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Le tradizioni di Natale in Sicilia: riti, piatti e usanze del posto
In Sicilia la cena della Vigilia conta più del pranzo del 25 dicembre. La sera del 24 si accende lo Zucco, il falò sul sagrato delle chiese, e in tavola vanno la scacciata, le crispelle, le focacce ripiene e il baccalà fritto; il dolce delle feste è il buccellato.
Fra Vigilia, Natale e Santo Stefano si sta a tavola settantadue ore.
Lo Zucco, il fuoco di Natale
In molte città siciliane la sera della Vigilia si accende lo Zucco, chiamato anche fuoco di Natale o zuccata. Il falò si fa sul sagrato delle chiese, e l'usanza è particolarmente viva nella parte orientale dell'isola.
A fine messa c'è un gesto che chiude il rito: si porta a casa un legnetto del falò, come buon auspicio.
Le cone e le novene
La cunzata della cona è l'addobbo delle edicole votive: le cone sono piccoli altari che si ornano con agrumi, dolci e decorazioni fatte di cibo.
Le novene di Natale sono canti narrativi: raccontano la natività.
La cena della Vigilia
I festeggiamenti cominciano il 24 con un cenone, e il brindisi di mezzanotte è quasi sfarzoso come quello di Capodanno. Molti passano la serata anche con il cibo di strada.
Il piatto della giornata è la scacciata, focaccia ripiena che a Catania apre la festa e nel Ragusano diventa scaccia. Si farcisce in molti modi: patate e salsiccia, broccoli e tuma, spinaci e caciocavallo.
- le crispelle salate di Catania, con l'acciuga o la ricotta;
- i pitoni fritti di Messina, con tuma, scarola e acciughe, la focaccia messinese — scarola, pomodoro, tuma e acciughe — e gli arancini, che possono avere la mortadella;
- le impanate di Caltanissetta, ripiene di broccoli affogati, anguille, baccalà o salsiccia;
- cudduruni, scacce e imbriulati, farciti con ricotta, tuma, olive, acciughe, carne o verdure;
- a Palermo, il pane soffice e alto condito con pomodoro, cipolla, acciughe e caciocavallo.
Il baccalà fritto lega tutta l'isola, e a Siracusa si accompagna con i pipi sicchi, i peperoni secchi.
Il pranzo del 25 dicembre
La tavola si apre con salumi, olive, formaggi e canapè; nel Palermitano con la zucca in agrodolce, i broccoli affogati e l'insalata di finocchi e arance.
Il primo è pasta al forno: la pasta 'ncasciata, con salsa di pomodoro, uova sode, prosciutto, melanzane e formaggio — nella variante messinese con la tuma — che ad Agrigento è fra i piatti più amati. A Palermo sono immancabili gli anelletti al forno, anche nella versione con le melanzane fritte, e la pasta con le sarde, con uvetta, pinoli e finocchietto selvatico. Nel Ragusano si preparano le lasagne cacate, con ragù di maiale e ricotta; a Noto, il Pasticcio di Natale.
Il secondo più diffuso è il falsomagro — farsu magru o bruciuluni a Messina, Palermo e Catania —, un rotolo di vitello ripieno di frittata o uova sode, spinaci, formaggio, mortadella, pancetta o prosciutto cotto. Accanto ci sono il capretto in umido o al forno con le patate, le sarde a beccafico e, a Messina, il pesce stocco a ghiotta.
I dolci
Il dolce di Natale siciliano è il buccellato, in dialetto cucciddatu: pasta frolla farcita con fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d'arancia, marmellata e spezie.
- i nucatuli, i mostaccioli e le paste di mandorla;
- la giuggiulena, la cubaita e la petrafennula, fra torroni e croccanti;
- le crispelle di riso con il miele, che a Palermo profumano le strade, e a Catania si mangiano dopo quelle salate;
- le collorelle di Caltagirone, con mandorle e miele;
- la cassata, i cannoli e la cuccìa di Santa Lucia.
Si chiude con la frutta secca e con i vini da dessert: Marsala, Moscato di Pantelleria, Zibibbo o Malvasia di Lipari.
Il presepe e i giochi
Il presepe è radicato soprattutto nei paesi dell'interno, e in molte case si allestisce insieme all'albero. Il presepe vivente è una forma teatrale diffusissima, e mette in scena anche i personaggi dei vecchi mestieri locali.
Dopo i pasti si gioca a carte: briscola, scopa e cucù, spesso con le puntate in soldi. Il periodo delle feste, a tavola, va dall'8 dicembre al 6 gennaio.
Domande frequenti
Che cos'è lo Zucco
Lo Zucco è il falò di Natale siciliano, acceso la sera della Vigilia sul sagrato delle chiese, soprattutto nella Sicilia orientale. A fine messa si porta a casa un legnetto come buon auspicio.
Cosa si mangia la Vigilia di Natale in Sicilia
La Vigilia in Sicilia si mangiano scacciata, crispelle, pitoni e impanate, e il baccalà fritto, che a Siracusa si accompagna con i peperoni secchi.
Qual è il dolce di Natale siciliano
Il dolce di Natale siciliano è il buccellato, in dialetto cucciddatu: pasta frolla ripiena di fichi secchi, uva passa, mandorle e scorze d'arancia.
Che cos'è il falsomagro
Il falsomagro è un rotolo di vitello ripieno di uova sode, spinaci, formaggio e mortadella. A Messina, Palermo e Catania è il secondo del pranzo di Natale.