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Sagra della Crescia sul panaro a Castelplanio 2027 - La piastra senza bordi appesa al caminetto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 16 al 19 luglio 2027
Dove Castelplanio, Castelplanio

Fonte: sagreautentiche.it, letta il 21/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

La Sagra della Crescia sul panaro si tiene a Castelplanio, in provincia di Ancona, nelle Marche, in luglio, e dura quattro giorni. La crescia di polenta — ottenuta mescolando la polenta avanzata con la farina di grano tenero — viene impastata, spianata, cotta e farcita interamente a mano negli stand, e si mangia tenendola con le mani avvolta in un grande foglio da imballo di colore giallo. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Castelplanio e si tiene dal 1974.

L'attrezzo che dà il nome alla festa

Il panaro è un oggetto: «una piastra metallica dotata di lungo manico, una specie di padella senza bordi», di produzione artigianale.

Oggi «ancora si può ammirare nelle nostre case di campagna appesa al muro o al caminetto, oggetto di ornamento, non più strumento di lavoro».

Quando nel 1974 si decise di provarci, fu sull'antico panaro di un compaesano che cominciarono le prove: si misurarono i tempi di preparazione e cottura della crescia per capire come produrne grandi quantità.

Polenta di ieri, pane di oggi

La crescia di Castelplanio è di polenta: si ottiene mescolando la polenta con la farina di grano tenero.

Si partiva dalla farina di granturco cotta nell'acqua dentro un apposito contenitore, il «callaro», rimestata continuamente a mano con il «mestolo», una sorta di lungo cilindro di legno con tre o quattro sporgenze metalliche sul fondo. «La crescia veniva confezionata con la polenta avanzata del giorno prima perché, in tempi grami come quelli, non ci si poteva permettere il lusso di sprecare alcunché.» Piuttosto che lasciarla lì o mangiarla controvoglia, la polenta fredda si impastava di nuovo con un po' di farina di grano, e diventava la «cresciola».

Cotta sul panaro e tolta dal fuoco, si guarniva con verdura — bieta, cicoria, erbe di campo — oppure con prosciutto o salsiccia; la versione dolce era «una crescia non più passata per il panaro ma fritta e ricoperta da uno strato di zucchero».

Il modo di mangiarla è rimasto identico: «più che sul piatto, però, si mangiava come oggi tenendola con le mani avvolta da un grande foglio da imballo di colore giallo».

Perché non si usano le impastatrici

«La produzione della crescia di polenta è molto impegnativa e negli anni la lavorazione è rimasta invariata, ovvero è completamente manuale»: impasto, spianatura, cottura e condimento vengono fatti a mano negli stand.

Le macchine sono due sole: la cottura della polenta avviene con una macchina costruita da artigiani locali e con un cuocicrema acquistato di seconda mano.

La ragione non è solo la tradizione: «le macchine impastatrici e spianatrici difficilmente si adatterebbero a trattare un impasto come quello di polenta e farina di grano tenero». Il segreto consiste nel manipolare l'impasto con delicatezza, in modo che assorba il minimo di farina bianca e mantenga il sapore prevalente di polenta.

Nei quattro giorni «si riescono a ritrovare quelle quasi 100 persone necessarie a gestire la festa: cresce, ristorazione, bar, casse, protezione civile».

Dalle verdure alla Nutella

I condimenti più tradizionali sono verdure, verdure e salsiccia, salsiccia; i più recenti prosciutto, o prosciutto e verdure; le recentissime sono le vegetariane, con verdure e pecorino. La crescia viene servita anche con il formaggio.

C'è poi la versione golosa: la crescia dolce fritta, che può anche essere farcita di Nutella.

L'impasto non contiene grassi, e la crescia è quindi un pasto leggero.

Dal 1974

La sagra nasce nel 1974, quando l'allora presidente della Pro Loco, insieme ad alcuni consiglieri, ebbe l'idea di dedicare una festa alla crescia di polenta cotta sul panaro. Da lì, «con il coinvolgimento di tutto il paese e la campagna circostante», la manifestazione prese il via.

Si tiene in luglio e dura quattro giorni, organizzata dalla Pro Loco di Castelplanio. L'intera manifestazione è senza plastica, e usa piatti, posate e bicchieri in materiale compostabile.

Dal 1974 la crescia viene impastata, cotta e farcita dalle paesane.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della Sagra della Crescia sul panaro, a Castelplanio, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Castelplanio-Cupramontana a un passo dal centro, 2,8 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Castelplanio - Maiolati Spontini, e da lì restano 3,5 chilometri e 4 minuti.

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