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Presepe della Marineria a Cesenatico con statue a grandezza naturale sulle barche storiche 2026

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe della Marineria si allestisce a Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena, dalla prima domenica di dicembre all'Epifania. Le statue a grandezza naturale stanno sulle barche storiche della Sezione Galleggiante del Museo della Marineria, ormeggiate nel Porto Canale Leonardesco: sul trabaccolo c'è la Sacra Famiglia, e sulle altre imbarcazioni i Re Magi, San Giacomo patrono di Cesenatico e gli antichi abitanti del borgo, ciascuno al suo mestiere. Nacque nel Natale del 1986 con sette figure; oggi se ne contano oltre cinquanta, perché ogni anno ne viene aggiunta una nuova.

Il presepe che galleggia sul Porto Canale

A Cesenatico il presepe non sta dentro una vetrina: si ammira camminando lungo le sponde del Porto Canale Leonardesco, con le barche come palcoscenico sull'acqua. Le statue sono allestite sulle imbarcazioni della Sezione Galleggiante del Museo della Marineria, nel tratto più antico del porto, quello ridisegnato da Leonardo da Vinci, e occupano una decina di barche che rappresentano le tipologie tradizionali del mare, con le caratteristiche decorazioni e gli «occhi» di prua.

L'ammiraglia di questa piccola flotta è un trabaccolo, robusto naviglio che per decenni ha fatto la spola fra l'una e l'altra riva dell'Adriatico prima di andare in pensione ed essere utilizzato, camuffato da nave romana, anche per la realizzazione di film storici. Su di esso sta la Sacra Famiglia al completo, e la guardano, al posto delle pecorelle, tre delfini in legno che fanno capolino dalle acque del canale. Le altre barche, in processione, recano i Re Magi e gli antichi abitanti del borgo, ciascuno al suo mestiere. Un'altra ancora è il bragozzo d'altura, la barca con il cavallo rampante sulla vela, ormeggiata proprio davanti all'ingresso del Museo.

Il museo che le ospita è il solo del suo tipo esistente in Italia, e raccoglie fra l'altro i prototipi delle imbarcazioni adoperate nell'alto e nel medio Adriatico; la Sezione Galleggiante è un museo all'aria aperta, liberamente visibile passeggiando lungo il porto canale. Il presepe, dunque, non ha uno sfondo, le barche sono parte del racconto, e la Natività si mette in dialogo con l'identità storica della città.

Natale 1986, l'idea di Guerrino Gardini

Il Presepe della Marineria nacque nel Natale del 1986, grazie alla sollecitazione di Guerrino Gardini, allora presidente dell'Associazione Albergatori di Cesenatico: un'idea subito condivisa e messa in opera insieme a un gruppo di persone, per dare alla città una manifestazione importante che facesse tesoro dell'originalità del Museo della Marineria, appena realizzato nella sua Sezione Galleggiante. Alla collaborazione presero parte l'Associazione degli Albergatori, l'Amministrazione comunale, il Museo e vari artisti locali, che decisero di realizzare un evento stabile capace di richiamare visitatori al di fuori dell'affollata stagione estiva. Il progetto è di Tinin Mantegazza, la realizzazione degli artisti Maurizio Bertoni e Mino Savadori.

All'origine il progetto era un altro. Doveva essere un presepe vivente sulla barca più grande fra quelle antiche esposte a galleggiare sul porto canale. «La mia controproposta fu di costruire delle statue che potessero durare molto di più di una sola sera, e in più di continuare a produrre statue anno dopo anno fino a quando tutte le barche antiche ne fossero piene.»

Così è andata. La prima statua scolpita fu quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico, e le prime figure erano sette: la Sacra Famiglia, i Re Magi e il patrono. In quarant'anni il patrimonio scultoreo è cresciuto fino a oltre cinquanta figure, perché ogni anno la tradizione vuole che venga aggiunto un nuovo personaggio. Le ultime arrivate, in ordine di tempo, sono la figura di un marinaio collocata sulla prua del trabaccolo e quella di un prodiere sul bragozzo d'altura, il marinaio ormeggiatore a poppa del trabaccolo da trasporto. Bertoni e Savadori portano avanti il loro progetto: dare negli anni a ognuna delle imbarcazioni un timoniere e un prodiere.

