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Le tradizioni di Natale in Toscana: riti, piatti e usanze del posto
In Toscana il periodo natalizio comincia l'8 dicembre e la notte del 24 dicembre è quella dei fuochi: le cataste di Abbadia San Salvatore, i Natalecci di Gorfigliano, la fiaccolata di Monteriggioni. A tavola arrivano i crostini neri, il brodo di cappone e il panforte.
A Pienza, dopo Natale, il panforte si lancia sul tavolo.
Abbadia San Salvatore, la Città delle Fiaccole
La notte del 24 dicembre Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata, diventa la Città delle Fiaccole: nel centro storico si incendiano a mezzanotte enormi cataste di legna a forma di piramide.
Il fuoco viene benedetto sotto i portici del Comune e poi portato per le vie del borgo. Resta acceso una notte intera, fino all'alba, e attorno alle fiamme la gente si riunisce per cantare, mangiare i dolci tipici e bere il vin brulè.
I Natalecci di Gorfigliano
A Gorfigliano, nel comune di Minucciano, in Alta Garfagnana, la sera della Vigilia si accendono i Natalecci: falò altissimi, costruiti intrecciando rami di ginepro attorno a un palo di castagno, che possono sfiorare i venti metri.
Il materiale viene dalla pulitura del sottobosco, e le torri sono fatte per ardere a lungo. Si collocano nei punti più alti delle colline attorno al paese e si accendono tutte insieme, al rintocco della campana che introduce la preghiera.
La fiaccolata di Monteriggioni
A Monteriggioni, alle nove di sera del 24 dicembre, parte dal castello duecentesco una passeggiata notturna lungo la Via Francigena.
Sono quattro chilometri fra boschi, selve e campi, illuminati da centinaia di torce — una processione che richiama la stella cometa — e si arriva ad Abbadia a Isola, dove la camminata si chiude con la messa nell'abbazia dei Santi Salvatore e Cirino.
Il ceppo
Il ceppo natalizio è un rito antico, sopravvissuto in pochissime zone rurali: si portava in casa la Vigilia di Natale e doveva ardere fino a Santo Stefano e all'Epifania.
Il Gioco del Panforte
A Pienza, fra il 26 dicembre e il 4 gennaio, si tiene il Torneo del gioco del panforte. Il dolce senese si lancia su lunghi tavoli di legno, e vince la squadra che lo porta più lontano, il più vicino possibile al bordo, senza farlo cadere.
Il gioco si pratica anche in altri comuni della provincia di Siena, sul Monte Amiata e in Maremma. Alla fine del torneo i panforti vengono donati in beneficenza.
La tavola dell'entroterra
Il pranzo comincia con i crostini di fegatelli, chiamati anche crostini neri: pane tostato con il paté di fegatini di pollo, che ogni famiglia fa a modo suo — paté puro, oppure fegatini e milza. Accanto stanno la finocchiona, il prosciutto crudo toscano, il lardo di Colonnata e il pecorino.
Il primo è un brodo ricco di cappone — il galletto castrato per rendere la carne più morbida e saporita — con i tortellini fatti a mano. C'è poi la ribollita di fagioli, verza e cavolo nero, servita nelle ciotole di terracotta, e le crespelle alla fiorentina, dette anche fazzoletti della nonna.
Fra i secondi: arrosto di chianina, fegatelli di maiale, faraona, anatra all'arancia, lombata di maiale e il cappone in umido, che viene dalle tradizioni contadine. Nell'entroterra compaiono anche i tordelli, la scarpaccia, la zuppa alla frantoiana, i matuffi, la pasta e ceci e il coniglio con le olive.
A Firenze si chiude con castagnaccio, panforte di Siena, ricciarelli e cantuccini intinti nel vin santo.
La tavola della costa
In Versilia il Natale gira attorno al pesce, e i piatti nascono dalle abitudini dei pescatori: sparnocchi con i fagioli schiaccioni di Pietrasanta, spaghetti alla trabaccolara, cacciucco.
A Livorno l'antipasto di salsicce miste, olive, pecorino e fegato di pollo si chiama crostini toscani o piscatoni, e il piatto principale è la lonza di maiale arrosto alla toscana. All'Isola d'Elba la cena è di pesce e verdure fritte, con il baccalà fritto.
I dolci della costa sono la torta di riso, i ciacci, i necci e i befanini, insieme a panforte, cavallucci e ricciarelli.
I presepi
I presepi toscani sono opera dei maestri artigiani, montati sul muschio o dentro le casette, e raffigurano i mestieri antichi, gli angioletti e la Sacra Famiglia. La basilica di Santa Croce a Firenze ne ospita quindici.
A Barga, Petroio e Pescaglia, nella valle del Serchio, il periodo natalizio diventa un presepe vivente a cielo aperto, e si passeggia fra i capolavori dei maestri figurinai.
Le feste si chiudono il 6 gennaio, quando le befane scendono dai campanili, si lanciano dai palazzi e persino con il paracadute.
Domande frequenti
Che cosa sono i Natalecci
I Natalecci sono i falò della Vigilia di Gorfigliano, in Garfagnana: torri di rami di ginepro intrecciati a un palo di castagno, alte fino a venti metri, accese tutte insieme al suono della campana.
Che cos'è il Gioco del Panforte
Il Gioco del Panforte si tiene a Pienza fra il 26 dicembre e il 4 gennaio: il dolce si lancia su tavoli di legno e vince chi lo porta più vicino al bordo senza farlo cadere.
Cosa si mangia a Natale in Toscana
Nell'entroterra si mangiano crostini neri, tortellini in brodo di cappone, ribollita e arrosti; sulla costa il pesce. I dolci sono castagnaccio, panforte, ricciarelli e cantuccini col vin santo.