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Mercatini di Natale

Mercatini di Natale a Sauris 2026 - I Canti della Stella e l'albero acceso sulla Plotze

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Questo articolo racconta la storia della festa. Per le date di quest'anno, il programma e gli orari, visita il sito ufficiale.

I Mercatini di Natale di Sauris si tengono nel primo fine settimana di dicembre nel borgo di Sauris di Sopra, in provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, nel cuore della Carnia, in Val Lumiei. Nelle casette di legno artigiani e produttori vendono oggetti scolpiti a mano, sculture, orologi e maschere in legno, tessuti, prosciutto IGP di Sauris, formaggi di alpeggio e vin brulé. Il mercatino si apre con l'accensione dell'albero di Natale sulla Pista Plotze, accompagnata dai Canti della Stella, gli Stearnliedlan che gli abitanti cantano in tedesco antico, italiano e latino.

Un borgo nel cuore della Carnia

Sauris è un paesino nel cuore della Carnia, in Val Lumiei, circondato da malghe, con le tipiche architetture in pietra e legno, e fa parte del club dei borghi autentici d'Italia. Il mercatino si tiene nel primo fine settimana di dicembre, e il borgo che si accende è Sauris di Sopra.

I mercatini nascono con un intento dichiarato: conservare e valorizzare le antiche tradizioni dei borghi di montagna, e in particolare l'eredità culturale del territorio saurano. Da queste parti l'Avvento è molto sentito, e le usanze della madrepatria si sono conservate nella lingua, nelle tipologie architettoniche, nella conservazione e preparazione dei cibi, nei lavori agricoli, nella devozione a Sant'Osvaldo — particolarmente diffusa nei Paesi di lingua tedesca — e nei rituali legati alle festività del Natale e del Carnevale.

Le casette in legno e il prosciutto IGP

Le casette in legno ospitano artigiani, produttori e piccoli laboratori creativi che custodiscono la tradizione saurana: oggetti scolpiti a mano, decorazioni, tessuti, prelibatezze locali. Sulle bancarelle si trovano oggetti d'arredo, sculture, orologi in legno, maschere in legno, manufatti con tessuti artigianali, marmellate e decorazioni fatte a mano.

Gli artigiani e le piccole aziende agroalimentari non si limitano a vendere: raccontano la storia del prodotto a chi vuole capire la cultura locale. Nell'enogastronomia il posto d'onore ce l'ha il prosciutto IGP di Sauris, e accanto ci sono formaggi di alpeggio, tisane e creme con piante officinali, panettoni e miele. Fra un banco e l'altro girano il vin brulé e i biscotti tradizionali, e per i più piccoli arriva anche Babbo Natale.

Passeggiare fra gli stand, dicono a Sauris, significa entrare in un ritmo più lento. E c'è una leggenda che il paese racconta volentieri: si narra che in un freddo e terso giorno di sole uno Sbilf, folletto del bosco, uscì dalla sua casa sopra un albero e incontrò un amico folletto vestito elegantemente da capo a piedi, che portava con sé un cesto pieno di provviste — salumi, formaggi, birra e tante leccornie — tutte provenienti proprio da Sauris.

L'albero acceso sulla Plotze

Il momento che segna l'inizio è l'accensione dell'albero di Natale sulla Pista Plotze, accompagnata dai canti tradizionali del Coro Zahre e dai Canti della Stella, a cura delle Associazioni di Sauris.

Alcune attività si svolgono al tramonto, quando le luci del borgo si accendono e il cielo di montagna fa il resto. Ci sono racconti sulla storia e la cultura di Sauris, momenti dedicati alle antiche lavorazioni artigianali, laboratori creativi pensati per tutte le età, e animazioni musicali itineranti a cura degli Zampognari Friulani di Forgaria nel Friuli.

Sulla Plotze c'è anche il posto dei bambini: ogni giorno possono scrivere e imbucare la letterina per Babbo Natale, aiutati dai suoi elfi e dai cavalli del Maneggio Khlope, e si fanno giretti in carrozza trainata dai cavalli in compagnia di Babbo Natale.

Stearnliedlan, in tedesco antico

La cosa che a Sauris si sente e non si compra sono i canti. I canti augurali natalizi — i Canti della Stella, Stearnliedlan — sono cantati dagli abitanti in tedesco antico, italiano e latino.

Fanno parte di una consuetudine più larga: fra Natale e l'Epifania si svolgono alcune questue augurali, in cui giovani e adulti fanno il giro dei vari paesi, in date diverse, per portare gli auguri di Natale e di buon Anno, ricevendo in cambio offerte alimentari. Nel giro della Stella un gruppo di cantori, gli Stearnsingars, gira con una stella colorata e illuminata, eseguendo gli antichi canti. L'usanza è nata nell'epoca della Controriforma, ed era diffusa in una vasta area delle Alpi e del Centro Europa.

Di quei canti resta anche una traccia scritta: a Sauris si conservano ancora alcuni quaderni sui quali i cantori trascrivevano i testi, mentre le melodie si tramandavano oralmente di generazione in generazione.

Il 1434 di Dresda e la Belin

I mercatini di Natale, come idea, vengono da lontano: sono nati nel medioevo, e il primo documento scritto che ne parla risale al 1434, redatto a Dresda, dove hanno preso il via le prime fiere di piccoli artigiani.

A Sauris, però, il calendario delle feste non finisce col mercatino. Il giorno dell'Epifania è possibile incontrare la Belin, personaggio leggendario a cui è importante baciare il fondoschiena per poter avere il diritto di passaggio e di soggiorno nella località carnica.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Sauris per i Mercatini di Natale chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Calalzo - Pieve di Cadore - Cortina, a 40 chilometri da Sauris, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Lozzo di Cadore ha davanti un percorso di 34 chilometri, trentasette minuti di guida.

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