degustazione delle eccellenze, con aree per i produttori, e il format del «Festival del Cibo». La cucina è quella di casa: lo zabaione caldo da passeggio nel quale inzuppare le paste di meliga, gli agnolotti del plin, i formaggi e l'hamburger de la Fassoneria servito con una fonduta di toma piemontese, oltre alla cioccolata calda e al vin brulè.

Ci sono anche i laboratori: i bambini mettono le mani in pasta e imparano come si fa il burro, come si trasforma la nocciola tonda gentile del Piemonte e come si fa il pane, mentre i genitori degustano, guidati dal produttore, vini del territorio fra cui Barbera, Chiaretto, Vasin e Bonarda. Si arriva con una navetta, e poi ci si perde a piedi nelle viuzze in salita.

Il Natale, del resto, è diffuso su tutto il territorio: a San Damiano, per esempio, il presepe vivente rivive nelle cantine del centro, con quasi cento figuranti volontari che portano in scena lo zampognaro, i re Magi, le guardie romane, le lavandaie, i falegnami, i calzolai, gli intagliatori, i fornai, gli artigiani, i mercanti, i fabbri e la scena della Natività. Govone, intanto, sta sulle colline di Langhe-Roero, in provincia di Cuneo, a pochi chilometri da Alba e da Asti, in un paesaggio che è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Govone per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Motta di Costigliole, a 6,0 chilometri da Govone, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Costigliole-Govone ha davanti un percorso di 4,5 chilometri, sei minuti di guida.

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A novembre, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.

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