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Walser, cimbri e mòcheni: le isole germaniche delle Alpi

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Walser, cimbri e mòcheni sono tre comunità di lingua germanica insediate sulle Alpi italiane. I walser vengono dall'Alto Vallese e occupano le testate delle valli attorno al Monte Rosa; i cimbri stanno fra Lessinia, altopiano di Asiago e Luserna; i mòcheni vivono nella Valle dei Mòcheni, in Trentino.

Ognuna ha un calendario di feste proprio.

I walser: chi sono e da dove vengono

I walser sono una popolazione derivante da coloni di origine alemanna. Lasciato il territorio occupato in periodo medievale nell'Alto Vallese, già nel XII secolo migrarono dal nord delle Alpi verso le vallate meridionali, insediandosi anche grazie a sovvenzioni locali.

Nella Valle del Lys arrivarono attraverso valichi alpini come il colle Teodulo e il Monte Moro, dando vita a piccole isole di insediamento stabile nelle testate delle valli.

La loro specialità era dissodare, popolare e sfruttare zone piovose e nevose di alta montagna.

La lingua è il titsch, che deriva dal basso alemanno del XII secolo.

Le colonie walser si trovano nel Canton Grigioni, nel Vorarlberg austriaco e nell'area del Monte Rosa fra Italia e Svizzera; in Valle d'Aosta i comuni walser sono tre.

Il Walsertreffen, ogni tre anni

Le comunità walser hanno mantenuto la «festa delle genti walser»: il Walsertreffen, una sorta di riunione generale delle popolazioni walser delle Alpi.

Si organizza ogni tre anni a partire dal 1962, ogni volta in una località differente.

Le feste walser dell'anno

Due appuntamenti religiosi hanno una data fissa.

Restano vive anche le tradizioni legate alla gestione dei pascoli: la transumanza è ancora praticata in alcune valli.

I Tracht e il jodel

Il segno più riconoscibile è l'abbigliamento: gli eleganti e colorati Tracht tradizionali, che arricchiscono le manifestazioni folkloristiche. Le donne indossano abiti con gonne lunghe e camicie ricamate, gli uomini pantaloni in pelle, giacche robuste e cappelli tipici.

Il jodel è ancora parte importante della cultura walser.

Der zug: costruire una casa era un rito collettivo

L'architettura walser ha un nome e una regola: l'incastro a croce si chiama blockbau e avveniva in genere senza chiodi.

Gli stadel sono fatti di legno e pietra, costruiti su colonne di legno che poggiano su «funghi» di pietra — dischi piatti e circolari — per impedire ai roditori di raggiungere i cereali.

Il piano inferiore, in pietra, fungeva da stalla e cantina; quello superiore, interamente in legno, era abitazione e deposito. La facciata principale era orientata sempre verso il sole.

Alla costruzione partecipava tutto il paese: ogni famiglia mandava un suo membro ad aiutare. Il trasporto delle travi di larice e abete fino al cantiere era chiamato der zug, letteralmente «tiro in comunione».

La tavola walser

L'alimentazione quotidiana era basata su cibi semplici preparati in casa: cereali, frutti della terra, latte e derivati.

Nella cucina compaiono la mocetta walser, carne essiccata aromatizzata, e il Bettelmatt, formaggio dell'alta Val Formazza.

Fra i piatti tipici ci sono la polenta concia e la tometta, formaggio fresco e morbido.

I cimbri e il fuoco di San Giovanni

I cimbri portarono con sé riti e tradizioni pagane.

I cimbri vivono in tre aree collegate fra loro: i Sette Comuni dell'altopiano di Asiago, la Lessinia veronese e Luserna, in Trentino. Luserna è indicata come la comunità che meglio ha conservato la lingua.

La festa più nota è la Waur Ljetzan, la Festa del Fuoco, che si celebra nella piazza di Giazza, in alta Val d'Illasi, nella notte di San Giovanni, il 23 giugno, attorno al solstizio d'estate.

Si accendono tredici bracieri, e attorno ai fuochi si canta e si balla; il numero richiama i tredici comuni della Lessinia in cui nel Medioevo si insediò la comunità cimbra, giunta da Baviera e Tirolo per disboscare e creare pascoli.

I mòcheni: la Stella e il carnevale del ballo

I mòcheni vivono nella Valle dei Mòcheni, in mòcheno Bersntol, e sono di origine germanica; il loro dialetto deriva probabilmente dal bavarese dell'alto Medioevo.

Nel periodo natalizio, nel corso di alcune serate fissate dalla tradizione, nei paesi di Palù e Fierozzo si svolge il rito della Stella.

Il carnevale mòcheno comincia subito dopo l'Epifania. Il significato lo danno le maschere — un tempo si usava semplicemente un velo per coprire il volto — ma soprattutto il ballo, che nel passato era la principale occasione di incontro fra i giovani della comunità e fra i vari paesi.

I mòcheni indossano ancora i costumi tradizionali, realizzati in cotone, lana e lino, creati per resistere alle rigide condizioni climatiche della valle. La tradizione musicale risale a secoli fa, e i canti sono stati tramandati di generazione in generazione, unendo melodie strumentali e vocali. In cucina tornano la polenta e la patata, con piatti preparati ogni anno per il Natale.

Domande frequenti

Chi sono i walser?

Una popolazione di origine alemanna, migrata dall'Alto Vallese verso le valli alpine meridionali già nel XII secolo. Parlano il titsch e si sono insediati attorno al Monte Rosa, in Valle d'Aosta, Piemonte, Svizzera e Austria.

Che cos'è il Walsertreffen?

La festa delle genti walser: una riunione generale delle comunità alpine, organizzata ogni tre anni dal 1962, ogni volta in una località diversa.

Quando si celebra la festa del fuoco dei cimbri?

A Giazza, in Lessinia, nella notte di San Giovanni del 23 giugno, con l'accensione di tredici bracieri, canti e danze.

Quando comincia il carnevale mòcheno?

Subito dopo l'Epifania. Le maschere contano, ma l'elemento centrale è il ballo, storicamente la principale occasione d'incontro fra i giovani dei diversi paesi.

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