Cirmolo, tela e cera pennellata a caldo

Ogni statua è fatta con i materiali della cultura delle imbarcazioni. I volti, le mani, i piedi e tutte le parti esposte sono scolpiti in legno di cirmolo; gli abiti sono realizzati in tela; i voluminosi drappeggi, modellati su un'intricata rete di metallo, si ottengono grazie a uno strato di cera pennellata a caldo. Nel racconto di chi diede l'incarico, allo scultore Maurizio Bertoni spettava scolpire nel cirmolo tutte le parti esposte — teste e mani — mentre il resto del corpo, la parte vestita, era uno scheletro di asticelle di legno rivestite di rete da pollaio e poi di tela modellata a caldo con pennellate di paraffina.

Anche i colori vengono dal mare, sono quelli con cui venivano tinte le vele, usati per distinguere le famiglie dei marinai, e la cera è quella che serviva ad ammorbidire il sartiame. Le statue sono a grandezza naturale, frutto di un lungo lavoro artigianale.

San Giacomo, la piadinaia e i tre delfini

Le figure non raccontano solo la Natività. Accanto alla Sacra Famiglia, ai Re Magi e ai pastori tradizionali c'è la ricostruzione della vita di un borgo adriatico, con i personaggi legati al mestiere del mare: il burattinaio con il suo teatrino, i pescatori, la piadinaia, il suonatore di fisarmonica, gli angeli e i delfini che emergono dall'acqua del porto canale. Ci sono i falegnami, la pescivendola, i bambini, i musicisti, le donne con le piadine.

Si vede chi salpa e chi rammenda le reti, chi conduce le imbarcazioni, chi vende il pesce. E in mezzo a tutti c'è San Giacomo, il patrono. La Natività si fonde così con la memoria della comunità marittima, e racconta una storia che è insieme religiosa e identitaria: a Cesenatico Gesù Bambino nasce su una barca di pescatori, quasi a reinterpretare la tradizione del presepe alla luce della vita popolare della gente di mare.

Le luci che si accendono al calare della sera

Le figure sono pensate come elementi di una sacra rappresentazione, da vedere dalle sponde del Porto Canale Leonardesco come dalla platea di un teatro, e sono illuminate, perché nel presepe sono le luci a dare vita alle figure e a scandire il racconto. È al calare della sera che il Presepe della Marineria si accende, come se si aprisse un sipario: la scena si riempie di piccole luci e i personaggi sembrano camminare sull'acqua e sulle vele dei vecchi bragozzi, mentre tutto si specchia nel canale.

Il presepe è visibile dalla prima domenica di dicembre all'Epifania, anche di notte. Il momento più atteso è la cerimonia di accensione, a fine novembre, che dà ufficialmente avvio al Natale cesenaticense: lo spettacolo accompagna l'illuminazione del presepe e di tutte le luminarie della città, dall'albero di Natale di piazza Pisacane alle installazioni luminose di piazza Ciceruacchio, in una serata di musica, spettacoli ed effetti scenografici sull'acqua. Poi resta allestito per tutto il periodo delle feste, fino alla metà di gennaio.

Il riconoscimento è arrivato dallo Stato: il Ministero del Turismo ha premiato la manifestazione con il titolo di «Patrimonio d'Italia per la tradizione», per la capacità di mantenere vivo il folklore e le tradizioni del territorio, rinnovandole e adeguandole al mutamento dei tempi e trasformandole in attrattori turistici capaci di registrare una partecipazione sempre più ampia. Il presepe è realizzato dal Comune di Cesenatico con il sostegno di Gesturist Cesenatico Spa, e abbraccia insieme la pesca, il mare, la tradizione, l'arte e il turismo.

C'è infine un secondo presepe, a un centinaio di metri dal canale, nei vicoli del paese: anche lì i personaggi sono a grandezza naturale, ma è più tradizionale, e la grotta è simulata nella parte superiore dell'edificio di un'antica ghiacciaia.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Presepe della Marineria a Cesenatico richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Gatteo a Mare, a 4,6 chilometri da Cesenatico, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Cesenatico ha davanti un percorso di 1,5 chilometri, due minuti di guida.

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