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Le tradizioni di Natale in Basilicata: riti, piatti e usanze del posto
Il Natale in Basilicata comincia il 16 dicembre con la novena degli zampognari, accende falò che restano vivi fino all'Epifania e riempie i borghi di presepi, da quelli dei Sassi di Matera a quello di Tricarico. A tavola: strascinati, baccalà con peperoni cruschi e piccilatiedd'.
Il calendario si chiude il 5 gennaio a Montescaglioso.
La novena degli zampognari
La novena di Natale è un rito della cultura agro-pastorale lucana: nove giorni di preghiera, ripetuti ogni mattina dal 16 al 24 dicembre.
All'alba gli zampognari — uomini vestiti da pastori, che scendono dalle montagne con la zampogna e la ciaramella — attraversano il centro storico suonando, e raggiungono la chiesa per il rosario e la messa mattutina. A Terranova del Pollino il suono della novena si è conservato, e a percorrere le strade sono i Piperi.
I falò per il Bambinello
A Nemoli e a San Fele nella notte di Natale si accende un grande fuoco, che serve a riscaldare il Bambinello e a proteggerlo dal gelo. A Nemoli il falò brucia ininterrottamente dalla Vigilia all'Epifania.
I falò sono diffusi in tutta la regione e si legano ai riti agresti del solstizio d'inverno: il profano e il sacro stanno insieme nello stesso fuoco.
I presepi, e dove guardarli
Il presepe è la tradizione più radicata della regione.
- Matera: i Sassi illuminati diventano un presepe vasto quanto la città, e il presepe vivente resta visitabile fino al 6 gennaio;
- Anzi: il presepe è indicato fra i più grandi d'Europa;
- Tricarico: il presepe misura sedici metri;
- Grassano: le statuine sono conosciute a livello internazionale;
- Guardia Perticara: il presepe vivente, ispirato al Cantico delle Creature, si tiene il 20 dicembre;
- Rivello: fra dicembre e gennaio i presepi si allestiscono nelle vecchie botteghe e nei bassi, con artigiani, appassionati e volontari, insieme ai mercatini e agli spettacoli.
Il presepe di Sant'Andrea Avellino si inaugura l'8 dicembre, lo stesso giorno in cui a Tito si accende l'albero più grande della Basilicata; a San Severino Lucano l'albero si accende il 16. A Potenza i mercatini e le luminarie occupano il centro storico e via Pretoria, mentre a Corleto Perticara e a Picerno si tengono rappresentazioni recitate.
Le nove lampe di Matera
A Matera si osserva l'usanza delle nove lampe: nove lampade accese sui gradini dell'altare della Cattedrale, una delle quali si spegne alla fine di ognuna delle nove messe.
La cena della Vigilia
Il 24 dicembre si digiunava fino al pasto della sera. Prima di cominciare si recitavano il Pater Noster e l'Ave Maria, e il capofamiglia apriva la cena affettando il pane natalizio.
In tavola andavano i vermiciedd' a agli e uoglie; sulle tavole dei benestanti il pesce, in zuppa, fritto o arrostito. Si chiudeva con finocchi, frutta verde e dolci fritti. Dopo la messa di mezzanotte si usciva per le vie ad augurarsi felicità.
Il pranzo di Natale
Il primo piatto sono gli strascinati al ragù di carne mista — strascinari cu lu 'ntruppc —, una pasta simile alle orecchiette ma più grande e aperta, che prende il nome dal gesto di trascinarla con le dita sul legno. Accanto compare la minestra maritata, o la minestra di scarole, verze e cardi in brodo.
Fra i secondi non manca il baccalà, principe delle tavole lucane, servito lesso con i peperoni cruschi: peperoni seccati al sole e immersi per pochi secondi nell'olio d'oliva bollente. La carne è di maiale, agnello, cappone, gallina o coniglio. Compaiono anche i ravioli ripieni di baccalà, i peperoni cruschi di Senise, il canestrato di Moliterno e il Grottino di Roccanova; a Potenza, pettole salate, frittelle di baccalà, lampascioni e pasta fresca con la mollica fritta. Si beve Aglianico del Vulture.
I dolci
Il dolce lucano per antonomasia è il piccilatiedd': pane fatto in casa guarnito di mandorle e uova sode, con i bordi decorati a rotella dentata, la cui preparazione richiede circa due giorni.
- le pettole — palline di pasta lievitata fritte nell'olio d'oliva, semplici, con il vincotto o con le alici: si cominciavano alla vigilia dell'Immacolata e si continuavano fino a fine festività;
- i calzoncelli, o cavzunciedd', panzerotti fritti ripieni di crema di ceci, castagne lesse o cioccolato;
- le zèppele, zeppole o crespelle con patate e zucchero;
- gli struòfole, palline ricoperte di miele;
- i mustacciuol au naspr', entrati più tardi nelle tavole lucane.
Fra i cibi del periodo si cita anche la cuccia di Santa Lucia.
I Cucibocca di Montescaglioso
Il 5 gennaio, alla vigilia dell'Epifania, a Montescaglioso si celebra la Notte dei Cucibocca, organizzata dal Comune e dalla Pro Loco. Il gesto di cucire la bocca segna la fine delle libagioni natalizie.
Domande frequenti
Quando comincia il Natale in Basilicata
Il Natale in Basilicata comincia il 16 dicembre con la novena, nove giorni di preghiera in cui gli zampognari percorrono i centri storici all'alba fino al 24 dicembre.
Cosa si mangia a Natale in Basilicata
A Natale in Basilicata si mangiano strascinati al ragù di carne mista, minestra maritata e baccalà con peperoni cruschi. Il dolce tipico è il piccilatiedd', pane alle mandorle.
Che cos'è la Notte dei Cucibocca
La Notte dei Cucibocca è la festa che si celebra a Montescaglioso il 5 gennaio, alla vigilia dell'Epifania: il cucire la bocca segna la fine delle libagioni natalizie.
Dove vedere i presepi in Basilicata
I presepi si vedono nei Sassi di Matera, ad Anzi, a Tricarico, a Grassano, a Guardia Perticara e a Rivello, dove sono allestiti nelle vecchie botteghe.