Festa della Fratellanza a Casalvecchio di Puglia 2027 - L'aquila bicefala di acciaio corten e le Vallje
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: immediato.net, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
La Festa della Fratellanza si tiene a Casalvecchio di Puglia, in provincia di Foggia, a fine luglio. Giovani e anziani indossano gli abiti tradizionali — le donne i lunghi veli ricamati in oro, gli uomini i gilet neri e i pantaloni ampi — e sfilano per le vie del paese nelle Vallje, capeggiate da un figurante che impersona Giorgio Castriota Skanderbeg; tutti i partecipanti sono accolti nelle case degli abitanti, condividendo pasti e momenti di vita quotidiana. Casalvecchio è una delle 50 comunità albanesi di antica tradizione in Italia: vi si stabilirono, fra XV e XVI secolo, i soldati albanesi rifugiati dall'invasione turca dei Balcani.
I soldati arrivati con Skanderbeg
Casalvecchio di Puglia sta nei Monti Dauni, e la sua storia comincia con una fuga. Nel XV e XVI secolo un gruppo di soldati albanesi, rifugiati a causa dell'invasione turca dei Balcani, si stabilì nel territorio dauno dopo che Giorgio Castriota Skanderbeg attraversò l'Adriatico per combattere al fianco di Ferdinando I d'Aragona contro Giovanni d'Angiò. È nel XV secolo che nasce effettivamente Casalvecchio, quando quei profughi in fuga dall'avanzata ottomana si stanziarono qui portando con sé lingua, riti e memoria.
Da allora il paese è rimasto quello che era: una delle 50 comunità albanesi di antica tradizione in Italia, gli arbëreshë, che conservano e promuovono una fortissima identità storico-culturale e linguistica. Oggi gli abitanti sono di ascendenza arbëreshë e, pur avendo perso il rito bizantino, mantengono il più possibile la lingua arbëreshe e le tradizioni dei padri greco-albanesi; la lingua è tramandata parlata e scritta, tanto che le indicazioni urbane sono in doppio idioma.
Vëllazëria, la festa che si chiama Fratellanza
La festa si tiene a fine luglio e il suo nome vero è Vëllazëria, che vuol dire Fratellanza. È un festival dedicato alla cultura e all'identità italo-albanese nei Monti Dauni, e serve a valorizzare il patrimonio etnoantropologico della comunità arbëreshë di Casalvecchio.
Per due giorni il piccolo borgo si trasforma in un centro pulsante di cultura, arte e memoria storica. Arrivano gruppi arbëreshë da tutta Italia — dalla Calabria, dalla Basilicata, dal Molise, dalla Sicilia, da Taranto — e gli shqiptarë, gli attuali abitanti dell'Albania, insieme a ospiti dal Kosovo. Fra i paesi che mandano i loro gruppi ci sono San Marzano di San Giuseppe, Ururi, Santa Sofia d'Epiro, Cerzeto, Civita e Lungro, e ci sono anche gli altri centri albanofoni pugliesi, Chieuti e San Marzano; le delegazioni albanesi vengono da Valona.
C'è un modo di accoglierli che è esso stesso la festa: come da tradizione, tutti i partecipanti sono accolti nelle case degli abitanti e nelle strutture ricettive locali, condividendo pasti e momenti di vita quotidiana. Le case le mettono a disposizione gli abitanti di Casalvecchio e dei paesi limitrofi, e si pranza e si cena insieme, in piazza, con i piatti che mettono insieme la tradizione gastronomica italo-albanese e i prodotti dei Monti Dauni.
Le Vallje dietro Skanderbeg
Il momento più atteso è il corteo, e ha un nome suo: la Vallje, la sfilata in costume tradizionale per le vie del paese, suddivisa per paesi.
A capeggiarla è un figurante che impersona Giorgio Castriota Skanderbeg, e dietro di lui le delegazioni dei paesi d'Arbëria e d'Albania sfilano insieme alle genti di Casalvecchio, animate da ritmi di eco balcanico. È un fiume di persone di tutte le età: i colori predominanti sono il rosso, il nero e il bianco, che incontrano i pizzi e i merletti dorati degli abiti tradizionali, e le gonne si aprono nei volteggi delle danze.
Gli abiti li indossano tutti, giovani e anziani: le donne con i lunghi veli ricamati in oro, gli uomini con gilet neri e pantaloni ampi. Lungo il percorso ci sono le postazioni per le degustazioni di prodotti tipici, e al termine della sfilata ci si riunisce per l'avvicendamento dei gruppi musicali tipici. C'è anche una seconda passeggiata, la Gitonje, che porta a immergersi nelle bellezze architettoniche del paese.
Le vjershë tramandate a voce
La musica di questa comunità sono i canti epici, le vjershë, tramandate a voce come archivi viventi di una storia lontana.
Intorno a loro ruota la parte che si impara: gli stage di canto arbëreshë e di danza tradizionale albanese, il Festival della poesia dialettale e delle lingue minoritarie, la presentazione del libro «Origini – I canti arbëreshë» di Filomena Fratta, e il lavoro del Centro Studi «Skander», impegnato nella trasmissione della cultura arbëreshë alle nuove generazioni. La giornata comincia con l'accoglienza e un pranzo di benvenuto, e la sera si chiude con la cena collettiva in piazza e il concerto.
L'aquila che domina il Parco Linda
Della festa restano anche cose che al paese non si tolgono più. Ci sono i murales «Alba» e «Tramonto» dell'artista Alaniz Niz, e due sculture monumentali dell'albanese Helidon Xhixha: fra queste un'Aquila bicefala in acciaio corten che domina il Parco Linda.
È il segno di una festa che, come dicono a Casalvecchio, tende la mano al domani, consegnando ai giovani il testimone e rendendoli protagonisti: un abbraccio del borgo ai gruppi arbëreshë arrivati da tutta Italia, e un ponte con gli albanesi di tutto il mondo.
Come arrivare alla festa
La Festa della Fratellanza a Casalvecchio di Puglia si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Lucera, a 26 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Santa Croce di Magliano sud, e il tragitto è di 23 chilometri per 38 minuti di guida.
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