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Jambon Day a Saint-Rhémy-en-Bosses, il prosciutto DOP con erbe di montagna 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
12 luglio 2027
Dove Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-rhémy-en-bosses

Fonte: sagreautentiche.it, letta il 20/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

Il Jambon Day è la sagra del Vallée d'Aoste Jambon de Bosses DOP e si tiene a Saint-Rhémy-en-Bosses, in Valle d'Aosta, nella valle del Gran San Bernardo, la seconda domenica di luglio. Il prosciutto viene servito in varie tipologie di taglio e abbinato al pane nero, al burro, al miele, alle noci e ai vini del territorio, e si può visitare lo stabilimento dove viene prodotto. La organizzano il Comune e la Pro Loco, e va avanti da oltre cinquant'anni.

Il re dei crudi, a milleseicento metri sotto il Gran San Bernardo

Il Jambon Day si tiene a Saint-Léonard, frazione del comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, in Valle d'Aosta, ai piedi del massiccio del Gran San Bernardo, quasi al confine con la Svizzera. È la sagra dedicata al Vallée d'Aoste Jambon de Bosses DOP, chiamato «il re dei crudi», principe della salumeria valdostana, e si svolge per tradizione la seconda domenica di luglio.

Il paese è l'unico luogo destinato alla produzione, e la ragione sta nell'aria. Il borgo si trova a oltre 1.600 metri di altitudine, dove l'aria pura e i venti provenienti dal Colle del Gran San Bernardo creano le condizioni per una stagionatura lenta e naturale. Le particolarità gustative dello Jambon sono dovute a quelle caratteristiche ambientali e all'abilità dei maturatori, tramandata di padre in figlio.

È un prosciutto crudo speziato con erbe di montagna, nato nel Seicento, e ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta nel 1996.

Le «tybias porci» del 1397

La storia di questo prosciutto è documentata da molto più lontano. Il primo dato certo che ne attesta la produzione si ritrova nei Contes de l'Hospice du Grand-Saint-Bernard del 1397, dove sono citate espressamente le «tybias porci» prodotte nel territorio di Saint-Rhémy-en-Bosses: cosce di porco conservate, usate come elemento di scambio di pregio. Le notizie storiche si susseguono poi nei secoli, confermando la notorietà del prodotto.

La tutela moderna è recente: nel 2009 i produttori del Vallée d'Aoste Jambon de Bosses hanno costituito un Comitato per la tutela e la valorizzazione. E perché il prosciutto sia autentico ci sono due segni da cercare: il marchio impresso a fuoco sulla cotenna della coscia e l'etichetta ben evidente che riporta gli ingredienti e il codice identificativo del produttore.

Venti giorni di sale e due anni di fieno

La lavorazione segue ancora oggi antichi metodi tramandati di generazione in generazione, e comincia con le mani. Le cosce di suino, attentamente scelte, vengono massaggiate per far fuoriuscire i residui di sangue e di siero, poi salate a secco con sale marino, pepe macinato, spezie e un miscuglio di erbe autoctone, e tenute a temperatura controllata lasciando «lavorare» il sale per una ventina di giorni.

Dopo il lavaggio e l'asciugatura le cosce vengono poste nelle camere di stagionatura; poi si procede con la sugnatura e si completa la maturazione. La stagionatura si protrae tra i 12 e i 24 mesi in presenza dei fieni del territorio, in un luogo fresco e ventilato in grado di riprodurre l'ambiente tipico dei «rascard», le strutture in legno situate a fianco delle baite. Per la maturazione si deve attendere almeno un anno.

Il risultato lo danno le erbe e il fieno: il ginepro, il timo e le erbe della valle infondono un profumo delicato e aromatico, mentre il fieno, durante la stagionatura, dona una fragranza unica. Ne esce un prosciutto dal gusto elegante e persistente, dalla consistenza morbida e dal profumo intenso. È un processo di lavorazione artigianale lungo e prezioso, perché racchiude il sapere della tradizione di un intero villaggio.

Pane nero, burro, miele e noci

Alla sagra il prosciutto si mangia, e si mangia in molti modi. Il jambon viene servito ai visitatori in varie tipologie di taglio e abbinato alle pietanze enogastronomiche locali: il pane nero, il burro, il miele, le noci e un buon vino rosso soave e di media struttura. Fra i banchetti si trovano prodotti enogastronomici e artigianato, e si degustano anche polenta, raclette e fontina; non mancano musica, spettacoli e grigliate.

Nelle ultime edizioni è stata introdotta una formula che mette a confronto i grandi prosciutti italiani con quello di casa: il Vallée d'Aoste Jambon de Bosses DOP si degusta accanto al Prosciutto Crudo di Montagna Lurisia, al San Daniele DOP e al Prosciutto Veneto DOP, in un percorso fra sapori, lavorazioni e tradizioni diverse. Il jambon dialoga anche con i migliori salumi valdostani, con i prodotti tipici e con i vini del territorio, raccontati direttamente dai produttori.

Tre giorni nel borgo, e la visita allo stabilimento

La festa dura tre giornate, un lungo fine settimana. La manifestazione è organizzata dal Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses in collaborazione con la Pro Loco, e va avanti da oltre cinquant'anni.

Per chi vuole vedere come nasce, c'è la porta aperta del luogo di lavoro: i buongustai possono visitare lo stabilimento di produzione dello Jambon, conoscerne i segreti, assistere a degustazioni guidate, acquistare e assaggiare il prodotto, e scoprire i vini e i prodotti valdostani.

La domenica è pensata anche per le famiglie, con uno spazio gioco per i più piccoli, la musica e il ballo nel pomeriggio, e una serata di karaoke a chiudere.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Saint-Rhémy-en-Bosses richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Aosta / Aoste, a 21 chilometri da Saint-Rhémy-en-Bosses, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Traforo del Gran San Bernardo ha davanti un percorso di 9,8 chilometri, dieci minuti di guida.

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