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Le tradizioni di Natale in Emilia-Romagna: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Emilia-Romagna albero e presepe si allestiscono l'8 dicembre. La cena della Vigilia è di magro, con l'anguilla in molti modi; il pranzo del 25 dicembre comincia con cappelletti o tortellini nel brodo di cappone e prosegue con il bollito misto.

Il ceppo, acceso dal capofamiglia, doveva ardere dodici notti.

Il ceppo di Natale

Il ceppo è un'usanza contadina a cui si attribuisce potere propiziatorio e di buon augurio. Nella notte della Vigilia il capofamiglia lo metteva nel camino e lo lasciava ardere per le dodici notti successive, fino all'Epifania. In Emilia era diffuso anche il trôn d'Nadél, il grande ceppo bruciato nella stalla o nel cortile; il tronchetto di Natale che si porta in tavola si lega alla stessa usanza.

A Cesena la sera della Vigilia la famiglia si riuniva davanti al camino, dove ardeva il ceppo: la cenere era ritenuta benedetta e dalle scintille si traevano auspici. Si mangiavano castagne arrostite o ciambella, si beveva vino e si recitava un'orazione durante la veglia. In Romagna la matrona di casa apparecchiava una tavola con tre sedie vuote.

Il rito è diventato in gran parte pubblico: il ceppo si accende in piazza la sera della Vigilia, in una manifestazione delle associazioni locali.

La Vigilia di magro

Per il 24 dicembre era di rigore il menu senza carne, e il piatto della serata era l'anguilla, preparata in molti modi, anche marinata. Ogni valle ha però il suo primo.

A Ferrara il pampepato era l'unico dolce concesso nei giorni di vigilia. La sera quasi tutti vanno alla messa di mezzanotte.

Il pranzo del 25: la pasta ripiena

Il cuore del pranzo è la pasta fresca ripiena nel brodo di cappone o di gallina vecchia. Il nome e il ripieno cambiano di città in città.

Ci sono anche i passatelli, asciutti con sugo di melanzane e capesante o di farina di castagne. Fra le specialità reggiane: la bomba di riso, prodotto agroalimentare tradizionale della montagna, le chizze — probabilmente da una ricetta della comunità ebraica —, i Casagai delle famiglie contadine e la panèda, zuppa di pane.

Il bollito misto

Il secondo è il bollito misto: cappone, gallina, manzo e cotechino di Modena, con fagioli bianchi, puré e salsa verde; in Romagna con mostarde, salse e fritto bianco.

Il cotechino e lo zampone, modenesi e IGP, sono le due star della tavola; fra i secondi anche il coniglio reggiano e l'anatra in casseruola. Si apre con i salumi — Parma, Felino, Bologna, Zibello, coppa piacentina, culatello — serviti con lo gnocco fritto, e c'è il formaggio di fossa con la Saba.

Dopo il pranzo si gioca a tombola, sette e mezzo, briscola e scopone; la tombola serve anche a riciclare i regali doppi. Fino agli anni Cinquanta, nei paesi dell'Appennino bolognese e modenese, piccoli gruppi cantavano la novena andando di casa in casa.

I dolci

Ogni città ha il suo dolce di Natale.

Ci sono poi i Tortelli di Natale con marmellata o crema, e il panettone. A Cesena panforti, panettoni e mandarini erano roba delle famiglie ricche.

I presepi viventi

A Reggio Emilia il presepe vivente è uno spettacolo itinerante: parte dal sagrato della Basilica della Ghiara, attraversa Corso Garibaldi, Via Emilia Santo Stefano e Via Emilia San Pietro e arriva in Piazza Prampolini.

A Fanano, alle pendici del Monte Cimone, il presepe vivente si organizza ogni due anni dal 2010: oltre 250 figuranti mettono in scena gli antichi mestieri lungo le vie del borgo la domenica prima di Natale, e la processione della natività comincia alle 22. A Rivalta, nella notte della Vigilia, 120 figuranti mettono in scena la Natività e chiudono con la messa; a Carpineti, in località Bebbio, il presepe vivente si tiene fra Natale e fine anno.

A Classe il corteo parte dal centro alle 23.45 della Vigilia e arriva nella Basilica di Sant'Apollinare per la messa; il 5 gennaio arrivano i Re Magi con i doni.

Domande frequenti

Cosa si mangia a Natale in Emilia-Romagna

A Natale in Emilia-Romagna si mangiano cappelletti o tortellini nel brodo di cappone e bollito misto con cotechino, salsa verde e mostarde. La Vigilia è di magro, con l'anguilla.

Qual è la differenza fra il tortellino di Bologna e quello di Modena

Il tortellino di Bologna ha il ripieno a crudo; quello di Modena ha il ripieno precotto, con il prosciutto crudo spesso prevalente sulla mortadella.

Qual è il dolce di Natale dell'Emilia-Romagna

Ogni città ha il suo: il Certosino e il Panone a Bologna, il pampepato a Ferrara, il biscione a Reggio Emilia, la Spongata a Brescello e Busseto.

Che cos'è il ceppo di Natale

Il ceppo di Natale è il tronco che il capofamiglia accendeva nel camino la notte della Vigilia e lasciava ardere dodici notti, fino all'Epifania. La cenere era ritenuta benedetta.

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